Un invito (anonimo) alla solidarieta’. Riceviamo e pubblichiamo.

1460976_10201913088342773_2046623086_n.jpgQuesto week-end freddo e piovoso è l’occasione giusta per andare ad aiutare le comunità colpite dall’alluvione. Io non avevo mai fatto interventi di questo tipo e pochi giorni fa, dopo tante titubanze, mi sono deciso.Ho avuto una vera e propria rivelazione, è incredibile cosa può fare la vista di una casa distrutta. I vostri muscoli diventeranno tonici come non mai, non sentirete la fatica, ne il freddo, ne il disagio di dover lavorare nel fango. Salirete rampe di scale invase di fango con l’agilità di un felino e troverete tutto più facile del previsto. Vi ritroverete a lavorare con degli sconosciuti con la stessa coordinazione di una squadra affiatata da anni di lavoro e tornerete a casa con una visione dell’umanità mille volte più bella di quella dei vostri giorni più felici. Sarete sommersi da una riconoscenza che vi farà sembrare tiepido il ringraziamento più bello che abbiate mai ricevuto e non vi abituerete mai all’idea che la vostra presenza sarà sufficiente a dipingere il sorriso nel viso di chi ha appena perso tutto. Ho sempre pensato che questo tipo di solidarietà fosse una forma estrema di altruismo. Ora mi rendo conto di quanto sia facile sviluppare una vera e propria dipendenza rispetto ad emozioni così intense e gratificanti. E poi pensate alla competizione che si scatena quando si tratta di restaurare qualche capolavoro dell’umanità. Qui stiamo parlando dell’opportunità di restaurare un capolavoro della natura. Volete mettere la soddisfazione che proverete fra qualche anno, in un giorno di primavera qualunque, nel guardare un qualsiasi meraviglioso angolo di Sardegna e poter dire “l’ho fatto (anche) io”.

Un Sardo Qualunque

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