Archivi per la categoria ‘Oristano’

E’ nata la Società Sportiva Olympia Cappuccini. Da GrandeOvest un caloroso in bocca al lupo

mercoledì, 11 aprile 2012

430023_3228666528288_1615321576_2745235_1428528465_n1.jpgSi è cosituita ad Oristano la società sportiva Olympia Cappuccini. La società composta nella sua fase iniziale dai dirigenti Andrea Salis,Luciano Atzori ,Massimo Porta e Carlo Sanna intende portare avanti un progetto di sport e comunità. Grazie all’intervento decisivo di Padre Franco Murgia, parrocco di Cappuccini, i dirigenti hanno potuto cominciare l’ativvità presso le strutture sportive dei Cappuccini(un campo di calcio a 11 e 2 campi di calcio a 5) organizzando un torneo di calcio over 40 e un incontro settimanale ed un icontro settimanale con i bambini tra i 4 ed i 12 anni. La società è pronta a recepire ed accettare qualsisasi consiglio o collaborazione che porti ad una crescita del movimento. Ti allego Andrea l’invito che distribuiremo nei prox giorni.La società Olympia Cappuccini invita tutti i bambini tra i 4 ed i 12 anni a partecipare
alle attività ludiche (calcio ,calcetto) che si terranno presso i campi in erba sintetica
della parrocchia dei Cappuccini. Gli incontri iniziati lo scorso mese in modo
informale inizieranno Lunedi 16 Aprile alle ore 1600 e saranno svolti sotto la supervisione del sig. Carlo Sanna , apprezzato allenatore di squadre giovanili.
L’attività sarà completamente gratuita e libera da qualsiasi vincolo. Per qualsiasi informazione contattare i seguenti numeri 3477003090- 3405302699

Caro politico dell’oristanese; riporta i Giganti di Monte ‘e Prama a Cabras e dai un futuro al tuo territorio.

domenica, 5 febbraio 2012

gigantimonteprama1.jpgAlla cortese attenzione di:

On. Oscar Cherchi e On. Angela Nonnis, Assessori della Regione autonoma della Sardegna;
On. Attilio Dedoni, On. Mario Diana, On. Domenico Gallus, On. Sergio Obinu, On. Gian Valerio Sanna e On. Antonio Solinas, Consiglieri della Regione Autonoma della Sardegna;
On. Caterina Pes Deputata del Parlamento Italiano;
tutti i membri della Giunta e del Consiglio provinciale di Oristano;
tutti i Sindaci, Assessori e Consiglieri delle amministrazioni comunali della provincia di Oristano e in particolare quelli dei comuni di Oristano, Santa Giusta, Riola Sardo, Nurachi, Zeddiani, Baratili San Pietro, San Vero Milis, Narbolia e Cuglieri;
tutti i titolari di tessere di partito e specialmente quelli aventi ruoli esecutivi negli stessi.
 

Caro politico oristanese

Come ben sai l’economia del nostro territorio versa in uno stato pietoso. Non possiamo negare che, in questa drammatica situazione, le decennali responsabilità della politica siano enormi e forse prevalenti su altre cause, soprattutto se si pensa che la nostra provincia ha fallito anche dove tutte le altre sono riuscite a sviluppare un pò di ricchezza grazie al turismo estivo. Oggi il nostro territorio rischia seriamente di naufragare, i giovani son spesso costretti all’emigrazione e chi, per amore di patria decide di restare è costretto a vivere nelle difficoltà e a sacrificare tante ambizioni. Ma come accade spesso nelle favole e meno frequentemente nella realtà, quando la situazione comincia a farsi disperata, un fortunato evento riapre la partita con una nuova grande occasione. Pare infatti che i nostri avi ci abbiano lasciato in dono un tesoro di inestimabile valore, un esercito di statue maestose, magnifiche, secondo alcuni addirittura le prime statue a tutto tondo nella storia dell’umanità. Se hai dei dubbi sul valore di queste statue per tutto il nostro territorio lasciati dire una cosa: il loro valore è inestimabile oltre che da un punto di vista artistico, culturale e identitario anche da un punto di vista economico.

Finora anche in questa vicenda i politici oristanesi hanno dimostrato tutta la loro inadeguatezza in particolare:

- hanno permesso che questo tesoro, scoperto nel ‘74 mentre tutti erano indaffarati a inaugurare la provincia dei miracoli, giacesse chiuso in uno scantinato per anni (senza rivoltare il mondo);

- hanno permesso che il centro di restauro fosse allestito nel Sassarese (senza rivoltare il mondo);

- si sono occupati di tutto e il contrario di tutto lasciando sole le amministrazioni di Cabras nella lotta contro i volgari appetiti della politica cagliaritana mentre anche un citrullo capirebbe che gli enormi benefici del rientro dei giganti vanno ben oltre i confini del comune lagunare.

Così, nonostante da molto tempo questo blog e tante altre voci abbiano lanciato l’allarme, oggi Cagliari si è assicurata una buona parte delle statue, pare la più artisticamente rilevante, che probabilmente vuol dire la più bella.

Ora lascia che ti dica un’altra cosa caro politico: se Cagliari si prenderà la metà delle statue riuscirà facilmente a catturare la gran parte dell’indotto turistico generato da esse. Potrà infatti contare su un tale vantaggio in termini di infrastrutture, capacità ricettiva e iniziative promozionali che alla nostra provincia non resteranno che le briciole, ben condite dalla solita rabbia per l’ennesima occasione persa.

Tutto questo può essere evitato semplicemente se saprai mettere l’interesse dei cittadini che ti hanno eletto prima di tutto e se ti impegnerai seguendo questi semplici consigli:

Se sei un Deputato del Parlamento italiano o un Consigliere/Assessore della Regione Autonoma della Sardegna, presenta insieme agli altri un atto consiliare urgente e forte per il rientro a Cabras di tutte le statue e pretendi che venga approvato a costo di votare NO a qualsiasi altro provvedimento ti venga proposto;

Se sei un Consigliere/Assessore/Presidente della Provincia o di qualsiasi comune del territorio, pretendi subito che la tua amministrazione metta al centro del suo lavoro la questione e faccia tutto quanto in suo potere per assicurare il rientro delle statue;

Se hai una tessera di partito (questo vale per tutti anche per chi non è amministratore), pretendi che il tuo partito o movimento prenda posizione sulla questione chiedendo il rientro di tutte le statue a Cabras. In caso contrario restituisci la tessera.

Ricordati che le statue DEVONO tornare a Cabras o le possibilità che il nostro territorio si riprenda si ridurranno enormemente. Quando si è trattato di contrastare le ipotesi del nucleare a Cirras o dell’eolico off shore nel Sinis il territorio si è compattato e ha dato prova di poter far pesare una voce forte e autorevole: la perdita di una parte delle statue rappresenterebbe un rischio ancora più grave dal punto di vista economico. Cagliari ha già concentrato su di se una serie di servizi che sarebbero naturalmente dovuti ricadere su Oristano come la logistica portuale e aeroportuale, tu stesso generalmente sei solito accusare Cagliari di soffocare Oristano o citare la compattezza dei politici nuoresi nelle vertenze del territorio. Hai una possibilità enorme: restituire al territorio un tesoro culturale che gli appartiene, salvare una colossale opera d’arte da questo vomitevole smembramento e creare un futuro di prosperità per i tuoi cittadini. Ti rendi conto di quante cose puoi fare e di quanto son grandi i meriti che ne avresti?

Nella speranza che sarai capace di recuperare il tesoro ti porgo i miei migliori saluti diffidandoti al contempo dal proseguire la tua carriera politica e dal continuare a chiedere voti in caso di fallimento.

Andrea Nonne

Chi vincerà le primarie oristanesi?

lunedì, 23 gennaio 2012

nuoto.jpg

Con la chiusura della presentazione delle candidature per le primarie del centrosinistra, si entra nel vivo della competizione che a fine primavera decreterà il nome del prossimo sindaco della città. Proviamo, tenendo bene a mente che stiamo parlando dell’elezione imprevedibile per eccellenza, a tentare qualche pronostico sui risultati finali.

La competizione

Il favorito è senz’altro Peppino Marras e a dirlo sono in primo luogo i numeri, che lo vedono tra i recordman di tutte le ultime competizioni elettorali. Dalla sua parte un bacino elettorale consolidato, l’esperienza e il fatto di essere consigliere in provincia e anche in comune prima del commissariamento. Il diretto inseguitore, anch’esso con buone possibilità di vittoria, sarà invece Guido Tendas; il movimento attorno al suo nome si fa sempre più insistente e può contare su un lungo lavoro portato avanti  da pezzi importanti del Pd da oltre un anno e mezzo. Inoltre potrebbe essere il più immune dalla frammentazione del voto in area Pd per il fatto di aver lavorato molto in ambiti esterni al partito. Per lo stesso motivo vedo un gradino sotto Gianni Sanna, che comunque potrà beneficiare della dirigenza del partito e di alcuni appoggi di peso, e a seguire Francesco Federico che apparentemente rischia di pagare più di tutti l’affollamento in casa Pd ma che ha sicuramente le sue carte da giocare. Il nome del vincitore uscirà con ogni probabilità da questo gruppo, mentre è più difficile stabilire chi tra Erminia Tanda, Giuseppe Obinu e Giampaolo Lilliu potrà avvicinarsi al gruppo di testa.

Il caso oristanopoli

Da registrare una violenta polemica che si è appena consumata sulla nota pagina facebook “Oristanopoli”. Tutto è partito da una pesante accusa nei confronti di Guido Tendas reo, a detta degli amministratori, di essersi fatto campagna elettorale durante il suo lavoro di preside al De Castro. Il post è stato commentato da numerosi utenti indignati a difesa di Tendas, cosa che ha portato gli amministratori della pagina a ritirare le accuse e a scusarsi per poi chiedere ai lettori di esprimersi rispetto al fatto di chiudere o meno la pagina. Da lettore divertito della loro satira sull’oristanesità rispondo qui: “ragazzi tenete aperto ma se non fate il vostro nome non fate neanche quello degli altri. La città ha bisogno di voci non di veleni”.

Oltre le primarie

Resta poi da vedere quali saranno i movimenti della coalizione di centro, se è vero che il commissario dell’Udc Oppus sarebbe stato nominato proprio per portare a termine un accordo con il centro-sinistra, dando vita ad una coalizione in grado di assicurare una facile vittoria già al primo turno. A quel punto il centro potrebbe voler imporre il candidato sindaco e il centrosinistra si troverebbe di fronte all’ eventualità di annullare le primarie. Sul fronte del centrodestra invece tutto sembra legato all’esito del prossimo congresso del Pdl. Se dovesse prevalere l’area Cherchi ci potrebbe essere una riapertura della trattativa col centro, anche se in questo caso resterebbero fuori i Riformatori dai quali però potrebbe  uscire Angela Nonnis, ormai legatissima a Cappellacci. Se invece dovesse prevalere l’area Diana, con tutta probabilità si assisterebbe ad una coalizione formata da Pdl e liste civiche guidata dall’ex assessore Salvatore Ledda, anche se vi sono voci che danno la sua candidatura in caduta libera nelle ultime settimane. Affollato potrebbe essere poi il panorama delle liste civiche tra cui potrebbe spiccare un’eventuale lista di area indipendentista, che dopo un 2011 ricco di tensione e divisioni, sembra aver trovato una rinnovata unità proprio ad Aristanis.

Andrea Nonne

La mia letterina di Natale ai politici dell’oristanese; vorrei le Statue di Monte ‘e Prama a Cabras e un futuro per questo territorio.

sabato, 24 dicembre 2011
gigantimonteprama1.jpgQuesta è la mia lettera di Natale, indirizzata a tutti i politici del nostro territorio. Invito tutti a farla propria riempiendo le pagine facebook/twitter dei nostri rappresentanti e i loro blog.
 
Alla cortese attenzione di:
On. Oscar Cherchi e On. Angela Nonnis, Assessori della Regione autonoma della Sardegna;
On. Attilio Dedoni, On. Mario Diana, On. Domenico Gallus, On. Sergio Obinu, On. Gian Valerio Sanna e On. Antonio Solinas, Consiglieri della Regione Autonoma della Sardegna;
On. Caterina Pes Deputata del Parlamento Italiano;
tutti i membri della Giunta e del Consiglio provinciale di Oristano;
tutti i Sindaci, Assessori e Consiglieri delle amministrazioni comunali della provincia di Oristano e in particolare quelli dei comuni di Oristano, Santa Giusta, Riola Sardo, Nurachi, Zeddiani, Baratili San Pietro, San Vero Milis, Narbolia e Cuglieri;
tutti i titolari di tessere di partito e specialmente quelli aventi ruoli esecutivi negli stessi.
 

Caro politico oristanese

Come ben sai l’economia del nostro territorio versa in uno stato pietoso. Non possiamo negare che, in questa drammatica situazione, le decennali responsabilità della politica siano enormi e forse prevalenti su altre cause, soprattutto se si pensa che la nostra provincia ha fallito anche dove tutte le altre sono riuscite a sviluppare un pò di ricchezza grazie al turismo estivo. Oggi il nostro territorio rischia seriamente di naufragare, i giovani son spesso costretti all’emigrazione e chi, per amore di patria decide di restare è costretto a vivere nelle difficoltà e a sacrificare tante ambizioni. Ma come accade spesso nelle favole e meno frequentemente nella realtà, quando la situazione comincia a farsi disperata, un fortunato evento riapre la partita con una nuova grande occasione. Pare infatti che i nostri avi ci abbiano lasciato in dono un tesoro di inestimabile valore, un esercito di statue maestose, magnifiche, secondo alcuni addirittura le prime statue a tutto tondo nella storia dell’umanità. Se hai dei dubbi sul valore di queste statue per tutto il nostro territorio lasciati dire una cosa: il loro valore è inestimabile oltre che da un punto di vista artistico, culturale e identitario anche da un punto di vista economico.

Finora anche in questa vicenda i politici oristanesi hanno dimostrato tutta la loro inadeguatezza in particolare:

- hanno permesso che questo tesoro, scoperto nel ‘74 mentre tutti erano indaffarati a inaugurare la provincia dei miracoli, giacesse chiuso in uno scantinato per anni (senza rivoltare il mondo);

- hanno permesso che il centro di restauro fosse allestito nel Sassarese (senza rivoltare il mondo);

- si sono occupati di tutto e il contrario di tutto lasciando sole le amministrazioni di Cabras nella lotta contro i volgari appetiti della politica cagliaritana mentre anche un citrullo capirebbe che gli enormi benefici del rientro dei giganti vanno ben oltre i confini del comune lagunare.

Così, nonostante da molto tempo questo blog e tante altre voci abbiano lanciato l’allarme, oggi Cagliari si è assicurata una buona parte delle statue, pare la più artisticamente rilevante, che probabilmente vuol dire la più bella.

Ora lascia che ti dica un’altra cosa caro politico: se Cagliari si prenderà la metà delle statue riuscirà facilmente a catturare la gran parte dell’indotto turistico generato da esse. Potrà infatti contare su un tale vantaggio in termini di infrastrutture, capacità ricettiva e iniziative promozionali che alla nostra provincia non resteranno che le briciole, ben condite dalla solita rabbia per l’ennesima occasione persa.

Tutto questo può essere evitato semplicemente se saprai mettere l’interesse dei cittadini che ti hanno eletto prima di tutto e se ti impegnerai seguendo questi semplici consigli:

Se sei un Deputato del Parlamento italiano o un Consigliere/Assessore della Regione Autonoma della Sardegna, presenta insieme agli altri un atto consiliare urgente e forte per il rientro a Cabras di tutte le statue e pretendi che venga approvato a costo di votare NO a qualsiasi altro provvedimento ti venga proposto;

Se sei un Consigliere/Assessore/Presidente della Provincia o di qualsiasi comune del territorio, pretendi subito che la tua amministrazione metta al centro del suo lavoro la questione e faccia tutto quanto in suo potere per assicurare il rientro delle statue;

Se hai una tessera di partito (questo vale per tutti anche per chi non è amministratore), pretendi che il tuo partito o movimento prenda posizione sulla questione chiedendo il rientro di tutte le statue a Cabras. In caso contrario restituisci la tessera.

Ricordati che le statue DEVONO tornare a Cabras o le possibilità che il nostro territorio si riprenda si ridurranno enormemente. Quando si è trattato di contrastare le ipotesi del nucleare a Cirras o dell’eolico off shore nel Sinis il territorio si è compattato e ha dato prova di poter far pesare una voce forte e autorevole: la perdita di una parte delle statue rappresenterebbe un rischio ancora più grave dal punto di vista economico. Cagliari ha già concentrato su di se una serie di servizi che sarebbero naturalmente dovuti ricadere su Oristano come la logistica portuale e aeroportuale, tu stesso generalmente sei solito accusare Cagliari di soffocare Oristano o citare la compattezza dei politici nuoresi nelle vertenze del territorio. Hai una possibilità enorme: restituire al territorio un tesoro culturale che gli appartiene, salvare una colossale opera d’arte da questo vomitevole smembramento e creare un futuro di prosperità per i tuoi cittadini. Ti rendi conto di quante cose puoi fare e di quanto son grandi i meriti che ne avresti?

Nella speranza che sarai capace di recuperare il tesoro auguro a te e alla tua famiglia un felice anno nuovo diffidandoti al contempo dal proseguire la tua carriera politica e dal continuare a chiedere voti in caso di fallimento.

Cordiali saluti

Andrea Nonne

Dall’indipendentismo al cannibalismo. Mentre la Sardegna affonda gli uni e gli altri si fanno la guerra. Cercasi disperatamente Partito Nazionale Sardo.

domenica, 13 novembre 2011

hannibal_lecter.jpgDieci facce, tre o quattro proposte, pochi voti, nessuna incidenza sulla vita politica ma soprattutto un continuo snervante, ridicolo e dannoso battibeccare. Le proteste di Cagliari stanno mostrando in maniera chiara, se ancora qualcuno avesse dubbi, che la frammentazione dell’indipendentismo in tanti micro-partitini ha raggiunto livelli paradossali. Gli uni “dimenticano” a casa un’ importante proposta sull’istituzione di un’ agenzia delle entrate sarda perchè non importa il fatto che possa essere fondamentale per la soluzione della vertenza entrate, quel che importa è che la paternità è degli altri e quindi la proposta va boicottata per non regalare agli altri riconoscimenti, visibilità, voti. Chi se ne frega dell’interesse generale della Sardegna, qui c’è da pensare all’orticello. Gli altri, da parte loro, appena vedono le foto degli uni su due quotidiani di fila entrano nel panico e in pieno delirio da invisibilità, invece di dedicarsi alle pesanti lacune di certe recenti analisi economiche, con una certezza da principi della corte costituzionale italiana decretano la totale inutilità di un’applicazione dell’art 51. Non paghi di questo, esprimono pure la loro contrarietà all’istituzione di una zona franca in quanto la stessa provocherebbe addirittura ghettizzazione e divisioni. Ora giova ricordare che quando alcuni  degli uni e alcuni degli altri erano un tutt’uno proponevano all’unisono l’istituzione dell’agenzia dell’entrate e la defiscalizzazione delle attività produttive come panacea di tutti i mali dell’ economia sarda.

Ma la storia non finisce qui perchè agli uni non piace essere uni e allora decidono di litigare fino a giungere alla “scissione degli uni. Sul merito di quest’ultima vicenda non posso esprimermi in quanto non ho ancora elementi chiari e imparziali ma la cosa più importante è un’altra: gli uni litigano, gli indipendentisti bisticciano. Ancora. Sempre. Sempre di più. Sempre più giù. E mentre gli uni litigano gli altri esultano con la bava alla bocca perchè il litigio degli uni dimostra la ragione degli altri, mentre a guardar bene in questo caso sembrerebbe dimostrare il torto. Ma non importa perchè l’indipendentismo sardo ormai è così: gli uni sono felici se gli altri affondano, gli altri son felici se affondano gli uni e in questa loro decadente giostra non si accorgono di confermare meglio di chiunque altro quei tristi luoghi comuni sui sardi che si propongono di smentire. Ma soprattutto entrambi non si accorgono che ad affondare è l’indipendentismo, travolto da un’immagine di sè giustamente impresentabile, oltre ovviamente ad una Sardegna che meriterebbe ben altri atteggiamenti, ben altre priorità. Non si offendano gli uni e gli altri per queste mie parole, il problema non sono le persone ma i troppi movimenti, i troppi simboli, i troppi leader, che nel momento in cui si separano si ritrovano inevitabilmente a competere della competizione più feroce, quella basata sulla conquista della piccola fetta prima comune. Cannibalismo.

Lunedì, in pieno cazzeggio, ho scritto sul mio profilo facebook che in giornata aspettavo le dimissioni di Ficcadenti  e di Berlusconi (ai “più indipendentisti di tutti” ricordo che non essendo nè un santo nè un matto mi preoccupo dello Stato Italiano nella misura in cui gestisce i miei contributi previdenziali e i prelievi fiscali sul mio sudato stipendio). Un pò a sorpresa è caduto non solo Berlsuconi ma anche Ficcadenti; se solo avessi saputo che era la giornata dei miei desideri avrei chiesto qualcosa di più importante tipo la sparizione di tutti questi partiti in scala 1:40 e la nascita di un Partito Nazionale Sardo degno di questo nome.

Ora per fortuna il mondo non finisce a Cagliari e così, lontano dalle luci della ribalta mediatica, nella città di Aristanis gli indipendentisti non solo non litigano ma si siedono ad un tavolo comune per cercare soluzioni efficaci a problemi urgenti e il partito degli indipendentisti senza casacca, di coloro i quali hanno restituito la tessera e si sono sottratti a questo assurdo massacro, cresce di giorno in giorno rischiando di diventare il primo partito indipendentista della città. “Karale è stata dell’impero. Non Arbaré”*. Forse chi l’ha scritto non l’ha fatto a caso.

Andrea Nonne

* Sergio Atzeni. Passavamo sulla terra leggeri.

Da oggi a Oristanto va in scena “Monumenti chiusi”

lunedì, 17 ottobre 2011

lucchetto.jpgDopo un week end all’insegna dell’arte con i monumenti presi d’assalto, il comune di Oristano punta al marketing alternativo con una scelta che spiazza tutti. Monumenti chiusi è il nome della nuova rassegna artistica del comune di Oristano che per un anno chiuderà tutti gli edifici e i monumenti di valore artistico e culturale. “Il mercato è saturo di città d’arte” fanno sapere da Piazza Eleonora “oggi la parola d’ordine è differenziarsi e per questo abbiamo deciso di non fare come gli altri e chiudere tutti i monumenti della città. Questa scelta ha anche una finalità sociale; nel periodo dei social network, dei porno amatoriali messi in rete illegalmente e dei reality show volevamo mandare un messaggio chiaro ai nostri giovani concittadini: ci sono cose che non si possono vedere, che è giusto non vedere e in cui non è opportuno ficcare il naso. Inoltre gli oristanesi potrebbero rendersi conto di quanto è stata grande la loro civiltà nel periodo giudicale e montarsi la testa. In tempo di crisi economica il nostro motto è: meglio con i piedi per terra che sulla torre di Mariano “. C’è anche un occhio di attenzione all’ ambiente nell’iniziativa del comune. “Oristano, a causa del boom industriale, è oggi la nuova Silicon Valley e deve fare i conti con un inquinamento altissimo e un’ aria irrespirabile. Se apriamo i monumenti la gente prende la macchina per vederli e inquina; è ora di dire basta a tutto questo, le macchine non devono più girare, la situazione è a livelli di guardia.” Un coro di proteste si leva dai commercianti del centro che temono un possibile calo dell’affluenza e quindi delle vendite. “Hanno ragione, il nostro obbiettivo è estirpare la piaga del commercio per ridurre il consumismo, come abbiamo dimostrato con la recente farsa della settimana ecologica. E’ora che la gente riprenda a nutrirsi di valori veri: digiuno, umiltà e quel 50% di disocuppazione giovanile che non gausta mai”.

 

La redazione sottolinea il carattere totalmente satirico e di fantasia delle dichiarazioni tra virgolette.

A Oristano la settimana verde della mobilità diventa la settimana nera del commercio. Per il Commissario Ghiani una prima da dimenticare.

sabato, 24 settembre 2011

locandina_settimana_europea_della_mobilitx_sostenibile_350x250.jpgNon me ne voglia il Commissario Ghiani per la crudezza del titolo. Credo infatti che abbia due grossi alibi riguardo a quanto sto per scrivere: il primo è che comprensibilmente non ha ancora capito dov’è finito; il secondo è che l’iniziativa l’ha presa con il benestare di persone che Oristano la conoscono o dovrebbero conoscerla. Alla fine della giostra il dato è uno solo: l’iniziativa ecologica del comune di Oristano ha bruciato quasi completamente una settimana di lavoro per la maggior parte dei commercianti del centro. Ora uniamo questa considerazione ad un’altra: Oristano ha tutti i problemi tranne quello dell’inquinamento mentre la crisi del commercio, uno dei pochi settori produttivi che seppur a fatica resiste nella nostra disastrata economia, è una colossale emergenza che tuttavia non viene percepita dalla pubblica amministrazione. Dietro la rassicurante facciata ecologica dell’iniziativa vi sono decine di famiglie, molte delle quali in seria difficoltà e parlo per conoscenza diretta, cui è stata decurtata gran parte degli introiti settimanali e questo è un fatto gravissimo. Sicuramente bisogna aggiungere, anche a parziale discolpa di Ghiani, che è assurdo, e per certi versi incomprensibile, che il centro di una città si fermi per un leggero e temporaneo aumento dell’area pedonale ma qui arriviamo al nocciolo della questione: la mobilità alternativa a quella automobilistica, che doveva essere uno degli obbiettivi dell’iniziativa, a Oristano è resa quasi impossibile da tutta una serie di situazioni create dalla pessima politica che abbiamo visto all’opera negli ultimi decenni. Provate ad attraversare la città in bici insieme a vostro figlio o magari toccate con mano l’assurdità con cui è organizzato un servizio autobus che rende impossibile anche percorrere via Cagliari (quanto sarebbe semplice e utile una linea autobus che colleghi in maniera frequente e rapida almeno gli estremi di questa via che assorbe una parte così consistente del traffico cittadino). Aggiungete poi il problema dei parcheggi nelle aree limitrofe al centro e il risultato è bello che servito: la città a misura di alieno non ti lascia altra alternativa che startene a casa.

Ma c’è un problema pure più grave, che ho omesso dal titolo sarcastico per rispetto. Alcune persone con problemi di mobilità, per le quali quindi la macchina è una scelta obbligata, mi hanno fatto notare come le vie del centro siano state completamente transennate impedendo così di fatto l’accesso in auto anche a chi ne ha indiscutibilmente e imprescindibilmente diritto. Giustamente queste persone evidenziano una cosa che, per quanto ovvia, rischiava di passare inosservata: un semplice segnale di “divieto di transito escluso veicoli autorizzati” accompagnato da un transennamento parziale e magari da uno dei tanti agenti di servizio a Oristano, avrebbe non solo ovviato il problema ma anche evitato la pessima immagine di un’amministrazione che considera i suoi cittadini alla stregua di trogloditi incapaci di rispettare un indicazione stradale. Mi associo pertanto totalmente al loro azzeccatissimo slogan: “quando ragionate, invece di usare i piedi, usate la testa”.

In sostanza non voglio criticare l’iniziativa in se ma il modo in cui è stata portata avanti. In attesa che la mobilità alternativa di Oristano venga portata a livelli decenti  lasciamo tranquillamente il centro al suo ruolo di cuore commerciale, amministrativo e culturale della città e concentriamoci su altre priorità. E a questo proposito, Commissario Ghiani, le chiederei gentilmente un favore: vada a constatare in che stato si trova la torre di un certo Mariano II de Bas Serra e magari si adoperi per aprirla permanentemente restituendola così a cittadini, commercianti e visitatori. Passeggiare tra quei gradini sarebbe, per tutta la città, ben più salutare che passeggiare nell’asfalto di via Tirso.

Andrea Nonne

Esclusivo: Oristano è governata dagli alieni. Parola di David Icke.

mercoledì, 10 agosto 2011

di Andrea Nonne

 

David Icke è uno scrittore britannico famoso per una tesi complottista/fantascientifica secondo la quale il mondo è governato da una razza aliena nota come razza dei rettiliani. In questi giorni Icke ha clamorosamente rivelato che gli alieni da decenni progettano l’invasione della terra tramite Oristano attraverso la cooptazione e il controllo delle classi  politiche. In questi giorni soggiorna nel Sinis e siamo riusciti ad intervistarlo.

Mr Icke, che ci dice degli alieni?

Dico che governano il mondo ma non nel modo in cui ho sempre pensato. I rettiliani non sono tra noi ma comandano i nostri governanti. L’epicentro di questo rapporto non è però Washington o Londra, come ho sempre sostenuto, ma Oristano e i governanti in contatto con gli alieni non sono Obama o Blair ma i vostri politici tipo Onida, De Seenen, Pes, Barberio, Nonnis ecc ecc.

Oristano? Non le sembra assurdo?

Assurdo è cercare spiegazioni razionali al modo caprino in cui siete governati, come fa lei in questo blog. Ad esempio guardi la news di questi giorni: il vostro sindaco Angela Nonnis è diventato assessore regionale ai lavori pubblici, proprio lei che ha guidato la città con le strade più disastrate di tutto l’occidente.

Continui.

Vede il fatto è che quelle voragini nell’asfalto, che sfasciano le vostre auto e che voi attribuite alla cattiva amministrazione, sono in realtà avvallamenti specificamente realizzati per accogliere le pedane degli Ufo facilitandone l’atterraggio. Ora gli alieni hanno mandato la Nonnis ai lavori pubblici per fare gli avvallamenti in tutte le strade della Sardegna, mica è li per occuparsi della Sassari/Olbia.

Ma quindi lei sta dicendo che è d’accordo anche Cappellacci?

Certo, il virus è partito da Oristano ma si sta diffondendo in tutta la Sardegna. Sa che ormai nelle stazioni intergalattiche il vostro governatore è soprannominato UFO Cappellacci. E poi per cosa pensa abbia rotto con Berlusconi?

Beh vertenza entrate, flotta sarda.

Flotta certo, ma flotta aliena. LORO (questo è il nome degli alieni ndr) odiano Berlusconi perchè le emissioni delle sue Tv disturbano gli atterraggi delle navicelle spaziali.

Torniamo a Oristano. Ci sono altri indizi?

Assolutamente si, anche i sensi unici di Sa Rodia sono voluti dagli alieni; pare che questi ultimi si rilassino nel vedere le lucettine delle vostre automobili mentre girate in tondo come dei pirla e Angela ha voluto quei piccoli labirinti per conciliare il sonno dei suoi amici spaziali. Per lo stesso motivo in questi anni avete assistito al boicottaggio di Torregrande portato avanti tramite l’erba ad altezza d’uomo a bordo spiaggia, i parcheggi a pagamento e gli schieramenti di forze dell’ordine stile Baghdad-Kabul.

Torregrande? Che fastidio da agli alieni?

Il tragitto che collega la città alla borgata marina è composto da un lungo rettilineo e, come abbiamo visto, gli alieni amano vedere le macchine in perenne moto rotatorio, non sia mai che poi comincino a soffrire di insonnia e ci annientino come topi. Per lo stesso motivo a Oristano ci sono più rotonde che macchine. Ma la ciliegina sulla torta per LORO è il completamento della rotonda di Piazza Mannu.

Eh no Icke lei vede alieni dappertutto, la rotonda di Piazza Mannu è un omaggio agli Arborea e alla loro gloriosa storia.

Si certo, allora mi spieghi come mai gli hanno tributato un omaggio a due passi dal punto in cui la loro Reggia è stata oltraggiosamente trasformata in un carcere. E poi questa giunta ha ridicolizzato la figura di Eleonora paragonandola alle donne del Risorgimento italiano. Si rende conto: lei che ha combattuto tutta la vita per la libertà e la sovranità della Sardegna inserita nel contesto in cui la stessa Sardegna ha perso la sovranità. Lei stesso ha denunciato tali vicende in questo blog se non sbaglio.

Beh si in effetti; ma allora cosa rappresenta la decorazione?

Semplicissimo. Un Alieno, un esemplare di LORO.

img_0056.JPG Scusi Icke, di nuovo non la seguo.

Ha mai provato a rovesciare la figura? Quelle che vi sembrano radici sono le antenne che tutti gli alieni hanno in testa. Attaccati al busto troviamo sei arti verdi: quattro braccia e due gambe. Infine in basso, sempre in green style, troviamo un pene circondato da sei testicoli.

Bah.

In più come si può notare lo stemma non è fatto in 3d, per essere visto da passanti e automobilisti ma è indiscutibilmente progettato per una vista dall’alto.

Questo è vero.

Certo che è vero, pensi a come godono gli extra-terrestri: una loro icona celebrativa circondata da un perenne moto circolare di fari d’auto. Oristano è davvero una città a misura di alieno. Che poi per voi arborensi questa è una passione: gli altri territori cercano di attirare turisti, investimenti, voi cercate di attrarre gli alieni. Pensi a Cuglieri, che vari decenni fa, con questo film ha suggerito a LORO uno sbarco paesaggistico a S’Archittu, proprio sopra l’arco.

Icke ma lei punta il dito sempre su esponenti del centro-destra. Sarà mica comunista?

No no, è solo che ultimamente hanno governato di più ma non si preoccupi, gli alieni lavorano da tempo anche nelle file delle opposizioni. Ha visto quanti Sanna (Gianvalerio, Alberto, Efisio, Gianni, Emanuele ndr) eletti nelle file del Pd Oristanese negli ultimi anni? E’ evidente, gli extraterrestri hanno trovato un gene compatibile su cui lavorare per preservare i loro progetti in caso di vento rosso.

E gli indipendentisti?

No, non penso che gli alieni siano interessati a gente che aspira ad autogovernarsi, anzi sa che le dico: quando Oristano sarà invasa saranno i primi ad essere spazzati via. Però anche in quest’area politica c’è uno che si chiama Sanna (Frantziscu ndr), chissà magari anche lui ha il gene UFO-compatibile.

Sarò sincero, tutto ciò che dice mi sembra poco per supportare una tesi simile. 

Ma infatti c’è dell’altro. Fenosu ad esempio, è stato progettato in maniera da naufragare subito per non disturbare il traffico UFO prossimo venturo; e poi vi siete mai chiesti come mai siete gli unici sfigati a non avere un minimo di turismo estivo nonostante le vostre coste siano tra le più belle?

Dica. 

Semplice, LORO hanno scelto di sbarcare tra voi Oristanesi e quindi non vogliono altre etnie non sperimentate tra i piedi. Ora però UFO Cappellacci ha fiutato l’opportunità: sostituire Berlusconi con i signori del cosmo. La trattativa è in corso già da mesi, per questo gli alieni hanno cominciato a deviare i flussi turistici lasciando a secco le vostre coste, devono studiare le varie comunità senza contaminazioni turistiche. Con la nomina della Nonnis poi, Cappallecci ha messo a segno un colpo da maestro. Il Vostro sindaco è il maggior rappresentante degli alieni in Sardegna e con questa mossa Cappellacci potrebbe convincerli ad atterrare su Cagliari. Pensi, dopo l’aeroporto, la zona franca e le infrastrutture Cagliari vi soffierebbe da sotto il naso pure gli extra-terrestri.

Beh, meglio no?

Insomma, mica tanto. Se non arrivano LORO chi vi libererà dai politici oristanesi?

 

Grandeovest.com ringrazia David Icke per aver prestato inconsapevolemente il suo nome a questo gioco, sperando che ciò possa essere utile a digerire più facilmente le vicende della politica Oristanese alla vigilia di Ferragosto.

Cronache da Brabau: Oristano-Cabras sola andata. Ovvero 30 anni per costruire un ponte, 3 giorni per boicottarlo con un labirinto di sensi unici.

giovedì, 21 luglio 2011

labirinto1.gifProvate a raggiungere il Ponte di Brabau da Oristano. Come già ben sapete, da qualsiasi punto della città partiate, vi troverete a dover affrontare voragini degne del miglior safari, code ai semafori da grande metropoli e una raffica di sensi unici e deviazioni contrari a qualsiasi principio di gestione del traffico. Complicato per uno che a Oristano c’è nato e cresciuto, complicatissimo per un turista. Ma poi succede che al ponte ci si arriva e, una volta percorso, magari si decide di svoltare verso Cabras.  E allora si imbocca la strada appena inaugurata dalla giunta del comune lagunare; una circonvallazione di neanche un chilometro, due corsie larghissime, l’asfalto liscio come un biliardo e una pista ciclabile degna di questo nome. Si giunge quindi ad un’ampia rotonda che porta in via Leopardi la quale, in un batter d’occhio, permette di raggiungere il centro della cittadina in maniera estremamente scorrevole.

Il colpo d’occhio che si ha nel passaggio da Oristano a Cabras da l’idea di una differenza abissale, di un passaggio da una città allo sbando ad una civiltà normale, ordinata e razionale. Questo tragitto non è l’unico a evidenziare un divario che non è recente e non riguarda solo Cabras. Anche Santa Giusta è infinitamente preferibile a Oristano in quanto a gestione della cosa pubblica e non da ieri.

Un mio caro amico va da tempo sostenendo che Oristano è volontariamente tenuta in stato di sottosviluppo da un potentato filo-casteddaio che da anni la governa facendo attenzione a non disturbare gli appetiti della capitale sarda. A dire il vero è una credenza piuttuosto diffusa che però mi ha sempre lasciato perplesso, apparendomi più che altro un genersoso alibi verso la palese incapacità della politica oristanese. Ma gli effetti di una pluridecennale perseveranza in politiche autolesioniste comincia ad assumere contorni grotteschi anche per me.

Andrea Nonne

Carte false per essere italiani. Da Pillito all’attuale giunta oristanese.

martedì, 5 aprile 2011

falsi-arborea-copia.jpegSu quanto grottesca sarebbe stata l’iniziativa del comune di Oristano, col suo vaneggiare collegamenti tra Eleonora d’Arborea e il Risorgimento Italiano, si è scritto giustamente tanto. Rischia però di passare inosservato un aspetto curioso della faccenda che può aiutarci a comprendere meglio le origini della schizofrenia identitaria sarda, ovvero di quel diffuso sentimento che attribuisce ai sardi una specie di doppia nazionalità, sarda e italiana, per poi sfociare nell’immondo concetto della piccola patria.

In realtà Sabato a Oristano non è andata in onda una prima ma un remake o meglio un vero e proprio anniversario di fatti avvenuti circa 150 anni fa proprio nel centro storico della città. Siamo nel bel mezzo del risorgimento Italiano, la Sardegna subisce la fusione perfetta con un duplice stato d’animo: da una parte il ricordo della feroce repressione dei moti angioini determina un senso di inferiorità diffuso, dall’altra permane un sentimento di popolo che molti intellettuali dell’epoca interpretano come orgoglio di appartenenza ad una nazione, la Nazione Sarda. Capita allora che un distinto e colto oristanese del tempo, Ignazio Pillito, vuoi per far fronte alle difficoltà economiche di una prole in rapida crescita, vuoi per dar sfogo alla propria vanità intellettuale fiuti questo bisogno e metta su la più grande patacca della storia sarda: le Carte d’Arborea. In questa consistente mole di documenti medievali (falsi), si narrano mirabolanti gesta di eroi mai esistiti (Gialeto era tra questi per chi non lo sapesse), si illustrano idoli sardo-fenici che se li guardi oggi sembrano fatti da un designer sessantottino in delirio da LSD e soprattutto si colloca la nascita del volgare italiano proprio nel giudicato di Arborea. Lo schema è in sintesi questo: la Sardegna è una Nazione che ha combattuto per anni le invasioni degli stranieri per poi ricongiungersi alla madre patria Italia. Momento apicale di questo percorso è appunto il periodo giudicale e la figura centrale è proprio Eleonora d’Arborea. Grazie alle carte i sardi potevano entrare in Italia a testa alta, fieri di un grande passato finalmente svelato e portando in dote niente popodimeno che le origini della lingua italiana, alla faccia di Dante e delle sue metafore scimmiesche.

A guardar bene la statua di Eleonora era il punto più indicato attorno a cui svolgere l’evento messo in campo dall’amministrazione oristanese. Il monumento nasce infatti proprio sulle ali di quel culto degli Arborea  creato dalle Carte al fine di conciliare l’inconciliabile: il millenario orgoglio nazionale sardo che orgogliosamente decide di soccombere nel neonato orgoglio nazionale italiano. Molti dicono addirittura che la statua fosse destinata originariamente a festeggiare l’unità d’Italia così come si sprecano le voci sul peso e sull’influenza che ebbe la massoneria locale, allora più che mai fedele agli ideali risorgimentali, nell’ideazione e nella realizzazione del monumento. Probabilmente va pure addebitato ad una cultura para-massonica il fatto che Eleonora abbia acquisito in questa letteratura romantica pre-sardista una notorietà infinitamente superiore rispetto a figure storicamente importanti quanto o più di lei: è proprio in quel periodo infatti che, in ambienti forse non perfettamente coincidenti ma senz’altro vicini alla massoneria, il culto del femminino diventa centrale. Di fatto Eleonora, tirata fuori dalle nebbie della storia viene santificata per essere poi stuprata sull’altare dei Savoia in nome dell’unità d’Italia. Potremmo quindi affermare che la retorica della piccola patria, ripresa per decenni dal sardismo e ancora cara a tanti, nasce proprio qui, a Oristano, sotto questa statua durante il risorgimento.

Ciò non ci deve indurre però nell’errore di reputare i nostri attuali amministratori come degni eredi del Pillito. Il falsario ottocentesco costruì una falsificazione talmente accurata da ingannare per oltre un decennio gli storici e i filologi di tutta Europa e da dividerli per ancora molti anni fino a  quando nel 1870 la falsità delle carte venne definitivamente dimostrata dalla Accademia delle Scienze di Berlino. Anche se il contraccolpo successivo alla scoperta dell’impostura fu durissimo in quei venticinque anni Oristano si ritrovò al centro del dibattito storico dei maggiori centri di cultura europei. L’evento di sabato invece, si è svolto in una sala semi deserta, con gli organizzatori che, resisi conto della dimensione della gaffe, si sono esibiti in un improbabile quanto maldestra retromarcia e l’unica cosa degna di nota della giornata è stata la difesa della storia sarda da parte di tanti giovani indipendentisti, loro si indiscutibili eredi delle donne e degli uomini che hanno combattuto per la libertà della Sardegna.

Andrea Nonne

Testi consultati:
Le carte d’Arborea. Falsi e falsari nella Sardegna del XIX secolo. A cura di Luciano Marroccu. AM&D edizioni. Dallo stesso testo l’illustrazione (pag 300) tratta a sua volta da A.La Marmora.
Maria Maddalena e la Dea dell’ombra. Mario Arturo Iannaccone. Sugarco Edizioni.

Chiudi
Invia e-mail
Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok