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Caro politico dell’oristanese; riporta i Giganti di Monte ‘e Prama a Cabras e dai un futuro al tuo territorio.

domenica, 5 febbraio 2012

gigantimonteprama1.jpgAlla cortese attenzione di:

On. Oscar Cherchi e On. Angela Nonnis, Assessori della Regione autonoma della Sardegna;
On. Attilio Dedoni, On. Mario Diana, On. Domenico Gallus, On. Sergio Obinu, On. Gian Valerio Sanna e On. Antonio Solinas, Consiglieri della Regione Autonoma della Sardegna;
On. Caterina Pes Deputata del Parlamento Italiano;
tutti i membri della Giunta e del Consiglio provinciale di Oristano;
tutti i Sindaci, Assessori e Consiglieri delle amministrazioni comunali della provincia di Oristano e in particolare quelli dei comuni di Oristano, Santa Giusta, Riola Sardo, Nurachi, Zeddiani, Baratili San Pietro, San Vero Milis, Narbolia e Cuglieri;
tutti i titolari di tessere di partito e specialmente quelli aventi ruoli esecutivi negli stessi.
 

Caro politico oristanese

Come ben sai l’economia del nostro territorio versa in uno stato pietoso. Non possiamo negare che, in questa drammatica situazione, le decennali responsabilità della politica siano enormi e forse prevalenti su altre cause, soprattutto se si pensa che la nostra provincia ha fallito anche dove tutte le altre sono riuscite a sviluppare un pò di ricchezza grazie al turismo estivo. Oggi il nostro territorio rischia seriamente di naufragare, i giovani son spesso costretti all’emigrazione e chi, per amore di patria decide di restare è costretto a vivere nelle difficoltà e a sacrificare tante ambizioni. Ma come accade spesso nelle favole e meno frequentemente nella realtà, quando la situazione comincia a farsi disperata, un fortunato evento riapre la partita con una nuova grande occasione. Pare infatti che i nostri avi ci abbiano lasciato in dono un tesoro di inestimabile valore, un esercito di statue maestose, magnifiche, secondo alcuni addirittura le prime statue a tutto tondo nella storia dell’umanità. Se hai dei dubbi sul valore di queste statue per tutto il nostro territorio lasciati dire una cosa: il loro valore è inestimabile oltre che da un punto di vista artistico, culturale e identitario anche da un punto di vista economico.

Finora anche in questa vicenda i politici oristanesi hanno dimostrato tutta la loro inadeguatezza in particolare:

- hanno permesso che questo tesoro, scoperto nel ‘74 mentre tutti erano indaffarati a inaugurare la provincia dei miracoli, giacesse chiuso in uno scantinato per anni (senza rivoltare il mondo);

- hanno permesso che il centro di restauro fosse allestito nel Sassarese (senza rivoltare il mondo);

- si sono occupati di tutto e il contrario di tutto lasciando sole le amministrazioni di Cabras nella lotta contro i volgari appetiti della politica cagliaritana mentre anche un citrullo capirebbe che gli enormi benefici del rientro dei giganti vanno ben oltre i confini del comune lagunare.

Così, nonostante da molto tempo questo blog e tante altre voci abbiano lanciato l’allarme, oggi Cagliari si è assicurata una buona parte delle statue, pare la più artisticamente rilevante, che probabilmente vuol dire la più bella.

Ora lascia che ti dica un’altra cosa caro politico: se Cagliari si prenderà la metà delle statue riuscirà facilmente a catturare la gran parte dell’indotto turistico generato da esse. Potrà infatti contare su un tale vantaggio in termini di infrastrutture, capacità ricettiva e iniziative promozionali che alla nostra provincia non resteranno che le briciole, ben condite dalla solita rabbia per l’ennesima occasione persa.

Tutto questo può essere evitato semplicemente se saprai mettere l’interesse dei cittadini che ti hanno eletto prima di tutto e se ti impegnerai seguendo questi semplici consigli:

Se sei un Deputato del Parlamento italiano o un Consigliere/Assessore della Regione Autonoma della Sardegna, presenta insieme agli altri un atto consiliare urgente e forte per il rientro a Cabras di tutte le statue e pretendi che venga approvato a costo di votare NO a qualsiasi altro provvedimento ti venga proposto;

Se sei un Consigliere/Assessore/Presidente della Provincia o di qualsiasi comune del territorio, pretendi subito che la tua amministrazione metta al centro del suo lavoro la questione e faccia tutto quanto in suo potere per assicurare il rientro delle statue;

Se hai una tessera di partito (questo vale per tutti anche per chi non è amministratore), pretendi che il tuo partito o movimento prenda posizione sulla questione chiedendo il rientro di tutte le statue a Cabras. In caso contrario restituisci la tessera.

Ricordati che le statue DEVONO tornare a Cabras o le possibilità che il nostro territorio si riprenda si ridurranno enormemente. Quando si è trattato di contrastare le ipotesi del nucleare a Cirras o dell’eolico off shore nel Sinis il territorio si è compattato e ha dato prova di poter far pesare una voce forte e autorevole: la perdita di una parte delle statue rappresenterebbe un rischio ancora più grave dal punto di vista economico. Cagliari ha già concentrato su di se una serie di servizi che sarebbero naturalmente dovuti ricadere su Oristano come la logistica portuale e aeroportuale, tu stesso generalmente sei solito accusare Cagliari di soffocare Oristano o citare la compattezza dei politici nuoresi nelle vertenze del territorio. Hai una possibilità enorme: restituire al territorio un tesoro culturale che gli appartiene, salvare una colossale opera d’arte da questo vomitevole smembramento e creare un futuro di prosperità per i tuoi cittadini. Ti rendi conto di quante cose puoi fare e di quanto son grandi i meriti che ne avresti?

Nella speranza che sarai capace di recuperare il tesoro ti porgo i miei migliori saluti diffidandoti al contempo dal proseguire la tua carriera politica e dal continuare a chiedere voti in caso di fallimento.

Andrea Nonne

Esclusivo: Oristano è governata dagli alieni. Parola di David Icke.

mercoledì, 10 agosto 2011

di Andrea Nonne

 

David Icke è uno scrittore britannico famoso per una tesi complottista/fantascientifica secondo la quale il mondo è governato da una razza aliena nota come razza dei rettiliani. In questi giorni Icke ha clamorosamente rivelato che gli alieni da decenni progettano l’invasione della terra tramite Oristano attraverso la cooptazione e il controllo delle classi  politiche. In questi giorni soggiorna nel Sinis e siamo riusciti ad intervistarlo.

Mr Icke, che ci dice degli alieni?

Dico che governano il mondo ma non nel modo in cui ho sempre pensato. I rettiliani non sono tra noi ma comandano i nostri governanti. L’epicentro di questo rapporto non è però Washington o Londra, come ho sempre sostenuto, ma Oristano e i governanti in contatto con gli alieni non sono Obama o Blair ma i vostri politici tipo Onida, De Seenen, Pes, Barberio, Nonnis ecc ecc.

Oristano? Non le sembra assurdo?

Assurdo è cercare spiegazioni razionali al modo caprino in cui siete governati, come fa lei in questo blog. Ad esempio guardi la news di questi giorni: il vostro sindaco Angela Nonnis è diventato assessore regionale ai lavori pubblici, proprio lei che ha guidato la città con le strade più disastrate di tutto l’occidente.

Continui.

Vede il fatto è che quelle voragini nell’asfalto, che sfasciano le vostre auto e che voi attribuite alla cattiva amministrazione, sono in realtà avvallamenti specificamente realizzati per accogliere le pedane degli Ufo facilitandone l’atterraggio. Ora gli alieni hanno mandato la Nonnis ai lavori pubblici per fare gli avvallamenti in tutte le strade della Sardegna, mica è li per occuparsi della Sassari/Olbia.

Ma quindi lei sta dicendo che è d’accordo anche Cappellacci?

Certo, il virus è partito da Oristano ma si sta diffondendo in tutta la Sardegna. Sa che ormai nelle stazioni intergalattiche il vostro governatore è soprannominato UFO Cappellacci. E poi per cosa pensa abbia rotto con Berlusconi?

Beh vertenza entrate, flotta sarda.

Flotta certo, ma flotta aliena. LORO (questo è il nome degli alieni ndr) odiano Berlusconi perchè le emissioni delle sue Tv disturbano gli atterraggi delle navicelle spaziali.

Torniamo a Oristano. Ci sono altri indizi?

Assolutamente si, anche i sensi unici di Sa Rodia sono voluti dagli alieni; pare che questi ultimi si rilassino nel vedere le lucettine delle vostre automobili mentre girate in tondo come dei pirla e Angela ha voluto quei piccoli labirinti per conciliare il sonno dei suoi amici spaziali. Per lo stesso motivo in questi anni avete assistito al boicottaggio di Torregrande portato avanti tramite l’erba ad altezza d’uomo a bordo spiaggia, i parcheggi a pagamento e gli schieramenti di forze dell’ordine stile Baghdad-Kabul.

Torregrande? Che fastidio da agli alieni?

Il tragitto che collega la città alla borgata marina è composto da un lungo rettilineo e, come abbiamo visto, gli alieni amano vedere le macchine in perenne moto rotatorio, non sia mai che poi comincino a soffrire di insonnia e ci annientino come topi. Per lo stesso motivo a Oristano ci sono più rotonde che macchine. Ma la ciliegina sulla torta per LORO è il completamento della rotonda di Piazza Mannu.

Eh no Icke lei vede alieni dappertutto, la rotonda di Piazza Mannu è un omaggio agli Arborea e alla loro gloriosa storia.

Si certo, allora mi spieghi come mai gli hanno tributato un omaggio a due passi dal punto in cui la loro Reggia è stata oltraggiosamente trasformata in un carcere. E poi questa giunta ha ridicolizzato la figura di Eleonora paragonandola alle donne del Risorgimento italiano. Si rende conto: lei che ha combattuto tutta la vita per la libertà e la sovranità della Sardegna inserita nel contesto in cui la stessa Sardegna ha perso la sovranità. Lei stesso ha denunciato tali vicende in questo blog se non sbaglio.

Beh si in effetti; ma allora cosa rappresenta la decorazione?

Semplicissimo. Un Alieno, un esemplare di LORO.

img_0056.JPG Scusi Icke, di nuovo non la seguo.

Ha mai provato a rovesciare la figura? Quelle che vi sembrano radici sono le antenne che tutti gli alieni hanno in testa. Attaccati al busto troviamo sei arti verdi: quattro braccia e due gambe. Infine in basso, sempre in green style, troviamo un pene circondato da sei testicoli.

Bah.

In più come si può notare lo stemma non è fatto in 3d, per essere visto da passanti e automobilisti ma è indiscutibilmente progettato per una vista dall’alto.

Questo è vero.

Certo che è vero, pensi a come godono gli extra-terrestri: una loro icona celebrativa circondata da un perenne moto circolare di fari d’auto. Oristano è davvero una città a misura di alieno. Che poi per voi arborensi questa è una passione: gli altri territori cercano di attirare turisti, investimenti, voi cercate di attrarre gli alieni. Pensi a Cuglieri, che vari decenni fa, con questo film ha suggerito a LORO uno sbarco paesaggistico a S’Archittu, proprio sopra l’arco.

Icke ma lei punta il dito sempre su esponenti del centro-destra. Sarà mica comunista?

No no, è solo che ultimamente hanno governato di più ma non si preoccupi, gli alieni lavorano da tempo anche nelle file delle opposizioni. Ha visto quanti Sanna (Gianvalerio, Alberto, Efisio, Gianni, Emanuele ndr) eletti nelle file del Pd Oristanese negli ultimi anni? E’ evidente, gli extraterrestri hanno trovato un gene compatibile su cui lavorare per preservare i loro progetti in caso di vento rosso.

E gli indipendentisti?

No, non penso che gli alieni siano interessati a gente che aspira ad autogovernarsi, anzi sa che le dico: quando Oristano sarà invasa saranno i primi ad essere spazzati via. Però anche in quest’area politica c’è uno che si chiama Sanna (Frantziscu ndr), chissà magari anche lui ha il gene UFO-compatibile.

Sarò sincero, tutto ciò che dice mi sembra poco per supportare una tesi simile. 

Ma infatti c’è dell’altro. Fenosu ad esempio, è stato progettato in maniera da naufragare subito per non disturbare il traffico UFO prossimo venturo; e poi vi siete mai chiesti come mai siete gli unici sfigati a non avere un minimo di turismo estivo nonostante le vostre coste siano tra le più belle?

Dica. 

Semplice, LORO hanno scelto di sbarcare tra voi Oristanesi e quindi non vogliono altre etnie non sperimentate tra i piedi. Ora però UFO Cappellacci ha fiutato l’opportunità: sostituire Berlusconi con i signori del cosmo. La trattativa è in corso già da mesi, per questo gli alieni hanno cominciato a deviare i flussi turistici lasciando a secco le vostre coste, devono studiare le varie comunità senza contaminazioni turistiche. Con la nomina della Nonnis poi, Cappallecci ha messo a segno un colpo da maestro. Il Vostro sindaco è il maggior rappresentante degli alieni in Sardegna e con questa mossa Cappellacci potrebbe convincerli ad atterrare su Cagliari. Pensi, dopo l’aeroporto, la zona franca e le infrastrutture Cagliari vi soffierebbe da sotto il naso pure gli extra-terrestri.

Beh, meglio no?

Insomma, mica tanto. Se non arrivano LORO chi vi libererà dai politici oristanesi?

 

Grandeovest.com ringrazia David Icke per aver prestato inconsapevolemente il suo nome a questo gioco, sperando che ciò possa essere utile a digerire più facilmente le vicende della politica Oristanese alla vigilia di Ferragosto.

Il botta e risposta tra Andrea Nonne e Caterina Pes, Deputata Pd, sui precari della scuola in Sardegna.

domenica, 8 maggio 2011

Rispondo con un po’ di ritardo all’intervento dell’On. Caterina Pes, deputata oristanese del Pd, riguardo all’articolo pubblicato su questo blog in appoggio al comitato “No pettine”. Il commento dell’On. Pes è il numero 71.

Cara Caterina

Innanzi tutto desidero ringraziarti per aver partecipato all’animata discussione che si è creata intorno al tema allorquando ho sentito il dovere di esprimere il mio punto di vista sulla delicata situazione dei precari sardi minacciati dalla riapertura delle graduatorie.

Sono d’accordo con te su molte cose: sul fatto che il disastro scuola sia da imputare al duo Tremonti-Gelmini in primis (anche se il centro-sinistra nei suoi vari governi ci ha sempre messo del suo), sul fatto che questa sia una guerra tra poveri e soprattutto ti riconosco un grande impegno di opposizione su questi temi, cosa che tra l’altro ho sempre manifestato.

Non sono d’accordo ovviamente sul resto. In primo luogo perché ritengo cinico e ingiusto rivoltare un diritto acquisito per legge; che a farlo sia la Corte costituzionale o gli dei dell’Olimpo non mi interessa: quando ad un uomo che, forte di un provvedimento di legge, mette su famiglia e casa si dice che si rimette tutto in discussione perché ciò che gli è stato assicurato è anti costituzionale, io sto dalla parte di quell’uomo. Diversamente se vogliamo anteporre la meritocrazia al rispetto dei diritti acquisiti, la mia generazione di pluri-laureati, pluri-masterizzati e pluri-precarizzati potrebbe sentirsi autorizzata ad irrompere in uffici pubblici e para-pubblici e cacciare via a pedate nel culo gli iper-accozzati, iper-atrofizzati e iper-tutelati che da decenni abbondano in tante pubbliche amministrazioni dello Stato italiano.

Credo anche che la situazione occupazionale in Sardegna sia tanto drammatica che i rappresentanti politici e sindacali, dovrebbero pensarci bene prima di anteporre a questa emergenza principi e carte che mostrano proprio in questi anni il loro drammatico fallimento.

Facciamo comunque finta per un attimo che queste cruciali premesse non vi siano e riflettiamo sulle accuse di protezionismo e leghismo. In particolare vorrei ragionare sulle tue parole:

“Il mercato del lavoro non può essere regolato da logiche protezionistiche, per quanto possa essere scomodo sostenerlo. La scuola, ancora di più, deve mettere al centro la qualità del sistema scolastico, deve mettere al centro gli alunni, e deve procedere con criteri meritocratici, non di appartenenza geografica (…) Bisognerebbe avere l’onestà intellettuale di ammettere che deve essere la preparazione didattica la discriminante, non la provenienza geografica.”. Ok, ci sto, sono d’accordo. Ma se il criterio unico è la qualità dell’offerta formativa perché non aprire al mondo intero i concorsi per la scuola pubblica. Invece mi pare che pure nelle lingue straniere e nelle materie caratterizzate da peculiarità tecniche che in Italia scarseggiano, la docenza internazionale sia di fatto ostacolata dal principio di cittadinanza. Vorrei a questo punto capire se questo approccio iper-liberista si ferma a Roma, dove di fatto la recluta dei docenti è regolata da norme non solo protezioniste ma anche biecamente nazionaliste. Eccoci quindi di fronte all’ennesimo pasticciato miscuglio di liberismo e protezionismo, dove i due obsoleti ingredienti vengono dosati in tempi e quantità tali da favorire sempre il più forte. Da anni vado sostenendo che la globalizzazione economica, che negli ultimi decenni ha portato il controllo dell’economia mondiale nelle mani di una ristretta elite con conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti, altro non sia che una sofisticata alchimia di protezionismo e libero-scambismo con l’obbiettivo di favorire le multinazionali rispetto alle piccole e medie imprese radicate nei territori. La storia della Sardegna italiana è poi una straordinaria collezione di questa pratica: il nostro mercato è sempre stato apertissimo quando si trattava di comprare italiano mentre non altrettanto si può dire quando erano i sardi a dover vendere in Italia. Chi ha dubbi su ciò che dico vada a verificare le logiche partitiche retrostanti il rilascio delle licenze commerciali negli anni ‘70, ‘80 e per gran parte dei ‘90. Non è un caso poi se dalla fine dell’800, grandi intellettuali sardi e non, intuendo la trappola del giogo italiano si siano posti il problema dell’integrazione della Sardegna nel Mediterraneo, in Europa e nel mondo dando vita ad un’ elaborazione politica che parte da Tuveri e arriva ai giorni nostri passando per il filosofo hegeliano Del Zio, Bellieni, Simon Mossa e tanti altri. In virtù di questo posso affermare che qui non stiamo parlando né di leghismo, né di protezionismo, né di liberismo. Qui stiamo parlando di buonsensismo e il buon senso, come anche il buon Keynes, ci dicono che in questo momento non possiamo permetterci di condannare altri sardi alla disoccupazione o all’emigrazione. Non più di quanto sta già facendo il mercato. E’ qui siamo di fronte ad un’altra contraddizione mastodontica. Quando è l’impresa privata a mandare a casa i sardi tutti si riuniscono in grandi e solitamente inutili vertenze, quando a minacciare il lavoro dei sardi è invece un ente pubblico dipende: dalla posizione del partito o magari della corrente e non mi riferisco solo a questo caso.

La scuola sarda per riprendersi ha urgente bisogno di diventare Scuola Nazionale Sarda perché almeno sul fatto che la Sardegna sia una Nazione credo siamo d’accordo entrambi: e lo dico perché conosci la storia sarda molto più di me, come anche la visione di Gramsci del Risorgimento e anche perchè conosco il tuo percorso politico. Ma se si è consapevoli di essere Nazione, al di là che si debba o non diventare stato, cosa che comunque auspico avvenga al più presto, si è consapevoli di essere popolo e come  si costruisce il futuro di un popolo se non dalla scuola, dalla trasmissione della propria coscienza di generazione in generazione e dal confronto continuo tra questa e il mondo in continuo divenire. E invece  Caterina, sia io che te siamo usciti da un glorioso liceo classico, intitolato guarda caso ad un sospetto falsario che ha passato la vita a diffondere patacche sull’italianità della Sardegna medievale, senza sapere dell’esistenza dei giganti di Monti Prama. In compenso però abbiamo smesso di studiare le lingue straniere a 15 anni, in un territorio a vocazione turistica, per far posto ad un’ overdose di Dante Alighieri, quello che paragonava i sardi alle scimmie. Quest’anno cadono i 40 anni dalla prematura morte di Antonio Simon Mossa, probabilmente una delle più grandi e innovative figure del socialismo europeo, per chi lo conosce. Non ti chiedo se sarà celebrato dal Pd sardo ma nelle nostre scuole quanti saranno i docenti che avranno la decenza di ricordarlo e gli studenti che avranno la fortuna di conoscerlo? E la lingua sarda? Vogliamo studiarla in un compartimento stagno, come il fossile di una specie estinta, o vogliamo che riviva nella totalità delle discipline, che si confronti con i concetti tecnici, artistici e riprenda così a vivere nella contemporaneità? Faccio questa domanda perché un insegnamento bilingue prevede insegnanti bilingue non necessariamente sardi ma a maggior ragione non necessariamente italiani. E proprio a questo proposito ti invito a tornare indietro agli anni in cui, in prima elementare, ai bimbi sardi veniva amputata la lingua madre con l’obbligo di parlare esclusivamente l’Italiano con gravi handicap per l’efficacia dell’insegnamento. Certo il ritardo della Sardegna in fatto di bilinguismo non può essere attribuito solo al Ministero dell’istruzione, visti i risultati ottenuti in questo senso da altre minoranze linguistiche presenti nello Stato italiano, ma anche questo va detto quando si fa un resoconto di ciò che è stata la scuola in Sardegna.

Un ultimo accenno infine sull’atteggiamento di religioso rispetto che molti politici sardi hanno verso la Corte costituzionale e verso la Costituzione. Un fenomeno che negli ultimi anni ha visto coinvolte figure di quella sinistra che cerca di contaminarsi di sardismo come Soru e Muledda. Riporto stralci di un’ analisi del 1973 che fa molto riflettere sul rapporto che è sempre esistito tra statuto autonomistico e Corte costituzionale anche se la vicenda che stiamo trattando non nasce dalla R.A.S. Un grande studioso sardo parla di “continua e studiata degradazione dell’autonomia sarda” che “presa di mira dall’occhiuto e rigoroso controllo della Corte costituzionale, che la sottopone a una serie di vincoli e di decisioni sostitutive nelle potestà legislative, “viene di fatto “umiliata da un costante atteggiamento e da una serie continuata di atti del governo centrale che denunziano un costume di ripulsa sistematica dell’iniziativa del legislatore regionale, palese attraverso tutto un susseguirsi di osservazioni cavillose, bizantine e di rinvii formalistici di ottusi burocrati, di tradizione “napoleonica“. Queste parole non sono da attribuire a qualche sardista radicale in odore di secessione ma ad un tranquillo e pacato democristiano come Giovanni Lilliu*.

Ti saluto con stima.

Andrea Nonne

* “La Nuova Sardegna” venerdi 26 gennaio 1973


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