Dall’indipendentismo al cannibalismo. Mentre la Sardegna affonda gli uni e gli altri si fanno la guerra. Cercasi disperatamente Partito Nazionale Sardo.

hannibal_lecter.jpgDieci facce, tre o quattro proposte, pochi voti, nessuna incidenza sulla vita politica ma soprattutto un continuo snervante, ridicolo e dannoso battibeccare. Le proteste di Cagliari stanno mostrando in maniera chiara, se ancora qualcuno avesse dubbi, che la frammentazione dell’indipendentismo in tanti micro-partitini ha raggiunto livelli paradossali. Gli uni “dimenticano” a casa un’ importante proposta sull’istituzione di un’ agenzia delle entrate sarda perchè non importa il fatto che possa essere fondamentale per la soluzione della vertenza entrate, quel che importa è che la paternità è degli altri e quindi la proposta va boicottata per non regalare agli altri riconoscimenti, visibilità, voti. Chi se ne frega dell’interesse generale della Sardegna, qui c’è da pensare all’orticello. Gli altri, da parte loro, appena vedono le foto degli uni su due quotidiani di fila entrano nel panico e in pieno delirio da invisibilità, invece di dedicarsi alle pesanti lacune di certe recenti analisi economiche, con una certezza da principi della corte costituzionale italiana decretano la totale inutilità di un’applicazione dell’art 51. Non paghi di questo, esprimono pure la loro contrarietà all’istituzione di una zona franca in quanto la stessa provocherebbe addirittura ghettizzazione e divisioni. Ora giova ricordare che quando alcuni  degli uni e alcuni degli altri erano un tutt’uno proponevano all’unisono l’istituzione dell’agenzia dell’entrate e la defiscalizzazione delle attività produttive come panacea di tutti i mali dell’ economia sarda.

Ma la storia non finisce qui perchè agli uni non piace essere uni e allora decidono di litigare fino a giungere alla “scissione degli uni. Sul merito di quest’ultima vicenda non posso esprimermi in quanto non ho ancora elementi chiari e imparziali ma la cosa più importante è un’altra: gli uni litigano, gli indipendentisti bisticciano. Ancora. Sempre. Sempre di più. Sempre più giù. E mentre gli uni litigano gli altri esultano con la bava alla bocca perchè il litigio degli uni dimostra la ragione degli altri, mentre a guardar bene in questo caso sembrerebbe dimostrare il torto. Ma non importa perchè l’indipendentismo sardo ormai è così: gli uni sono felici se gli altri affondano, gli altri son felici se affondano gli uni e in questa loro decadente giostra non si accorgono di confermare meglio di chiunque altro quei tristi luoghi comuni sui sardi che si propongono di smentire. Ma soprattutto entrambi non si accorgono che ad affondare è l’indipendentismo, travolto da un’immagine di sè giustamente impresentabile, oltre ovviamente ad una Sardegna che meriterebbe ben altri atteggiamenti, ben altre priorità. Non si offendano gli uni e gli altri per queste mie parole, il problema non sono le persone ma i troppi movimenti, i troppi simboli, i troppi leader, che nel momento in cui si separano si ritrovano inevitabilmente a competere della competizione più feroce, quella basata sulla conquista della piccola fetta prima comune. Cannibalismo.

Lunedì, in pieno cazzeggio, ho scritto sul mio profilo facebook che in giornata aspettavo le dimissioni di Ficcadenti  e di Berlusconi (ai “più indipendentisti di tutti” ricordo che non essendo nè un santo nè un matto mi preoccupo dello Stato Italiano nella misura in cui gestisce i miei contributi previdenziali e i prelievi fiscali sul mio sudato stipendio). Un pò a sorpresa è caduto non solo Berlsuconi ma anche Ficcadenti; se solo avessi saputo che era la giornata dei miei desideri avrei chiesto qualcosa di più importante tipo la sparizione di tutti questi partiti in scala 1:40 e la nascita di un Partito Nazionale Sardo degno di questo nome.

Ora per fortuna il mondo non finisce a Cagliari e così, lontano dalle luci della ribalta mediatica, nella città di Aristanis gli indipendentisti non solo non litigano ma si siedono ad un tavolo comune per cercare soluzioni efficaci a problemi urgenti e il partito degli indipendentisti senza casacca, di coloro i quali hanno restituito la tessera e si sono sottratti a questo assurdo massacro, cresce di giorno in giorno rischiando di diventare il primo partito indipendentista della città. “Karale è stata dell’impero. Non Arbaré”*. Forse chi l’ha scritto non l’ha fatto a caso.

Andrea Nonne

* Sergio Atzeni. Passavamo sulla terra leggeri.

Tag: , , , , , ,

15 Commenti in “Dall’indipendentismo al cannibalismo. Mentre la Sardegna affonda gli uni e gli altri si fanno la guerra. Cercasi disperatamente Partito Nazionale Sardo.”

  1. Ciummo Scrive:

    Hai meravigliosamente descritto la situazione per la quale c’è sempre piu’ gente che lascia i partiti indipendentisti di quella che ci entra… andando a formare il partito dei non rappresentati :) Squadra che vince non si cambia!… e se perde?

  2. Paulu Biancu Scrive:

    Proviamoci con Aristanis (antica capitale d’Arbaré).Lasciamo Karale ai sarditalioti, agli shows dei neocolonialisti(sindacati) e alla vecchia antica borghesia compradora dellla “fusione perfetta”. Gli “uni” e gli “altri” CI VIVONO in questo “bailamme” che gli da notorietà tv, al solo unico scopo di mostrare il basso livello dei cannibali.

  3. Beppe Scrive:

    Complimenti Andrea … condivido ogni parola e proprio poco fa, dopo aver ascoltato sia le prime dichiarazioni di Monti che l’intervento del Presidente Napolitano, riflettevo proprio su questo fatto: da Sardi che vogliono un futuro migliore per questa Isola dobbiamo ora fare anche il tifo perché l’Italia si risollevi, è nel nostro interesse. Chi ignora l’Italia come gesto di disprezzo in nome dell’indipendenza forse non ama neppure la Sardegna … l’Italia è stata matrigna ma intanto ci siamo dentro e avere atteggiamenti puerili del tipo “a me non interessa” è un autogol. E dell’intervento di Napolitano ho apprezzato lo spirito e il passaggio finale in cui ha detto “E’ giunto il momento della prova, il momento del massimo senso di responsabilità. Non è tempo di rivalse faziose né di sterili recriminazioni. E’ ora di ristabilire un clima di maggiore serenità e reciproco rispetto.” E’ come se avesse preso a schiaffi tutti quelli che ieri hanno brindato alla liberazione da Berlusconi, a cominciare da Bersani che si è preso meriti che non ha. Tutte buone ragioni perché i Sardi pensino da Sardi e votino per un unico Partito Nazionale dei Sardi … che però ancora non c’è e che solo la stupidità e la miopia potrebbe impedirne la nascita.

  4. Nico P. Scrive:

    Analisi abbastanza superficiale che non tiene conto del fatto che i maggiori partiti indipendentisti hanno formato il tavolo della convergenza nazionale (al quale non aderisce il solo partitino di sale). Inoltre i cosidetti “indipendentisti senza partito”, che per fortuna sono alquanto pochini, non fanno altro che incrementare la frammentazione che dicono di combattere, formando a loro volta un altro partitino.

  5. grandeovest.com Scrive:

    Nico P.
    L’analisi è volutamente superficiale: se non te ne fossi accorto gli elettori non vanno molto a fondo e hanno bisogno di scelte chiare e semplici; se poi dovessi andare a fondo io e analizzare i reali motivi delle divisioni potrei raccontare una storia molto poco edificante. Il tavolo di convergenza nazionale non mi interessa in quanto non è a mio avviso costituito con criteri democratici e non è rappresentativo di quello che è l’elettorato indipendentista. Infine mi spiace deluderti ma gli indipedentisti senza partito, che sono molti più di quanto tu non pensi, non hanno costituito nessun nuovo partito ma rivendicano il sacrosanto diritto di vivere senza una tessera di movimenti in cui non hanno fiducia.

  6. grandeovest.com Scrive:

    Nico P.
    L’analisi è volutamente superficiale: se non te ne fossi accorto gli elettori non vanno molto a fondo e hanno bisogno di scelte chiare e semplici; se poi dovessi andare a fondo io e analizzare i reali motivi delle divisioni potrei raccontare una storia molto poco edificante. Il tavolo di convergenza nazionale non mi interessa in quanto non è a mio avviso costituito con criteri democratici e non è rappresentativo di quello che è l’elettorato indipendentista. Infine mi spiace deluderti ma gli indipedentisti senza partito, che sono molti più di quanto tu non pensi, non hanno costituito nessun nuovo partito ma rivendicano il sacrosanto diritto di vivere senza una tessera di movimenti in cui non hanno fiducia. Andrea Nonne.

  7. Fabrizio Desogus Scrive:

    A Nico P.
    potrei dire e raccontare di un primo tavolo di convergenza Natzionale al quale ho partecipato (San Gavino)in prima persona e che (a mio modesto parere) altro non era se non una accozzaglia di inetti che altro non hanno fatto se non quello di diffamarsi vicendevolmente e di offendersi ad oltranza.
    Ora, se questo è il nuovo che avanza, personalmente me ne tiro fuori e fuori me ne sono tirato. Dopo 29 anni di attivismo indipendentista ho assistito alla sua fine con la stessa pena di chi assiste un malato terminale che non vuole morire. Non dico altro connoscendo tanto e tanto altro avrei da dire. Ma non ho mai provato piacere a sputtanare gente e persone che probabilmente lo meriterebbero. Perlomeno per non creare più danni di quelli che hanno già fatto nell’opprimente micro micro galassia del micro micro universo indipendentista. Cun Amistade
    Fabrizio Desogus

  8. luciano atzori Scrive:

    Dopo aver letto l’intervento di fabrizio mi sento sollevato. Credevo di essere rimasto tra i pochi apolidi in politica(nel senso senza tessera e/o etichetta). Se i partiti indipendentisti ortodossi hanno percentuali da prefisso telefonico non sarà perchè l’ideale di indipendentismo è scomparso ma vorrei dire sommessamente perchè questi contenitori non hanno avuto la capacità se non in modo parziale e temporaneo di attirare i sardi. Il principio del piccolo orto ha infestato sia la politica italiana che sarda in egual misura . Consiglierei a Nicu poi di guardarsi le percentuali sull’astensionismo nelle ultime elezioni tanto per farsi un idea delle persone che rinunciano persino al diritto di voto in quanto non si identificano in nessu partito sardo o italiano che sia….

  9. Leonardo Scrive:

    Bravo Andrea Nonne, ora ci sei anche tu nel battibecco ridicolo e dannoso. Questa analisi sì che fa bene all’indipendentismo e alla Sardegna…

  10. grandeovest.com Scrive:

    Leonardo questo articolo non contiene nessun elemento di novità per il 99% dei sardi. Che gli indipendentisti non fanno altro che litigare lo sanno tutti tranne coloro che confondono le scaramucce col pluralismo. Io ho indicato una strada, giusta o sbagliata potrebbero dirlo solo le urne. Ma tenere su i rami secchi solo per paura di alzare un po di polvere non è mai stato un buon affare per l’albero.

  11. Fabrizio Desogus Scrive:

    Le analisi vanno rispettate, possono piacere, piacere poco o presumibilmente non piacere affatto.
    Ed il Nonne le ha fatte;
    belle o brutte che siano rimangono però sempre nella marginalità di chi probabilmente non ha mai avuto frequentazioni e quindi attivismo indipendentista.
    Il percorso, la strada “chiamatela come volete” è oggi chiusa per motivi di (chiamiamoli così) lavori di possibile percorribilità.
    Con cinque aree indipendentiste che raschiano il fondo per ottenere consensi (IRS - SNI - A MANCA - PROGRES - MELONI*) il conto è fatto.
    Uno scannatoio creato a loro immagine e somiglianza.
    Gente arrivata e autoreferenziata negli stessi loro minuscoli leaders che altro non fanno fanno se non spandere semi d’odio all’interno del loro ristretto mondo rancoroso.
    Un leader che dice:
    “quello è pagato dai servizi segreti”
    L’altro:
    “E’ al servizio dei partiti italiani” L’altro ancora:
    “Chi cazzo me lo ha fatto fare a fare un’alleanza a Cagliari con questi disperati”.
    Ma c’è anche il fattore del niente, della base.
    Che dovrebbe essere la struttura portante.
    Non esiste. Non perchè qualcosa non ci sia; c’è la materia ma non c’è lo spirito.

    *(Ho scritto Meloni e non PARIS perchè fondamentalmente il PARIS non esiste)

    Cun Amistade
    Fabrizio Desogus

  12. Mario FLore Scrive:

    arioflorecom.blogspot.itAL POPOLO SARDO NON SERVE un POLITICANTE SEDUTO in POLTRONA MA SERVE UNA GUIDA PER LIBERARLO DAL GIOGO de S’italia
    Se l’indipendenza è una ragione per il popolo Sardo, più che un POLITICANTE seduto in poltrona per dire quello che chiunque è capace di dire anche senza essere in politica, PERilBENEdiTUTTI i Sardi e della Sardegna si ha bisogno di una vera guida che indichi la strada per liberare il popolo Sardo dal giogo di roma. Cercano di convincere persone di alto spessore identitario a candidarsi per le elezioni del 2014 per EVITARE un’ASTENSIONE DI MASSA del popolo Sardo. Este unu IMBOLIGU (ESCAMOTAGE italianu) per cercare di convincere la gente ad andare a votare. Non serbidi a NUDDA, serve solamente a chi vuole tenere in piedi CUSTU SISTEMA de sottomissione de su populu Sardu. Sardigna NO ESTE italia.
    http://mario-wwwmarioflorecom.blogspot.it/2013/07/al-popolo-sardo-non-serve-un.html

  13. Campidanesu Scrive:

    Tutto molto opinabile, non sono d’accordo con questa visione un po strumentale. Il mondo dei movimenti indipendentisti è vario ed ognuno ha delle divergenze anche politiche, avrei fatto un distinguo anche in base alle IDEE di Sardegna. Ci sono i Catto-indipendentisti, quelli oltranzistti, i Nazionalisti, i progressisti, quelli che credono nel socialismo , i Rivoluzionari. Porto invece esperienze positive di ragazzi di progress che parlano con quelli dell’iRS, di nuove idee che vengono messe sul tavolo in molti Comuni sardi dove si Governa; Certamente ci sono anche i Fastidiosi litigi ma in altre nazioni senza stato secondo voi esiste un Partito Unico ? Non scherziamo ajo’. La tua opinione quindi resta solo una Visione personale condivisibile in parte. Adiosu

  14. grandeovest.com Scrive:

    Campidanesu io posso portare addirittura l’esperienza di Aristanis dove gli indipendentisti lavorano tutti assieme. Ma è appunto sufficiente uscire da Aristanis per vedere come certe logiche son dure a morire e l’ideologia mi sembra l’ultimo dei moventi.

  15. pietro ledda Scrive:

    e’ ora di fare il polo dei sardi per la sardegna unire tutte le forze che hanno a cuore i sardi se non ora quando???

Lascia un Commento


Chiudi
Invia e-mail
Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok