In Sardegna il caro traghetti si chiama PD/PDL. E anche il M5S promette bene.

nave-tirrenia-sharden.jpg9 marzo 2012. La giovane paladina democratica Debora Serracchiani, insieme allo storico leader sindacalista Sergio Cofferati, al celebre giornalista televisivo David Sassoli e all’altro europarlamentare Pd Andrea Cozzolino (napoletano) annunciano di aver presentato in commissione un’ interrogazione finalizzata a scongiurare il blocco della procedura di privatizzazione di Tirrenia. Come si legge nel blog della Serracchiani infatti “Rischia di saltare la vendita di Tirrenia alla cordata Cin essendo sempre più probabile la bocciatura da parte dell’Antitrust Ue alla procedura di cessione”. E ancora “Bisogna al più presto fare chiarezza su tutta la procedura di privatizzazione per scongiurarne il blocco. Le conseguenze sarebbero gravissime.Occorre sapere se la vendita alla Compagnia italiana di navigazione è compatibile con le normative comunitarie in materia di tutela della concorrenza e, in caso negativo, apportare tutti i correttivi necessari a concludere una trattativa che si trascina da troppo tempo.” Il fatto che dietro alle perplessità dell’autorità antitrust ci fosse realmente un cartello collusivo sembrava essere l’ultima delle preoccupazioni degli europdeutati Pd. Oggi sappiamo come è andata a finire la storia; l’Antitrust ha certificato l’esistenza del cartello e inflitto una sanzione di otto milioni di euro alle compagnie coinvolte. Sappiamo purtroppo anche che quel cartello ha inflitto un durissimo colpo al turismo sardo, contribuendo in maniera decisiva a mettere in ginocchia l’economia dell’isola. Quindi prendiamo nota: il Pd è un organizzazione politica che predilige gli interessi di un impresa italiana rispetto non solo al regolare e legale funzionamento della concorrenza, ma addirittura rispetto agli interessi dell’intera Sardegna. Non risultano inoltre pervenute proteste o rivolte degne di nota da parte del Pd Sardo, ne tanto meno da parte di Rita Borsellino o degli altri rappresentanti della cosiddetta “circoscrizione isole” che vede da sempre i nostri politici indaffarati a regalare i nostri voti alla Sicilia. Anzi, risulta importantissimo notare che, mentre il Pd in Europa faceva di tutto per sostenere il cartello dei mari, in Sardegna faceva di tutto per ostacolare la flotta sarda, unica iniziativa degna di nota in cinque anni di giunta Cappellacci.

19 giugno 2013. L’eurodeputato Pdl Enzo Rivellini, anche egli napoletano, diffonde una nota di cui riportiamo alcune parti “Ho presentato un’interrogazione urgente alla Commissione Europea affinché venga assicurato il massimo impegno istituzionale comunitario a garanzia dei lavoratori e dei livelli occupazionali della Tirrenia (…) La Tirrenia occupa 1500 lavoratori, oltre l’indotto, 300 di essi amministrativi, ubicati a Rione Sirignano a Napoli ed i restanti 1200 del meridione d’Italia e di questi circa il 70% appartenente al territorio campano. La Regione Sardegna non può chiedere il blocco immediato degli aumenti delle tariffe e la revisione della Convenzione con lo Stato italiano che fino al 2020 riconosce alla Tirrenia 72,6 milioni di euro all’anno per garantire la continuità territoriale con servizi di trasporto marittimo che altrimenti non sarebbero economicamente sostenibili. Così facendo la Regione Sardegna prenderebbe in ostaggio i 1500 lavoratori della Tirrenia ed il territorio campano da dove provengono questi lavoratori.”  Notevolissima l’interpretazione data da Rivellini alla continuità territoriale, la cui finalità ovviamente non è rafforzare i collegamenti da e per la Sardegna ma il mantenimento di un carrozzone inefficiente come Tirrenia. Anche in questo caso silenzio assoluto da parte del Pdl sardo.

Unendo questa vicenda al costante servilismo dei politici sardi unionisti possiamo ricavare alcune utili indicazioni:

  • i politici sardi in quanto esseri umani provano generalmente un forte interesse per la propria carriera;
  • per la carriera dei politici sardi militanti in partiti italiani è di norma più importante il favore delle segreterie romane che non quello dell’elettorato sardo;
  • per la politica italiana gli interessi dell’economia sarda sono meno importanti di quelli di un’ impresa con 1.500 dipendenti.

Aggiungiamo inoltre che:

  • le decisioni più importanti oggi si prendono in Europa;
  • la Sardegna è tenuta strutturalmente fuori dalle istituzioni europee dal sistema politico e partitico italiano.

Ma in realtà la vertenza trasporti è solo una delle tante che vedono la Sardegna imbrigliata nei meccanismi della politica italiana. Le implicazioni appena elencate purtroppo valgono per tanti dei nostri problemi e da tanto tempo. Tutto ciò mi sembra di per se sufficiente per desiderare l’autogoverno dei sardi e per esprimere il voto a favore di partiti e movimenti quanto meno sardi.

Un’ ultima annotazione infine per coloro i quali recentemente son stati folgorati dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Molti sardi sono convinti che il M5S sia diverso, geneticamente superiore, addirittura indipendentista secondo i più audaci opinionisti della fantapolitica. In realtà il M5S rispetto alla Sardegna è soggetto alle stesse dinamiche cui sono soggetti Pd e Pdl, come ho già iniziato a dimostrare e come continuerò a fare prossimamente. Giusto per restare in tema è curioso notare che finora il M5S si sia guardato bene dall’affrontare un argomento così spinoso e pure così cruciale per il futuro dei sardi. Di contro il blog di Grillo non si è potuto esimere dal dare ospitalità al padrone dei mari Vincenzo Onorato il quale, in un video di quasi dieci minuti, si dipinge come una vittima dei petrolieri e della Regione Sardegna. Il titolo del post è “Moby e Tirrenia senza pace”. Anche per Grillo quindi il problema sembra essere la sopravvivenza del gruppo monopolistico di Onorato. Se ad affondare poi è la Sardegna, chi se ne fotte.

Andrea Nonne

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