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La Zuncheddu non deve niente. Tutti i numeri della grossolana patacca messa su da Muledda per infangare la consigliera dimmissionaria.

sabato, 12 febbraio 2011

muledda.jpgGesuino Muledda, Segretario dei Rossomori, replicando alle dimissioni di Claudia  Zuncheddu, sposta il baricentro della polemica sul piano delle contribuzioni al Partito. A quanto riferisce la stampa, Muledda parla di circa 60.000 euro dovuti ma questa cifra non trova riscontro da nessuna parte, per quanto mi sia sforzato di trovare una logica nel dettaglio mandato dal tesoriere Luigi Concas alla Zuncheddu.

Voglio fare una premessa: i consiglieri regionali guadagnano troppo e Claudia Zuncheddu non fa eccezione. Lei però ha subito affrontato il problema, preparando una proposta di legge che finora nessuno degli altri consiglieri ha firmato, e che dimezzerebbe gli stipendi dei politici restituendo ogni anni circa 7 milioni di  Euro ai cittadini tramite il risparmio di danari pubblici quanto mai utili in questi tempi di dura crisi. Ora, per dovere di cronaca, è giusto che si sappia che Gesuino Muledda, nei suoi trascorsi in Regione nelle file del Pci si è ben guardato dal compiere un simile gesto di autolesionismo finanziario.

Ma veniamo alla richiesta in oggetto e alle tante incongruenze in essa contenute. Anche questa volta esporrò i fatti per punti al fine di agevolare eventuali repliche finora non pervenute relativamente al mio precedente articolo sul tema. Ragioniamo insieme tenendo a mente che lo Statuto Rossomori fissa la misura dei versamenti dovuti dai consiglieri regionali nella misura del 20% della somma di indennità e compensi da essi percepiti:

- durante il Consiglio Nazionale Rossomori svoltosi a Tramatza una settimana fa, il tesoriere Luigi Concas ha fatto presente che il versamento mensile dovuto dalla consigliera Zuncheddu è di 1.800 euro. Nel fax inviato ieri, lo stesso Concas, fa incredibilmente lievitare questa somma oltre i 3.900 euro. Due sono i casi:

1) è giusta la seconda e quindi Concas è un pessimo e inaffidabile tesoriere (nominato in totale solitudine dal Segretario Muledda);

2) è giusta la prima e quindi Concas è un bravo tesoriere ma si è supinamente piegato a questa magra figura per compiacere Muledda che, di fronte alle dimissioni di Claudia Zuncheddu, sta provando ad infangarne il nome e a spennarla come avviene in certi divorzi da gossip;

- la cifra di 3.900 euro presuppone un reddito mensile di 19.500 euro; ma la falsità di questo dato può essere verificata dalle tante inchieste sull’argomento nonché dal sito del Consiglio Regionale dal quale risulta che un consigliere regionale residente in Cagliari percepisce 8.000 euro al mese (maggiorati nel caso della Zuncheddu da un’ indennità di carica che porta la cifra poco sopra i 9.000 euro) tra indennità e compensi (le sole voci citate dallo Statuto Rossomori e di fatto le uniche rientranti nella busta paga);

- si include in questa somma il rimborso forfettario delle spese sostenute per spese di segreteria e rappresentanza per mantenere il rapporto tra eletto ed elettori (3.352 euro mensili) ma queste non sono né indennità né compensi bensì rimborsi spese finalizzati a scopi specifici;

- si include in questa somma il contributo per spese di documentazione, aggiornamento, stampa e strumentazioni tecnologiche (780 euro mensili); ma anche qui si continuano a confondere fischi per fiaschi visto che di nuovo si parla di rimborsi finalizzati non certo alle casse di un partito. Di più: nella richiesta questa somma lievita magicamente da 780 a 2.274 euro. Come è possibile tanta alchimia? Il sito del Consiglio Regionale recita “Al Consigliere Regionale compete un rimborso forfetario annuo, erogato in tre quote, di 9.362,91 euro per spese di documentazione, aggiornamento, stampa e strumentazioni tecnologiche” quindi se la matematica non è un’ opinione 9.362,91/12=780,23. Anche qui ci sono almeno 4 opzioni:

1) Muledda e Concas facendosi supporto l’uno con l’altro non riescono a leggere;

2) Muledda e Concas facendosi supporto l’uno con l’altro riescono a leggere ma non a capire ciò che leggono;

3) Muledda e Concas sommando le rispettive capacità intellettive non riescono a fare una divisione neanche con l’ausilio di calcolatori elettronici;

4) Muledda e Concas sanno leggere, capire e fare le divisioni ma in mala fede cercano interpretazioni fuorvianti per infangare la rivale politica;

- si include nella somma la quota riservata al Gruppo Consiliare “Sel-Comunisti- La Sinistra Sarda - Rossomori” ma si trascura il fatto che queste somme possono essere utilizzate solo per lo svolgimento di attività politiche dietro presentazione di fattura o specifica richiesta  di contributo e che il versamento al Partito auspicato dai nostri due amici è considerato attività illegale dalle leggi vigenti, come dimostrano le diverse inchieste giudiziarie aperte su questo tema;

- si considera come riferimento normativo interno lo Statuto Rossomori (Art. 32) approvato all’atto della costituzione del partito avvenuta nel marzo 2010. Tuttavia, in maniera a dir poco inspiegabile, i due retrodatano la validità della norma a marzo 2009. Ma allora non esisteva né l’articolo, né lo Statuto in quanto non esisteva il Movimento. Tecnicamente, Rossomori era una lista civica regolata da una associazione privata che nulla stabilisce a riguardo nel proprio Statuto. Loro stanno basando la rivendicazione in oggetto su questa norma e loro devono prendere atto che la stessa è in vigore da 11 mesi e non da 23 visto che il regolamento statutario non è retroattivo. Questo è un punto cruciale dal momento che Muledda sostiene di voler addirittura fare ricorso ad azioni legali;

- anche applicando i loro numeri fantasiosi  3.906×23 mesi il risultato (comunque totalmente falso) è di 89.838 mentre loro lo portano in maniera matematicamente incomprensibile a 97.650, un po’ come fanno certi mercanti che annacquano il vino per aumentare il proprio profitto;

- Muledda e Concas sostengono che i versamenti della Zuncheddu ammontano ad oggi a euro 37.471 euro. Ora tenendo conto dell’interpretazione che sto dando io alla faccenda, che oltre ad essere letterale rispetto alle norme era pacifica all’interno del Movimento fino al momento delle dimissioni della Consigliera, la somma dei versamenti dovuti da Claudia Zuncheddu ammonterebbe a 1.800 (euro) x 11 (mesi)= 19.800 euro e quindi sono stati versati volontariamente 17.671 euro in più del dovuto. Ma voglio andare oltre, voglio prendere per buona la loro revisione dell’ultima ora. Ai 19.531 togliamo solo i 3.000 euro del gruppo consiliare (che sarebbe reato girare a Rossomori) e correggiamo il grossolano errore sul calcolo delle spese di documentazione, aggiornamento ecc ecc (come visto sopra 2.274-780=1494). Vediamo allora un pò cosa ci dice questa odiosa scienza chiamata matematica: 19.531-3.000-1.494=15.040, il cui 20% è 3.008 che moltiplicato per gli 11 mesi da cui è in vigore lo Statuto Rossomori fa 3.008×11=33.088: Anche in questo caso i Rossomori superstiti possono beneficiare di un tesoretto di oltre 4.000 euro che bene farebbero ad impiegare per finanziare a Segretario e Tesoriere la partecipazione alla XXV edizione del corso “Le 4 operazioni elementari e l’economia domestica”. O magari un corso di onestà umana e intellettuale.

C’è un’ultima richiesta, stavolta di natura non economica dove la Segreteria Rossomori sconfina nel ridicolo: Claudia Zuncheddu si dovrebbe dimettere dal consiglio in quanto eletta dai Rossomori. Dimenticano che esattamente 2 anni fa Claudia Zuncheddu, consigliera comunale di Cagliari eletta col Psd’Az, abbandonò il partito per passare ai Rossomori e come lei fecero tanti altri amministratori eletti con sigle diverse. Stranamente allora nessuno ebbe nulla da ridire. Eppure il loro slogan recita “La memoria non s’inganna“.

Ora io non credo che Muledda sia a tal punto incapace di fare di conto, cosa che tra l’altro aprirebbe inquietanti interrogativi sui numeri con cui infarcisce le sue analisi politico-economiche. Mi sembra verosimile pensare invece che questa sia una volgare e velenosa patacca creata ad arte per infangare l’immagine di chi sta abbandonando il suo Partito muovendo precise critiche di coerenza politica e trasparenza gestionale. E’opportuno comunque non escludere a priori la prima ipotesi vista la dimensione delle scemenze in campo.

Bene farebbe Muledda a spiegare ai militanti come sono stati spesi i circa 130.000 euro introitati da Rossomori lasciando affrontare alle Federazioni le provinciali del 2010 con la misera somma di 500 euro. Ma forse ciò che non digerisce è proprio il fatto che la consigliera indipendentista abbia presentato una proposta di legge tesa a ridurre i costi della politica a favore dei cittadini e non ad alimentare simili gestioni partitiche.

Andrea Nonne

Le dimissioni di Claudia Zuncheddu viste da vicino.

giovedì, 10 febbraio 2011

zuncheddu_claudia-150x150.jpgOra la meneranno per un mese con la storia del “poco, locos e malunydos”, come se quel conquistatore spagnolo fosse Nostradamus e come se divisioni e scissioni riguardassero solo i sardi. Pazienza, passerà.

Claudia  Zuncheddu lascia i Rossomori; non sarà certo la sola a farlo e, come in tutte le storie di vasi che traboccano, ci sono le gocce che riempiono e quella che fa traboccare. Cominciamo da quest’ultima. Sabato a Tramatza, durante un Consiglio Nazionale Rossomori, Claudia Zuncheddu è stata vittima di un vile, scorretto e volgare attacco di massa. La colpa? Aver intrapreso una decisa battaglia per la trasparenza interna anche relativamente alla gestione dei flussi finanziari. Una consistente fetta dei militanti desiderava che il movimento funzionasse un po’ come un moderno ristorante con cucina a vista dove, non solo i militanti, ma anche i cittadini possono verificare gli ingredienti e le modalità con cui si preparano le ricette da proporre alla società sarda. Da notare che questa richiesta ha acquisito forza anche a seguito del centralismo finanziario imposto dalla Segreteria: da tesoriere della Federazione di Aristanis posso dire che i contributi erogati alla nostra Federazione si limitano a 1.000 euro. Rapportateli ai circa 130.000 che Rossomori ha introitato in  due anni e capirete la dimensione del problema risorse, che non è l’unico.

Perché se il vaso trabocca vuol dire che è stato riempito sino all’orlo e le altre gocce sono di natura prettamente politica. Rossomori nasce con la scissione dal Psd’Az nel momento dell’alleanza con Cappellacci per le elezioni del 2009. In quei  giorni a me e ad altri fu prospettata la possibilità di creare un partito indipendentista e progressista, la possibilità di salvare il sardismo. Ad oggi non solo si può dire che questo obbiettivo è stato disatteso, ma le accuse di sputtanamento del sardismo fatte dal Segretario dei Rossomori ai danni del Psd’Az appaiono quantomeno ridicole. Non mi riferisco all’esperienza consiliare, dove il Psd’Az paga l’imperdonabile appoggio alla disastrosa Giunta Cappellacci (cui tra l’altro partecipa) e dove per due anni i Rossomori hanno beneficiato dall’azione virtuosa e instancabile della Zuncheddu, ma all’elaborazione politica. Rossomori è oggi una succursale del Pd con venature folkloristiche vintage e una base composta in larga parte da non-indipendentisti imbarcati in fretta e furia con promesse evidentemente diverse da quella fatte al sottoscritto e a tanti altri.

Di seguito un breve resoconto di fatti e situazioni da me vissuti in prima persona:

- i fuoriusciti dal Psd’Az di Aristanis, vengono tagliati fuori dalle elezioni del 2009. Si preferisce affidare la preparazione della lista a figure del Pd Oristanese che, per tutta risposta, non presentano nessuna lista;

- un gruppo di 3-4 persone prende la guida degli scissionisti per l’emergenza elettorale del 2009. Si capisc da subito che non era un atto di beneficenza. Quelle stesse persone, terminate le elezioni, si piazzano alla guida del movimento, vi rimangono sino al marzo del 2010 allorquando si legittimano tramite l’elezione per acclamazione del Segretario Gesuino Muledda in una costituente bufala che di fatto, per tempi di preavviso e metodi di gestione, non ha consentito la preparazione di un’alternativa politica. Si sottolinea subito che la carica è provvisoria e che nell’ autunno 2010 si andrà a congresso. Ad oggi Muledda è ancora il Segretario del movimento e nulla si sa sulla data del Congresso;

- nella primavera 2009, alla vigilia delle elezioni europee, Rossomori, unico tra tutte le forze indipendentiste, non chiama i sardi all’astensione come forma di protesta civile contro l’esclusione strutturale dei rappresentanti sardi nel parlamento europeo:  Claudia Zuncheddu, in nome della salvaguardia dell’unità del movimento, si impegna con grande sforzo in una complessa posizione conciliatoria;

- appena eletto per acclamazione il Segretario Muledda chiama tutte le forze del centro sinistra e indipendentiste ad una mobilitazione in difesa della costituzione italiana dimenticando sin da subito di guidare un movimento indipendentista che, per sua natura, ha obbiettivi contrastanti con i principi fondamentali della Carta in oggetto. Notare come anche in questa occasione, con grande sacrificio e spirito unitario, Claudia Zuncheddu cerchi una soluzione di conciliazione rispetto alla gaffe della dirigenza;

- nella primavera 2010 la Federazione di Cagliari appoggia in maniera servile e incondizionata la candidatura di Graziano Milia, non curante della fresca condanna per abuso d’ufficio riportata in appello da quest’ultimo, non curante del forte disagio avvertito da gran parte del movimento e sfociato con tre dimissioni dal Consiglio Nazionale, estromettendo di fatto dall’azione politica del movimento la questione morale e candidandosi a navigare nei peggiori vizi della mala politica italiana;

- la linea politica della segreteria si allontana sempre di più da un indipendentismo moderno, arrampicandosi nell’ipotetica figura della regione associata all’Europa, con conseguente abbandono del concetto di Nazione Sarda e il recupero di un internazionalismo di antica memoria;

- nel dicembre 2010, per le primarie di Cagliari, nonostante la base si fosse espressa sul nome della Zuncheddu, nonostante la stessa avesse offerto la sua disponibilità e nonostante la proposta raccogliesse un crescente consenso trasversale all’esterno del movimento, la Segreteria ostacola in tutti i modi questa possibilità, rifiutandosi di fatto di formulare la richiesta alla Zuncheddu e proponendo addirittura la candidatura di Giuseppe Andreozzi al quale va comunque il mio personale riconoscimento per l’impegno e la dignità che hanno caratterizzato la sua campagna elettorale. Nulla può invece liberare la Segreteria dalla gravissima responsabilità di non aver fatto tutto quanto in suo potere per dare alla città di Cagliari un sindaco indipendentista, responsabilità aggravata dalla sconfitta di Cabras che da’, nelle sue dimensioni, l’idea dell’opportunità persa.

Queste e altre ragioni alla base di quello che succederà nei prossimi giorni. A Claudia va la conferma della mia fiducia oltre al difficile compito di lavorare insieme a tutti gli indipendentisti per far si che questa scissione sia l’ultima. L’ideale indipendentista è arrivato ai giorni nostri grazie al sudore e in alcuni casi al sangue versato da chi ci ha preceduto. Sta a noi dare alla Nazione Sarda il suo posto nel Mediterraneo, nell’Europa, nel Mondo. Pensiamoci bene, la storia non ci aspetta.

Andrea Nonne

Proposta shock in Consiglio Regionale. Claudia Zuncheddu propone un taglio radicale agli stipendi dei politici sardi.

lunedì, 29 novembre 2010

zuncheddu_claudia-150x150.jpgLa proposta è senz’altro scioccante, se non altro perché avanzata da un consigliere regionale, ma io non sono affatto sorpreso. Quasi due anni fa, alla vigilia delle elezioni regionali del febbraio 2009, misi in rete il sito lavoltabuona.it realizzato dal webmaster Alessandro Scintu. Il sito conteneva la bozza di una proposta di legge per ridurre i compensi  dei Consiglieri Regionali di circa il 50% portandoli così vicini ai 5000 euro mensili, cifra che corrisponde ad un livello più accettabile o se non altro maggiormente in linea con le medie europee.  Inviai la proposta con invito di adesione a tutti i candidati, direttamente o per il tramite del partito di appartenenza. Come potete ben immaginare, i candidati che aderirono non furono tanti, 25 per la precisione, ma una di loro, Claudia Zuncheddu dei Rosso Mori, venne eletta.

Oggi Claudia Zuncheddu onora il suo impegno con una proposta di legge che, in caso di approvazione, raggiungerebbe il risultato auspicato dall’iniziativa di lavoltabuona.it sul piano economico-quantitativo: una riduzione sostanziale dei compensi dei politici sardi.

Mentre il potere politico sardo risponde con un omertoso silenzio, in attesa probabilmente di rispolverare le sempre verdi accuse di populismo&demagogia, a me piace ragionare sul perché una riforma di questo tipo sia non solo desiderabile ma persino necessaria. Al di la delle sacrosante considerazioni di natura etica, il cui peso aumenta in misura esponenziale in anni di crisi come quelli che stiamo vivendo, la retribuzione faraonica dei nostri politici è una delle principali cause di gravi malanni della nostra economia come l’evasione fiscale, incentivata  dalla disaffezione e dalla sfiducia nei confronti della politica, o i deficit strutturali delle pubbliche amministrazioni, viziate a cascata da questa forma di vampirismo a danno delle finanze pubbliche. Ma soprattutto, mentre la giunta regionale si appresta a varare una finanziaria con massa manovrabile ridotta ai minimi termini, questa sarebbe una riforma che potrebbe  impattare in misura significativa sulla vita dei cittadini. Stiamo parlando di un risparmio annuale di circa 6,5 mln di euro all’anno, soldi che si potrebbero destinare a cose più urgenti e importanti che ingrassare i nostri aministratori, ad esempio:

- sfamare 1.000 persone;

 

- costruire 100 appartamenti;

 

- assumere 300 insegnanti;

 

- assumere 100 medici;

 

- aprire una clinica medica;

 

- aprire una sede universitaria decentrata;

 

- fare un super spot di promozione turistica della Sardegna e trasmetterlo decine di  volte nelle principali Tv Europee;

 

- migliorare servizi, trasporti, strade;

 

- investire in cultura, spettacolo, arte;

 

- contrarre un mutuo ventennale da 90 mln di euro per investire in sviluppo e infrastrutture;

 

- e tanto, tanto altro ancora.

Non ci accusino quindi i nostri politici  di demagogia o populismo se chiediamo loro di adeguare la loro retribuzione a standard più decenti, visto che guadagnano quasi il doppio di Sarkozy e Zapatero e quasi il triplo di un deputato catalano. La battaglia di lavoltabuona.it e di Claudia Zuncheddu in questo momento è la battaglia di tutti i cittadini sardi, che hanno il diritto di avere dei rappresentanti sobri e dediti alla cosa pubblica. Per questo Vi consiglio di far girare questa pagina il più possibile. Grazie.

Andrea Nonne

Chiedere scusa ai pastori

venerdì, 5 novembre 2010

giuseppe-sciuti-ingresso-trionfale-di-giommaria-angioy-a-sassari-1879.jpgL’ Mps guidato da Felice Floris ha raggiunto un accordo con la giunta regionale. Che questo accordo sia buono o no, non sta a me dirlo; l’organizzazione di Floris ha raggiunto l’obbiettivo che si era prefissato.

Di fronte a ciò, emergono in maniera prepotente due dati di fatto. Il primo è che l’organizzazione di Floris non aveva carattere eversivo e violento come qualcuno ha detto. Infatti, nonostante da giorni un folto sciame di cugurre fosse impegnato a pronosticare rivolte sanguinose finalizzate a rovesciare le istituzioni in uno scenario da apocalisse, non è successo niente; l’accordo si è fatto senza bisogno di manifestazioni e i giornali hanno immortalato la stretta di mano tra Floris e il babbeo. In fin dei conti l’unica violenza registrata è stata quella subita dai pastori per “mano” delle forze dell’ordine e il bollettino di quell’azione punitiva è tristemente noto. Il secondo dato di fatto, che di nuovo contraddice clamorosamente le cugurre, è che il Mps non agiva per secondi fini politici ma solo per i propri scopi associativi: ottenere degli interventi di sostegno al settore ovino. Raggiunto lo scopo cessata la protesta.

L’Mps è stato calunniato in maniera così squallida per tanti motivi: giustificare le disastrose politiche di giunta e maggioranza, ribaltare le responsabilità a seguito del pestaggio contro i pastori, isolare Claudia Zuncheddu, rea di essere stata l’unica persona in consiglio ad avere la fiducia dei pastori, e tanto altro ancora.

Sarò ripetitivo ma il 28 di Aprile quando si celebrerà Sa Die de Sa Sardigna guarderò cosa faranno, diranno o scriveranno quei signori. Perchè oggi, come allora, i dominatori stranieri rubano i nostri soldi, la classe politica sarda resta immobile e il popolo, affamato, scende a protestare a Cagliari. Qualcuno ha mostrato da che parte usa schierarsi in queste situazioni. Ricordiamocelo il 28 di Aprile.

Andrea Nonne


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