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Ugo non vuole la zona franca. Vuole farla franca.

lunedì, 23 settembre 2013

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Pochi giorni fa Cappellacci è tornato trionfante da un incontro con il Vice Presidente della Commissione Europea Antonio Tajani, il quale ha semplicemente detto che se l’Italia proponesse la zona franca extradoganale integrale per la Sardegna la Commissione non avrebbe nulla da opporre. Il che non dovrebbe sorprendere visto che la competenza di una tale deliberazione è dello stato italiano e non dell’Ue. E’un po come se Tizio chiedesse a Caio il permesso di andare a letto con la moglie di Sempronio e Caio rispondesse a Tizio che se va bene a Sempronio per lui non ci sono problemi.

Il fatto che Cappellacci, ben supportato dai soliti noti, venda tutto ciò come un successo politico va ricercato nella sua scelta di cavalcare a scopi elettorali il tema della ZFI. Per capire appieno questo bisogna tornare indietro alla primavera quando Cappellacci scrisse all’Ue ricevendo dopo breve tempo un umiliante replica. In data 12 marzo infatti la Commissione Europea rispose al nostro Presidente che:

  • la commissione non ha facoltà di modificare i confini doganali di una regione;
  • Cappellacci confonde le zf ai sensi del codice doganale comunitario con i territori extra doganali;
  • le zf possono essere designate dagli stati membri come ben sa chi legge questo blog.

Quest’ultimo punto è quello su cui maggiormente si è dibattuto all’indomani della risposta della commissione. Cappellacci ha prontamente replicato che le sue comunicazioni erano inviate anche allo stato italiano, ma è lo stesso contenuto della missiva a sancire che lo stato italiano sia citato solo in copia conoscenza. Infatti il Presidente ha utilizzato le interpretazioni di Scifo e Randaccio sul principio di sussidiarietà e sul diritto costituzionale della Sardegna all’extradoganalità. La risposta della Commissione Ue sancisce definitivamente che queste interpretazioni erano totalmente errate e infondate, cosa che peraltro io e altri abbiamo ripetuto per mesi attirandoci ogni tipo di insulto da parte dei sostenitori della ZFI.

Ma Cappellacci continua a battere questa pista sperando di tenere in piedi la speranza fino alle elezioni. Conoscendo perfettamente gli orientamenti di politica fiscale dello stato e il peso politico della Sardegna, che è un decimo di quello di regioni economicamente non meno sofferenti come Sicilia e Campania,  sa bene che è più facile dimostrare la verginità di Rocco Siffredi piuttosto che ottenere l’extradoganalità dall’Italia. Per questo Cappellacci continua a rivolgere le sue richieste all’Europa e non all’Italia, per tenere vivo il sogno. E per distogliere l’attenzione dal fatto che, al pari dei suoi predecessori, arriva a fine legislatura con i punti franchi previsti dal Dl 75/98 non ancora attivati.

Andrea Nonne

Leggi la nostra proposta per la zona franca logistica


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