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Sul carro della zona franca tutte le forze politiche con cetriolone elettorale incluso.

lunedì, 11 febbraio 2013

cetriolone.jpgOggi tutte le principali forze politiche presenti in Sardegna parlano di zona franca. Questo è già di per se un fattore positivo per il quale è doveroso rendere merito ai movimenti per la zona franca. Non mi riferisco ai vertici tecnici del movimento, che anzi a mio avviso sbagliando tutte le interpretazioni legislative sull’iter per la zf alla fine avranno la responsabilità di aver limitato il potenziale dell’azione popolare, ma mi riferisco alla base che con smisurata generosità, impegno e costanza ha fatto si che oggi la zona franca si ritrovi al centro del dibattito politico sardo. E’ importante anzi fondamentale che questa onda di entusiasmo e pressione non si arresti e che il tema della zf sarda non sparisca dal dibattito politico come già è successo tante volte negli ultimi anni e soprattutto è importante che resista alle tante difficoltà presenti in questo percorso che è molto più lungo e difficile di quanto non si stia facendo credere in questi mesi. Un altro fattore che in questi giorni sta giocando il ruolo di megafono per la battaglia è la campagna elettorale con molti politici che sgomitano per salire sul carro della vertenza e altri che di risposta si scagliano addirittura contro l’istituzione della zf in Sardegna per semplice spirito di contrapposizione elettorale.

Ugo Cappellacci con un colpo da maestro degno di Berlusconi sfoggia un pattaccone elettorale degno di quest’ultimo. Invia a Barroso e Monti comunicazione del fatto che in Sardegna è stata appena attivata una zf doganale integrale per la quale richiede all’Ue di spostare la Sardegna fuori dal confine doganale Europeo, un istante dopo dichiara alla stampa che:  ”Ad esito dei lavori dei tavoli tecnici (che ancora non esistono NdA)(…) la Giunta regionale delibererà la proposta di perimetrazione dei punti franchi e la inoltrerà al Governo della Repubblica per gli adempimenti conseguenti”. In due parole Cappellacci ha fatto un gioco di prestigio di questo tipo: con una mano ha raccolto la proposta dei movimenti e ha mandato all’Ue una comunicazione di attivazione della zf integrale all’Ue, comunicazione priva di qualsivoglia valore, tanto che lo stesso Cappellacci con l’altra mano è corso dai giornalisti ad affermare che, oltre ad una generica attività di trattativa con lo Stato Italiano di cui finora non si è avuta nessuna notizia:

- nessuna delibera è stata firmata;
- il lavoro di perimetrazione non è ancora cominciato;
- la zf sarda non sarà integrale ma sarà limitata ai sei porti previsti nel Dl 75/98;
- la delibera una volta completata, sarà inviata allo stato italiano e non all’Unione Europa.

A questo punto verrebbe da chiedersi se la richiesta di zf sia da inviare direttamente all’Ue o se non sia previsto prima un passaggio a carico dello stato italiano. Purtroppo, qualsiasi sia la zf che si vuole ottenere, sia l’art 12 dello statuto sardo, sia il Dl 75/98, sia l’art 155 del reg. ce 450/2008 e sia l’art 108 del Tfue indicano in maniera chiare e inequivocabile che il soggetto competente ad interfacciarsi in sede comunitaria è lo stato e non la regione. Qualsiasi altra interpretazione legislativa, come quelle che danno valore istitutivo alle delibere comunali o che danno rilevanza alla data del 24 giugno 2013 (i più esperti avranno notato anche su questo punto la “furbata” di Cappellacci), non trova nessun riscontro legislativo a suo sostegno. Cappellacci tuttavia ha provato a cavalcare a fini chiaramente elettoralistici il tema provando ad offuscare il fatto che, dopo aver promesso di adempiere ai vari passaggi nel 2009, nulla ad oggi è mai stato fatto dalle sue giunte in questi anni e che nel suo consiglio giace da diversi mesi una buona risoluzione depositata dai sardisti che la sua maggioranza non ha ancora preso in considerazione.
Ma Cappellacci non è solo. Pare infatti che Tremonti e Maroni abbiano promesso di voler realizzare in Sardegna la zf integrale per l’Italia. Riguardo a Tremonti chi ha seguito la cronaca politica dovrebbe avere pochi dubbi sul fatto che, oltre ad essere il maggiore responsabile dello sfascio italiano degli ultimi 12 anni, è stato probabilmente uno dei ministri più disinteressati e scorretti nei rapporti con la Sardegna. L’estenuante vicenda della vertenza entrate durante il suo dicastero dovrebbe aver chiarito a tutti i sardi che è assurdo attendersi addirittura dei vantaggi da chi si è reso colpevole di aver violato i più elementari diritti di lealtà e correttezza nei rapporti stato-regione.
Poco da dire anche su Maroni e gli altri leghisti se non che nel caso dovessero davvero combattere per la zf sarda troverebbero un esercito di padani infuriati che armati di forcone marcerebbe su Roma per chiedere la loro testa. Infatti Maroni la zf la sta si proponendo ma non per la Sardegna bensì per il Nord; giusto un mese fa.
Anche il Movimento 5 stelle in Sardegna si è mosso parecchio per la zf. Ma nulla risulta nel loro programma elettorale a riguardo. E’vero che gli attivisti sardi hanno prodotto un volantino elettorale che ha la zf tra i suoi punti ma visto che il tema necessità di passaggi cruciali in parlamento un movimento unionista come il 5 stelle dovrebbe inserire la proposta nel programma generale se vuole avere un minimo di credibilità. Come ho già detto quello tra i politici italiani e la zf sarda sembra un amore impossibile, sia perché l’Italia è uno degli ultimi paesi al mondo a potersi permettere nuove zf, sia perché la Sardegna è l’ultimo posto dove i politici italiani hanno convenienza elettorale ad istituirle. Per questo occorre una notevole dose di sovranità nel parlamento sardo per raggiungere l’importante traguardo.
Registriamo anche una proposta dell’ultima ora a firma di alcuni consiglieri regionali di Pd, Sardegna è già Domani, Idv e Gruppo Misto. Anche in questo caso credo che l’improvviso risveglio pre-elettorale si commenti da se.

Ma se vogliamo, le dichiarazioni più agghiaccianti arrivano da quei politici che per mero spirito di contrapposizione sono intervenuti contro Cappellacci in maniera tanto scomposta e disarticolata da apparire contrari in senso assoluto all’idea della zf in Sardegna. Cominciamo con l’eurodeputato Giommaria Uggias che dichiara di ritenere il documento di Cappellacci carta straccia ma subito dopo afferma in maniera sorprendente che in Italia le uniche zone franche riconosciute sono Livigno e Campione d’Italia. Ovviamente tutti sanno che ciò non è vero e le affermazioni di Uggias, prive di controproposta alcuna, lasciano intendere una contrarietà assoluta alla zf sarda.
Ancora peggio secondo me fa l’eurodeputata Pd Francesca Barracciu che si impelaga in un improbabile discorso dove nomina Canarie e Azzorre affermando che la situazione sarda non consentirebbe di attuare misure di fiscalità di vantaggio. Peccato che Canarie e soprattutto Madeira siano tutt’altro che minuscole parti di terra distribuite nell’ oceano. Si tratta di isole che hanno una densità abitativa ben superiore a quella della Sardegna e alla luce delle ultime rilevazioni Eurostat mostravano un reddito pro capite ben maggiore di quello sardo (Madeira addirittura ha un vantaggio di circa il 25% su dati del 2009 quando la giunta di cui faceva parte la Barracciu aveva appena finito il suo mandato e anche la disoccupazione al 2011 a Madeira era sensibilmente più bassa che in Sardegna). Ma soprattutto Madeira ha una distanza dalle coste dell’europa continentale che è si maggiore di quella della Sardegna ma non così tanto come vorrebbe far credere la Barracciu. Per intenderci la distanza di Madeira dalla costa continentale europea è molto più simile a quella della Sardegna che non a quella dei dipartimenti d’oltremare francesi con cui l’isola portoghese condivide lo speciale regime di deroga dell’art 349 tfue, che è proprio la base legislativa della zf di tutti questi territori. Inoltre la Barracciu restituisce un’idea molto semplificata della disciplina sugli aiuti di stato che in realtà non si basa solo sulle miglia marine ma rende compatibili gli aiuti di stato per territori “ove il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione”. Quindi l’ipotesi di far operare in Sardegna una zf autorizzata in deroga all’art 107 del tfue è tutt’altro che fantascientifica e da un eurodeputato sardo ci si aspetterebbe un atteggiamento più lungimirante rispetto ad una visione che sacrifica tutto al dibattito per le prossime elezioni. Italiane.

Andrea Nonne


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