Il Sardo-Grillismo no, non l’avevo considerato.

l43-beppe-grillo-130206144019_medium.jpgOggi non voglio parlare di ciò che penso di Grillo, ovvero che il mix di potere politico, populismo e autoritarismo che caratterizza la sua azione politica rappresenta un grosso pericolo per la democrazia, la pace e l’economia europea. Non voglio neanche parlare degli aderenti sardi al M5S, che rispetto come rispetto i sardi che militano in sigle politiche italiane e unioniste, ne mi interessa soffermarmi su quegli indipendentisti che hanno votato Grillo per protesta o perché convinti che la sua proposta sia la migliore per l’Italia e in quanto tale possa generare qualche beneficio anche per la Sardegna.

Voglio piuttosto concentrarmi sugli indipendentisti, a quanto pare non pochi, che hanno votato Grillo dietro precisa e convinta motivazione politica ovvero in quanto convinti che il M5S fosse in qualche modo a favore dell’indipendenza della Sardegna. Il tentativo di far passare una sigla italiana unionista come attenta e interessata alle sorti dell’indipendentismo sardo non è certo un’ innovazione di Grillo ma finora nessuno era riuscito a convincere gli indipendentisti sardi della bontà delle sue intenzioni.

Ma perché molti indipendentisti hanno ritenuto credibile l’immagine di un Grillo interessato all’indipendenza della Sardegna e a quella dei grillini sardi indipendentisti? E soprattutto da dove hanno ricavato gli elementi per maturare una simile convinzione? Si è detto che il M5s avrebbe copiato il programma dall’indipendentismo, ma se questo è avvenuto sicuramente non è stato fatto rispetto agli elementi caratterizzanti dell’indipendentismo stesso. Da alcuni elementi del programma M5s  si evincono infatti alcune posizioni che risultano palesemente incompatibili con qualsiasi forma di indipendentismo oltre che degne di un centralismo che credevo sparito persino dai partiti italiani di impostazione più conservatrice. Per esempio risulta notevole il pensiero del M5s a proposito di sanità laddove si afferma che:

“Due fatti però stanno minando alle basi l’universalità e l’omogeneità del Servizio Sanitario Nazionale: la devolution, che affida alle Regioni l’assistenza sanitaria e il suo finanziamento e accentua le differenze territoriali(…)”

Ora si da il caso che il settore della pubblica amministrazione dove la Sardegna si avvicina maggiormente ad una qualche forma di sovranità è proprio la sanità. Evidentemente, a torto o a ragione, il m5s ha un’idea profondamente diversa dello stato e delle sue funzioni, che per garantire a tutti i cittadini stesse prestazioni devono essere gestite in maniera centrale. Non essendo pervenuta dai grillini sardi nessuna protesta o precisazione a difesa delle prerogative autonomistiche dobbiamo dedurre che il loro pensiero è allineato al suddetto programma che del resto pare essere il frutto del lavoro della base. Difficile quindi immaginarsi una proiezione verso l’indipendentismo da chi si oppone persino al debole decentramento concesso alla Sardegna da suo regime di autonomia.

Ma c’è dell’altro, perché una delle proposte che a mio parere cozza di più con lo spirito di autodeterminazione che da sempre è alla base dell’indipendentismo sardo è quella di accorpare tutti i comuni sotto i 5.000 abitanti. Anche qui non entro nel merito della proposta ma mi limito ad osservare che da sempre il comune è in assoluto l’entità politica che più riflette il principio di spontanea autodeterminazione dei popoli. E la Sardegna è fatta di 377 comuni, di cui 312 con una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, comuni in cui si è fatta la storia, la cultura e l’arte della Nazione sarda. Ridurre l’83% delle comunità sarde in una serie di frazionamenti burocratici non mi sembra un gran punto di inizio per restituire ad un popolo la sua sovranità.

Del resto gli elettori che hanno creduto all’indipendentismo a 5 stelle sono stati svegliati da una secchiata gelida lanciata dalla neo deputata grillina Emanuela Corda che, a due giorni dal voto, ha prontamente dichiarato che ”il nostro compito è riportare la Sardegna in Italia”. Come si dice, a ognuno il suo.

Andrea Nonne

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Un Commento in “Il Sardo-Grillismo no, non l’avevo considerato.”

  1. lukas baffo Scrive:

    s’identidadi sarda si esprimidi cun lingua sarda, nosu si dda deppeus riconquistai ( a kini dda perdia). oi toccada a fueddai a medas tipus de sardu( su sardignolu, s’italiota, su sardiliota, su sardu-italianu e su sardu-sardu cioè cussu ki fueddada in sardu in pubblicu e in privau). Si is capus de s’indipendentismu po sa sardinnia essinti bogau sa boxi contras is politicantis italianus po reclamai is conditzionis de sottusviluppu ki s’agattada sa >Sardinnia, mancai andendi in d’onnia bidda , o usendi i metudus de informatzionnis modernus, invecias de su 3% fortzis iada pigau su 60 % ma purtroppu no seusu convincentis. inzarasa deu dda pensu de aicci: prima ci bogaus is partidus natzionalis italianus ca s’anti sempiri pigau po culu, e s’unicu modu datu ki nosu non ncidda fadeus , ma grillu esti me in sa bona strada, dda aggiudaus a ci bogai tottu custu merdami de sa Sardinnia poi toccada a nosu , candu no ci funti prus is partidus colonialistas a pigai is accordus po sa procedura po s’indipendentzia de sa Sardinnia. Is partidus sardus si deppinti unì o no si faidi nudda. Deppeus eliminai su dicciu “centu concas e centu berritas”ma una conca scetti sarda e sa berrita de su propriu colori cun s’unica idea de fai beni a su populu e no a issu scetti. Ma sa primu cosa co cumentzai : torraus a incumintzai a fueddai in sardu cun fillus nostrus e a intru e foras de domu nostra. Fortza Paris

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