Ma la Flotta Sarda è davvero un carrozzone?

flotta-sarda.jpg La giunta Cappellacci istituisce la Flotta Sarda e scoppia la polemica. Secondo l’opposizione, parte della stampa e alcuni critici sarebbe un carrozzone; il costo per le casse pubbliche, programmato in massimo di 20 milioni di euro annui, sarebbe infatti eccessivo.

E’ veramente cosi? Vi potrei dire che 20 milioni di euro, circa lo 0,08 del Pil sardo, è una cifra veramente magra nel bilancio di un’ economia come quella sarda. Ad esempio il comune di Oristano spende oltre 8 milioni per pagare i suoi dipendenti e sempre a Oristano nel 2011 la Asl locale ha generato perdite per 14 milioni.

Vi potrei dire che quei 20 milioni di uscite, genereranno diversi milioni  di entrate sia come gettito fiscale che come consumi e che in tempi di recessione un centro sinistra che predica un’ austerity così radicale va palesemente contro il pensiero economico progressista che in questi anni, a causa della crisi globale, vive una straordinaria riscoperta delle teorie keynesiane.
Allo stesso modo potrei scrivere  di tutte le disquisizioni di natura economica che si stanno facendo, dimenticando che nei trasporti sardi si registra un fallimento del mercato grande quanto un palazzo. E non voglio nemmeno ricordare che l’operazione comprende uno stanziamento per consentire ai giovani dai 14 ai 27 anni di viaggiare gratis. Gratis.

Potrei dirvi tutto questo ma preferisco dirvi un’ altra cosa. La Flotta Sarda costerà 20 milioni di euro all’anno. Il Consiglio regionale della Sardegna nel 2011*, se si considerano i soldi percepiti dai membri di consiglio e giunta e i contributi per i gruppi consiliari, è costato più o meno la stessa cifra. Eppure, da che ne abbia memoria, la principale difesa a favore delle vergognose cifre del consiglio sarebbe proprio la loro bassa incidenza sul bilancio pubblico. Difesa che ho sentito sbandierare tanto dalla destra quanto dalla sinistra, che oggi grida al rischio default per il noleggio di sei navi. Ma in realtà una grossa differenza tra i soldi spesi per pagare il nostro consiglio e quelli destinati alla nostra flotta c’è. Se le spese del consiglio fossero ridotte a un quarto dell’attuale cifra, né la qualità della politica né l’andamento dell’economia ne risentirebbero; anzi. Provate a ridurre le navi della Flotta Sarda da sei a due e le rotte da tre a una e poi andate a misurare gli effetti sul turismo.

Andrea Nonne

* dal 2011 sono stati fatti alcuni tagli agli emolumenti dei politici, ma essi sono talmente bassi che in realtà quasi non ce ne siamo accorti. 

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5 Commenti in “Ma la Flotta Sarda è davvero un carrozzone?”

  1. Rosella Scrive:

    premetto che è un messaggio di “sviolinata”. Ti leggo con piacere. Sei molto preparato sulle vicende attuali e storiche della nostra terra e non solo. Mi piace il taglio sobrio pulito e deciso dei pezzi che scrivi e che condivido e a dire il vero, mi sono pure permessa di divulgarne qualcuno in giro per il web. Spero che per questo, tu non me ne voglia…Adiosu:-)

  2. fùlviu Michèli Sèone Scrive:

    Peccato che 15.000 euro di nolo giornaliero ai quali vanno a sommarsi altri costi quali: carburante, tasse portuali etc.supererano ampiamente i 40 milioni di euro annui e difatto il costo pubblico da sostenere va ben oltre le cifre sbandierate.

    E nonostante condivida la tua analisi ed il raffronto con i costi della politica e di altri carrozzoni Italian Style che gravano sul nostro potenziale progresso in modo negativo non posso non farti notare un altro dato da non sottovalutare intimamente legato a tutta la serie di azioni o inazioni politiche Sarde nel contesto marittimo e non solo:
    il traffico passeggeri su Olbia, Porto Torres e Golfo Aranci è diminuito del 25%; circa 320 mila passeggeri in meno; rispetto al 2011 nel solo primo trimestre dell’anno,con un picco ulteriore nei mesi di luglio e agosto.

    Probabilmente continuare a rimestare nella minestra dei finanziamenti pubblici italiani facendo finte guerre commerciali pubblico-privato ma difatto senza elaborare nuove strategie moderne ed imprenditoriali volte a produrre per lo meno dei pareggi di bilancio…conviene ancora a chi deve alla base di tutto sopravvivere e mantenenere lo status quo delle clientele.

    Grazie per l’articolo Andrè e mentre studiamo una flotta Sarda VERA…:)
    Ti saluto
    fm

  3. fùlviu Michèli Sèone Scrive:

    Peccato che 15.000 euro di nolo giornaliero ai quali vanno a sommarsi altri costi quali: carburante, tasse portuali etc.superano ampiamente i 40 milioni di euro annui e difatto il costo pubblico da sostenere va ben oltre le cifre sbandierate.

    Nonostante condivida la tua analisi ed il raffronto con i costi della politica e di altri carrozzoni Italian Style che gravano sul nostro potenziale progresso in modo negativo, non posso non farti notare un altro dato da non sottovalutare intimamente legato a tutta la serie di azioni o inazioni politiche Sarde nel contesto marittimo e non solo:
    il traffico passeggeri su Olbia, Porto Torres e Golfo Aranci è diminuito del 25%; circa 320 mila passeggeri in meno; rispetto al 2011 nel solo primo semestre dell’anno,con un picco ulteriore nei mesi di luglio e agosto.

    Probabilmente continuare a rimestare nella minestra dei finanziamenti pubblici italiani facendo finte guerre commerciali pubblico-privato ma difatto senza elaborare nuove strategie moderne ed imprenditoriali volte a produrre per lo meno dei pareggi di bilancio…conviene ancora a chi deve alla base di tutto sopravvivere e mantenenere lo status quo delle clientele.

    Grazie per l’articolo Andrè e mentre studiamo una flotta Sarda VERA…:)
    Ti saluto
    fm

  4. grandeovest.com Scrive:

    Rosella grazie mille, sono davvero lusingato

    Andrea

  5. grandeovest.com Scrive:

    Fulvio è chiaro che l’operazione ha dei costi ma ha anche ricavi. La giunta ha stabilito in 20 milioni la cifra massima di intervento sulle perdite. Oltre quella cifra servirà come minimo una nuova delibera.
    Per quanto riguarda il calo su Olbia non fa che accrescere la mia convinzione sulla necessità di un intervento pubblico. Il collegamento della Sardegna con il resto del mondo è troppo importante per dipendere dalle opportunità commerciali (è questo il fallimento del mercato cui mi riferisco nell’articolo). Per me il grande difetto dell’operazione è di concentrarsi solo sull’Italia come ho detto in tempi non sospetti http://grandeovest.com/2012/02/27/psdaz-bene-la-flotta-sarda-ma-non-ce-solo-litalia/

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