Ladri di giganti

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Non mi crea particolari problemi il fatto che un ex manager di Mc Donald abbia in mente una tourné internazionale per i Giganti di Monte ‘e Prama. Se il tour avesse una durata limitata potrebbe diventare un interessante veicolo promozionale per il Sinis e la Sardegna.

Mi preoccupano molto di più i feroci appetiti degli ingordi gruppi di interesse cagliaritani. Tant’è che Bondi nel rispondere all’interrogazione di Pili, che chiedeva il rientro della statue a Cabras, parla di un rientro in Sardegna, guardandosi bene dal nominare il Sinis. In più mentre la polemica vede l’abile inserimento della Mongiu e di Milia, ad eccezione della doverososa protesta di Carrus, non mi pare di aver udito una forte presa di posizione da parte della politica oristanese. E’ il solito triste copione: Oristano dorme (o finge di dormire) e Cagliari con la sua prepotenza si mangia tutto.

Mi unisco al folto gruppo di chi pretende ad ogni costo il rientro delle sculture a Cabras con la sistemazione in un’ apposita struttura. E’ un obbiettivo, che noi tutti dobbiamo perseguire contrastando questa vomitevole prepotenza con i mezzi che si renderanno necessari. C’è di mezzo la nostra dignità e anche il nostro futuro.

Andrea Nonne

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8 Commenti in “Ladri di giganti”

  1. Filippo Cossu Scrive:

    I GIGANTI devono assolutamente rientrare a Cabras per arricchire l’offerta culturale del museo archeologico. Il rientro di queste statue potrebbe attirare nuovi flussi turistici.

  2. Alessandro Marraccini Scrive:

    Almeno una statua al Museo Archeologico Natzionale di Cagliari si potrebbe mettere. Poi il grosso dei ritrovamenti OVVIAMENTE a Cabras.

  3. grandeovest.com Scrive:

    Certo! E magari anche una a Sassari per non fare un torto al capo di sopra, una a Olbia per mostrare ai turisti le grandezze dell’arte nuragica, a Barumini in onore di Giovanni Lilliu e a Scraffingiu in onore del sindaco. Oppure Alessandro vuoi sostenere che Cagliari ha più diritti degli altri? E in base a quale principio? E’ forse stata nominata capitale per volontà divina? O per solidarietà non reciproca? Mi pare che la cosa meno sensata sia quella di smembrare una capolavoro simile per pagare il tributo ai potentati burocratici. Andrea Nonne

  4. bainzu Scrive:

    A Nugoro nudha?
    :D

  5. marcello Scrive:

    E’ mai possibile che ogni cosa che viene rinvenuta nella zona del Sinis di Cabras debba andare verso altri luoghi - vedasi Cagliari - Roma e Londra per quanto attiene i ritrovamenti archeologici di Tharros - che nulla hanno a che vedere con la zona di appartenenza naturale? E’ ora che tutta Cabras si svegli ed impedisca agli “usurpatori” - di impossessarsi di opere che per loro destinazione naturale fanno parte a pieno titolo della cultura storica di Cabras e delle zone limitrofe.

  6. mauro Scrive:

    si potrebbe lasciare tutto a Cabras e organizzare delle mostre temporane qualche volta…che poi e’ quello che succede in tutto il mondo

  7. fùlviu Michèli Sèone Scrive:

    In effetti la questione trattata semplicemente in modo tecnico non sarebbe così scandalosa in quanto è comunque noto agli addetti ai lavori che le statue fossero comunque gia state movimentate e spostate se pur all’interno della penisola del Sinis stesso dal loro contesto archeologico o comunque stratigrafico(I “Faddianici”perdonino la mia pseudo terminologia tecnica abusata) …

    Penso infatti che se fossimo in un sistema giuridico ed amministrativo, ma sopratutto avessimo una cultura storiografica Sarda differente non avremo avuto nulla da dire se la Statuaria Sarda avesse avuto secondo una strategia definita e strutturata una sede tutta sua con i riferimenti alle specifiche zone di scavo e ritrovamento.

    purtroppo per dirla alla Piero Marras: “quì persio la preistoria è appalto degli italici”…e per il resto nonostante i toni da Archeo-campanilismo… la tua analisi politica “a tutto tondo”non fa una piega Andrè.
    Saludos e in ora bona a totus FM Àrthana

  8. fùlviu Michèli Sèone Scrive:

    In effetti la questione trattata semplicemente in modo tecnico non sarebbe così scandalosa in quanto è comunque noto agli addetti ai lavori che le statue fossero comunque gia state movimentate e spostate se pur all’interno della penisola del Sinis stesso dal loro contesto archeologico o comunque stratigrafico(I “Faddianici”perdonino la mia pseudo terminologia tecnica abusata) …

    Penso infatti che se fossimo in un sistema giuridico ed amministrativo, ma sopratutto avessimo una cultura storiografica Sarda differente non avremo avuto nulla da dire se la Statuaria Sarda avesse avuto secondo una strategia definita e strutturata una sede tutta sua con i riferimenti alle specifiche zone di scavo e ritrovamento.

    purtroppo per dirla alla Piero Marras: “quì persino la preistoria è appalto degli italici”…e per il resto nonostante i toni da Archeo-campanilismo… la tua analisi politica “a tutto tondo”non fa una piega Andrè.
    Saludos e in ora bona a totus

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