L’isola senza Stato che sogna l’Europa

da Sardegna Quotidiano del 4/11/2011

european_union_member_countries.jpgTutte le volte che sento qualcuno equiparare l’indipendentismo sardo ad un processo separatista anti-storico mi viene in mente Benito Mussolini: correva l’anno 1922 quando il Duce lanciava le suddette accuse al Psd ’Az a seguito di un articolo pubblicato sul Solco da Luigi Battista Puggioni. In verità, l’articolo del giornale sardista tutto era tranne che separatista se si pensa che ciò che l’autore teorizzava, sulla scia di Egidio Pilia, era la nascita di una Federazione Mediterranea capace di riunire Sardegna, Corsica, Baleari, Catalogna e Sicilia nella loro aspirazione all’auto governo rispetto al soffocante egemonismo degli Stati Nazionali. Anche se questo proto-indipendentismo appariva talvolta immaturo e spesso confuso con il federalismo e l’autonomismo, oggi che l’idea di Europa è messa in crisi proprio dal comportamento di questi agonizzanti Stati Nazionali, fa un certo effetto scoprire questi nostri avi tra i precursori di quella vision tanto diffusa tra i costituenti dell’Ue quanto latitante tra chi oggi, purtroppo, ne decide in gran parte le sorti. Di questi tempi è frequente sentire critiche verso le politiche economiche prevalenti, mentre in pochi mettono sotto esame l’attuale assetto istituzionale degli Stati nazionali. Se infatti proviamo a spostare l ’attenzione dal contenuto al contenitore, ci accorgiamo subito che gli Stati Nazionali sono strutture pensate nell’Ottocento per far fronte ai problemi di quell’epoca, e che col tempo sono divenute sempre più inefficaci rispetto alla nuove necessità. In particolare, queste strutture si sono rivelate troppo grandi per tutelare i diritti e le identità dei popoli/nazioni e troppo piccole per governare le problematiche globali. Nel contempo, essi si rivelano sempre più incapaci di stimolare una partecipazione popolare ai processi di governo democratico oltre che suscettibili all’influenza delle grandi oligarchie economiche. Questi Stati, spesso appesantiti da enormi debiti e gestioni miopi, oggi, con i loro comportamenti, mettono a rischio l’idea stessa di Ue che pure ha garantito fino ad oggi condizioni di pace tra i popoli europei che mai la storia aveva sperimentato prima. È bene quindi non dimenticare che oggi il futuro dell’Ue e l’autodeterminazione delle Nazioni senza Stato sono due facce della stessa medaglia, in quanto entrambe sono minacciate dagli stessi egoismi nazionali totalizzanti delle grandi vecchie potenze europee. La Sardegna insieme alle altre Nazioni senza Stato ha quindi oggi interesse a costruire e partecipare ad un’Ue realmente democratica sulla base di pari diritti e regole condivise. Mi sia permesso infine di chiudere citando un altro grande indipendentista ed europeista sardo, Antonio Simon Mossa, il quale faceva spesso riferimento ad una grande comunità di popoli senza Stato, una comunità di decine di milioni di abitanti, che unendosi nella lotta per la comune esigenza dell’autogoverno avrebbe potuto avere un ruolo determinante nella creazione dell’Europa dei popoli. Simon Mossa, che tra gli altri ha il non trascurabile merito di mettere d’accordo l’indipendentismo sardista con quello non sardista, definiva il sardismo come un’ideologia per l’Europa e per il mondo, fotografando con questa brillante definizione la comunanza di problemi ed esigenze vissuti da quei popoli entrati nella modernità non come soggetti ma come oggetti. L’intellettuale sassarese diffidava inoltre dal seguire la strada dell’Europa degli Stati nazionali prevedendo che avrebbe portato ad un’Europa oligarchica dominata dai potentati delle grandi famiglie e delle multinazionali. Oggi quest’ultima intuizione, purtroppo inascoltata, ci pone di fronte alla consapevolezza dei tanti errori che si son commessi, ma continua ad indicarci la strada da percorrere.

Andrea Nonne

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3 Commenti in “L’isola senza Stato che sogna l’Europa”

  1. fùlviu Michèli Sèone Scrive:

    È bene quindi non dimenticare che oggi il futuro dell’Ue e l’autodeterminazione delle Nazioni senza Stato sono due facce della stessa medaglia, in quanto entrambe sono minacciate dagli stessi egoismi nazionali totalizzanti delle grandi vecchie potenze europee.

    grazie Andrea

  2. Nico P. Scrive:

    E’ davvero singolare sig. Nonne che lei suggerisca l’indipendentismo, e poi disprezzi i movimenti indipendentisti.

  3. grandeovest.com Scrive:

    Sig. Nico P credo che lei stia sbagliando persona/indirizzo/sito. Il disprezzo è un sentimento che non riservo ai miei avversari si figuri se posso provarlo per partiti o movimenti che voto e faccio votare. Forse lei confonde la critica con il disprezzo ma questo è un problema in cui non posso aiutarla. A me piace vivere in un mondo in cui esistono opinioni diverse e ognuno è libero di dire/scrivere quello che pensa proprio come sta fecendo lei in questo blog. Saluti

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