La zona franca si potrà fare anche dopo giugno 2013. Garantisce l’Unione Europea.

o75877.jpgTorno sull’argomento della zona franca in Sardegna e sulla diffusa convinzione che dopo il 24 giugno 2013 sarà impossibile attivarla. Come già detto in questa e in altre sedi questa convinzione è totalmente infondata. Probabilmente il falso allarme ha involontariamente sortito l’effetto positivo di creare una certa sensibilizzazione rispetto a questa importante opportunità’, ma è ora giunto il momento di acquisire la giusta consapevolezza e di incanalare il movimento per la zona franca verso quelli che sono gli effettivi termini della questione. Analizzerò ora alcuni punti del regolamento CE 450/2008 perché è proprio da un’interpretazione errata di questo regolamento che è nato l’equivoco che si è poi diffuso come un virus. Cercherò di essere il più chiaro possibile ma invito comunque tutti ad una lettura diretta delle fonti, prerogativa indispensabile soprattutto per chi, per incarico politico, si trova ad avere voce in capitolo sull’argomento.

Il regolamento 450/2008 è in sostanza il nuovo codice doganale comunitario che va a sostituire i riferimenti normativi su cui si basa il Dl 75/98 attraverso il quale il governo italiano ha istituito in Sardegna sei zone franche. Il nocciolo della questione ruota tutto intorno all’art 188 il quale riguarda l’applicazione delle disposizioni contenute nel regolamento tra cui gli articoli compresi tra il 155 e il 161 che consentono e regolano la creazione di zone franche doganali. L’art 188 stabilisce per l’appunto che l’applicazione delle disposizioni avviene in tre momenti:

- 24 giugno 2008 per una serie di articoli specificati tra i quali non rientrano gli articoli tra il 155 e il 161 relativi alle zone franche doganali;

- dal 24 giugno 2009 al momento dell’adozione delle disposizioni di applicazione per tutte le altre disposizioni;

- al più tardi il 24 giugno 2013 per tutte le disposizioni nonostante l’entrata in vigore delle disposizioni di applicazione.

In sintesi il nuovo regolamento sostituirà integralmente il vecchio non più tardi del 24 giugno 2013 ma questo non preclude la creazione di una zona franca che, come già detto, è garantita e regolata dagli articoli compresi tra il 155 e il 161. Questa interpretazione è a mio avviso l’unica possibile ma vista la complessità e l’ampiezza dell’argomento ho cercato conferme in rete.

Il sito del quotidiano di informazione giuridica Altatex riporta questa spiegazione per mano dell’esperto di diritto doganale Francesco Pittaluga:

“L’art. 188 § 1 reg. cit. individua una serie di disposizioni destinate ad entrare in vigore quasi immediatamente (salvo il termine di vacatio legis). (…) E’ dunque chiaro che, in assenza dell’emissione delle disposizioni “attuative” da parte della Commissione, il reg. cit. non è destinato a trovare applicazione “operativa” alla scadenza del termine del 24 giugno 2009; viceversa, indipendentemente dall’entrata in vigore della disciplina di dettaglio, esso troverà comunque applicazione a far data dal 24 giugno 2013.”

Anche il sito di Confindustria Firenze da la stessa interpretazione:

“Il  Codice Doganale Aggiornato (reg.450/2008),anche se in  vigore dal 24 giugno del 2008, al momento  risulta applicato per un numero molto limitato di articoli, mentre  la grande maggioranza delle disposizioni dovrebbero diventare operative solo dopo l’adozione delle relative norme di attuazione, ed al massimo entro il 24 giugno del 2013, secondo la previsione dell’art.188.”

Ma la fonte più autorevole è senz’altro la stessa Unione Europea. In questa sintesi, oltre che nelle prime righe di questo documento, si trovano le ennesime conferme su quale sia la corretta interpretazione dell’art 188. Dal sito ufficiale dell’Unione Europea possiamo infatti leggere:

“Il codice doganale aggiornato crea un nuovo ambiente doganale elettronico. Questo nuovo codice integra le procedure doganali comuni degli Stati membri rafforzando la convergenza tra i sistemi informatici delle 27 autorità doganali. Sostituirà il codice doganale comunitario del 1992, al più tardi il 24 giugno 2013, quando le disposizioni d’applicazione necessarie saranno adottate ed applicabili. Fino ad allora resterà applicabile il codice attuale.”

Un altro esperimento interessante consiste nel digitare su un qualsiasi motore di ricerca le seguenti frasi “24  giugno 2013 zone franche” o se preferite “24 june 2013 free zones/special economic zone/free tax area” e vedrete che il risultato della ricerca, se escludete l’ipotesi sarda, sarà sostanzialmente il nulla. Ma è soprattutto la logica a dover suggerire quale sia la migliore interpretazione della questione. Se infatti fosse corretta l’interpretazione che tanto successo ha avuto in Sardegna in questi mesi, il nuovo codice doganale comunitario sarebbe una bomba ad orologeria destinata ad autodistruggere una consistente parte del suo contenuto gettando le dogane europee in una situazione di vacatio legis prossima all’anarchia, il che è assolutamente inimmaginabile. Anche la motivazione allegata all’interpretazione scorretta del’188 non tiene. Si afferma infatti che l’impossibilità di istituire nuove zone franche dopo il 2013 derivi dal fatto che il reg 450/2008 recepisce l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona (avvenuta il primo dicembre 2009), ma ciò non è vero in quanto il divieto di aiuti di stato è già bello che stabilito dall’art 107 del Tfue e anche in questo caso, ricercando in rete collegamenti fra il Trattato di Lisbona e la scadenza del 24 giugno 2013, non si trova assolutamente nulla se si esclude la copiosa letteratura generata in Sardegna negli ultimi mesi. Un po strano che una cosa di tale importanza sia sfuggita a tutto il resto d’Europa.

In conclusione quanto detto dovrebbe rappresentare un’ottima notizia per chi crede nella zona franca. Il processo di attivazione è infatti complesso e coinvolge la regione Sardegna, il governo italiano e l’Unione Europea tanto che sperare di ottenere il risultato in sei mesi è assolutamente utopistico, specie in vista delle prossime elezioni italiane e del conseguente cambio di governo. Ma senza la spada di Damocle di questa scadenza e la possibilità di inserire il tema nelle elezioni sarde previste a inizio 2014, lo scenario torna ad essere più incoraggiante.

Andrea Nonne

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16 Commenti in “La zona franca si potrà fare anche dopo giugno 2013. Garantisce l’Unione Europea.”

  1. Mariocarboni Scrive:

    Hai completamente ragione. Purtroppo leggendo i giornali la bufala viene ripetuta senza nessuna verifica. Vengono anche messe in bocca della Merkel dichiarazioni di completa fantasia. Siamo al ridicolo. Ma è un ridicolo che naviga bene dato che viene messo in scena in tante manifestazioni e documenti che hanno sempre la stessa origine. Non vale la pena contestare pubblicamente, basta aspettare il mese di luglio che con i tempi della politica è domani mattina. Allora le prefiche della zona franca chissà dove staranno dato che per loro la zf non si può più realizzare. Mi dispiace solo per i tanti che ci credono e che stanno dietro ai pifferi del malaugurio come nella nota favola. Bisognerà gestire il disincanto e la frustrazione di chi ci ha creduto e ridare loro nuovo entusiasmo.
    Si tratterà di ricostruire un discorso corretto e realistico e riprendere la lotta.

  2. grandeovest.com Scrive:

    Esatto Mario gestire il disincanto e la frustrazione sarà un surplus di lavoro quando la febbre sarà scemata: Speriamo che se non altro resti la motivazione di tante persone che si sono accostate al tema negli ultimi mesi e che il tema possa entrare nei programmi elettorali delle elezioni per il rinnovo del consiglio regionale. Grazie per il commento e soprattutto per il decennale lavoro sul tema.

  3. Rosella Soliani Scrive:

    Grazie Andrea per il chiaro e puntuale lavoro di sintesi che hai fatto. Mi sono permessa di divulgarlo, l’ho postato in Sardegna e Libertà.

  4. grandeovest.com Scrive:

    Grazie a te Rosella, destinazione quanto mai gradita visto che apprezzo molto il modo in cui sta affrontando il tema l’On. Maninchedda e il Psd’Az in genere.

  5. massimo Scrive:

    il Codice Doganale Aggiornato approvato con Reg. 450\2008 (art. 186) prevede la soppressione del Reg. 2913\92, proprio il Codice Doganale Comunitario in base al quale siamo stati autorizzati a decollare come Zona Franca nei Porti individuati nel dlgs 75\1998.
    Poiche il nuovo Codice Doganale Aggiornato entrera’ in vigore proprio il 24 giugno 2013, da quella data cesserà di esistere il vecchio codice in base al quale siamo stati autorizzati, c’e il rischio di dover iniziare un contenzioso per ottenere quello che oggi ci spetta di diritto ai sensi del Reg. 2913\92.
    Infatti nel Reg. 450\2008 all’art. 3 vengono individuate le zone franche dell’Europa e per l’Italia viene individuato solo il territorio di Livigno e non anche il territorio della Sardegna come sarebbe stato logico aspettarsi.
    Quindi…. Muoviamoci tutti insieme ORA! :) (si ringrazia la Dott.ssa Randaccio)

  6. grandeovest.com Scrive:

    Massimo non è un interpretazione che quadra. Il 450/2008 sostituisce il 2913/92 ma nulla cambia in materia di zona franca diversamente da quanto è stato detto finora. Infatti gli arti dal 151 al 161 del 450/2008 mantengono sostanzialmente quanto normato dagli art dal 167 al 176 del 2913/92. Siccome il dl 75/98 non è stato approvato in virtù del codice doganale ma in virtù di leggi costituzionali dello stato italiano l’unica cosa che cambia sono i riferimenti normativi per altro uguali nella sostanza. Stesso identico discorso per l’art del 450/2008 che è uguale all’art 3 del 2913/92. Anzi qui non cambia neanche il numero :)

  7. Mulas Attilio Scrive:

    E’ la voce del moderato entusiasmo della gente che parla. Quella che si basa sul punto fermo della questione: La zona franca in Sardegna è un diritto acquisito dai trattati internazionali, prima ancora che esistesse la UE, e in nessun’altra parte del mondo si è mai aspettato cosi’ tanti anni per vederla istituita. Allora visto che la politica che ha contato non è stata capace ad oggi, vuoi per mediocrità, vuoi per opportunismo, di mettere in pratica un bel nulla, ed anche quella che da lungo tempo si propone come alternativa non ha dimostrato interesse e conosccenza di questo grande tema,il nostro appello và a tutte quelle competenze che scrivono ed intervengono anche su questo articolo, a ricomporsi in una coesione pero Zona Franca, e fare cerchio intorno alla d.ssa Randaccio che in buona fede, non il contrario, ha avuto il merito di riattivare l’entusiasmo e l’ottimismo. Se c’è da correggere qualche punto,se esiste una forma più ordinata di azione,che lo si faccia insieme e senza più soste. Il grande movimento delle persone Vi chiede questo impegno e Vi riconosce il merito di aver tenuto viva negli anni, nonostante la mala politica, questa grande opportunità. Confidiamo in Voi.

  8. Alberto Cabiddu Scrive:

    Si e vero si potrà fare anche dopo giugno, ma, ma c’è un piccolo particolare non è detto che si farà in Sardegna se coninuiamo a lasciare in mano il problema in mano alle persone che sapevano, ma non l’anno dato in pasta alla massa, si rischia di perderlo per sempre. ma non vi vergognate 14 anni sono pasatti, non sarenmmo dovuti essere nella situazione in cui siamo, e voi dite che non c’è fretta, ma dove vivete!

  9. grandeovest.com Scrive:

    Attilio concordo su tutto anche sul fatto che la Randaccio sia in buona fede e abbia tanti meriti sull’entusiasmo di questi mesi. Ma se io mi siedo non mi siedo introno a qualcuno ne sotto qualcuno ma al fianco di qualcuno. La Sardegna ha già pagato a caro prezzo il leaderismo e il messianismo che caratterizza la sua politica.

  10. grandeovest.com Scrive:

    Alberto la data del 24/06/13 non ha nessun legame con la zona franca, se ciò che dico è falso provalo. Per il resto non ho mai detto che non c’è fretta e anzi ti invito a verificare che questo blog parla di zona franca fin dai suoi primi giorni di vita. Quindi forse hai sbagliato sia il luogo sia la persona a cui consigliare di vergognarsi.

  11. massimo Scrive:

    Andrea, in quella data il codice doganale non consentirà più zone franche non intercluse. Noi potremmo ancora avere una zona franca ma lo stato italiano tornerà a “concedere” in base al diritto europeo. Non è solo l’ultimo regolamento ma un insieme di atti e norme che hanno questo significato. Il fatto che ti accanisci a dire che si potrà fare anche dopo fa pensare che non ti frega di avere subito una spettanza vecchia di 70 anni e ufficializzata quasi 15 anni fa. Lascia da parte per un attimo la data e concentati sul subito. Ora ne abbiamo bisogno di questo diritto. Poi altre questioni lasciano davvero il tempo che trovano. Partecipa invece che scrivere. perchè il movimento è una realtà positiva. E serviamo tutti noi per fare forza.
    massimo

  12. grandeovest.com Scrive:

    Massimo tutto ciò che scrivi non trova riscontro nelle normative. A me interessa progettare la zona franca più adatta per la Sardegna e averla il prima possibile. Ti faccio presente che si può lavorare per la zona franca anche senza partecipare al movimento visto che lo si fa da molto prima che voi iniziaste e si continuerà a farlo anche dopo che voi smetterete se non altro nelle forme e nelle modalità attuali.

  13. Corrado Putzu Scrive:

    Massimo ti vorrei ricordare che la Zona Franca è una battaglia quasi secolare. Questa legge del’98 lascia comunque l’ultima parola al governo italiano. Invece che mettervi a discutere sulle date cercate di convincere chi è al governo, regionale e statale, ognuno con i suoi modi, della necessità di portare avanti questa partita. E’ inutile cercare nemici tra di noi, della zona franca e in generale di ciò che può essere utile all’economia della Sardegna, nessuno è contrario e nessuno rema contro. Al limite c’è qualcuno che ci gode a vederci l’uno contro l’altro su questio temi, ma questo è ancora più antico, e si chiama Divide et Impera, e viene dalle stesse lande che dovranno approvare la nostra zona franca.

  14. Giuseppe Marini Scrive:

    Pur non essendo un’esperto in materia di Zona Franca, mi sento di inserirmi nel vostro dibattito. Per 30 anni ho militato nel PSD’AZ e l’argomento Zona Franca, l’ho sempre sentito come uno dei più importanti argomenti di cui occuparci. Ho deciso di uscire dal PSD’AZ dopo il Congresso Nazionale del 13-14 ott 2012, perchè ho preferito stare affianco ai Movimenti e alle Associazioni (Zona Franca-AntiEquitali-Artigiani e Commercianti Liberi-Movimento dei Pastori Sardi). Ho capito che chi potrà ottenere i diritti per la Sardegna, può essere solo il popolo Sardo. La politica Nazionale Italiana e Sarda hanno fallito e l’attuale situazione di forte crisi economica della Sardegna ne è la prova. Seguo la Dott.ssa Randaccio da diverso tempo, partecipando attivamente ai suoi incontri in giro per la Sardegna e ho avuto modo di capire una cosa: La Sardegna ha un diritto, che gli è stato concesso dal 1998 ed è quello di potersi attivare per poter operare in regime di Zona Franca Integrale. Da allora nessun Governo Regionale (Palomba, Soru e Cappellacci) hanno mai comunicato l’attivazione di questo nostro diritto che ci è stato riconosciuto da oltre 14 anni. Però tutti hanno mantenuto attiva la società “FREE ZONE” nel Porto di Cagliari, che regolarmente contiene posti in Amministrazione (con fior di stipendi)dettati dalla politica al momento in carica. Per arrivare a portare l’attuale Governo Regionale alla presentazione della documentazione occorrente per l’attivazione, sono stati necessari diversi interventi, come ad esempio: Oltre 250 Delibere di Consiglio Comunale, alcune diffide e denunce contro la RAS, numerosissimi dibattiti e convegni, conferenze stampa e non ultima l’occupazione (a cui ho partecipato assieme a componenti dei vari movimenti) dell’Ufficio della Presidenza della Regione. Una cosa abbiamo comunque capito tutti quanti: che la Zona Franca Integrale per la Sardegna, non è cosa gradita a chi comanda dai palazzi del Governo Centralista Italiano e che a sua volta ha condizionato e continua a condizionare il Governo Regionale. Pertanto visto che abbiamo la possibilità di risollevare l’economia della Sardegna, che sta morendo giorno dopo giorno, con un diritto che ci è stato concesso da oltre 14 anni, cerchiamo di farlo rispettare “ORA” restando uniti, perchè seppure dopo il 24.06.2013 ci potrebbe essere ugualmente concesso… nessuno lo può garantire!

  15. grandeovest.com Scrive:

    Ciao Giuseppe, riguardo alla data del 24/06 credo sia importante notare che la stessa non è stata considerata importante neanche nella delibera che il movimento ha fatto firmare a Cappellacci. Infatti in quella delibera ci si riferisce solo ed esclusivamente al reg 450/2008 che appunto sarà definitivamente operativo dal 24/06 e al contempo sparisce la richiesta di zf “non interclusa” che è il solo aspetto per cui la data del 24/06 poteva avere un qualche appiglio.

  16. aurelio Scrive:

    ho letto i commenti, ma consentitemi di poter affermare che le iniziative da qualunque parte arrivino, se l’obioettivo é auspicabile vanno sostenute anche con la polemica se costruttiva; il popolo sardo deve essere sensibilizzato a sostenere l’impegno che chiunque vuole offrire a favore della ns isola che tanto ha bisogno di risollevarsi da uno stato dormiente pertanto pensiamo ad essere uniti per ottenere quello che il susseguirsi delle leggi nel tempo ci attribuiscono: il diritto alla Zona Franca. io ho costituito un Comitato Libero in Calangianus e sono a disposizione per sostenere questa iniziativa.
    Aurelio

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