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Esclusivo: Oristano è governata dagli alieni. Parola di David Icke.

mercoledì, 10 agosto 2011

di Andrea Nonne

 

David Icke è uno scrittore britannico famoso per una tesi complottista/fantascientifica secondo la quale il mondo è governato da una razza aliena nota come razza dei rettiliani. In questi giorni Icke ha clamorosamente rivelato che gli alieni da decenni progettano l’invasione della terra tramite Oristano attraverso la cooptazione e il controllo delle classi  politiche. In questi giorni soggiorna nel Sinis e siamo riusciti ad intervistarlo.

Mr Icke, che ci dice degli alieni?

Dico che governano il mondo ma non nel modo in cui ho sempre pensato. I rettiliani non sono tra noi ma comandano i nostri governanti. L’epicentro di questo rapporto non è però Washington o Londra, come ho sempre sostenuto, ma Oristano e i governanti in contatto con gli alieni non sono Obama o Blair ma i vostri politici tipo Onida, De Seenen, Pes, Barberio, Nonnis ecc ecc.

Oristano? Non le sembra assurdo?

Assurdo è cercare spiegazioni razionali al modo caprino in cui siete governati, come fa lei in questo blog. Ad esempio guardi la news di questi giorni: il vostro sindaco Angela Nonnis è diventato assessore regionale ai lavori pubblici, proprio lei che ha guidato la città con le strade più disastrate di tutto l’occidente.

Continui.

Vede il fatto è che quelle voragini nell’asfalto, che sfasciano le vostre auto e che voi attribuite alla cattiva amministrazione, sono in realtà avvallamenti specificamente realizzati per accogliere le pedane degli Ufo facilitandone l’atterraggio. Ora gli alieni hanno mandato la Nonnis ai lavori pubblici per fare gli avvallamenti in tutte le strade della Sardegna, mica è li per occuparsi della Sassari/Olbia.

Ma quindi lei sta dicendo che è d’accordo anche Cappellacci?

Certo, il virus è partito da Oristano ma si sta diffondendo in tutta la Sardegna. Sa che ormai nelle stazioni intergalattiche il vostro governatore è soprannominato UFO Cappellacci. E poi per cosa pensa abbia rotto con Berlusconi?

Beh vertenza entrate, flotta sarda.

Flotta certo, ma flotta aliena. LORO (questo è il nome degli alieni ndr) odiano Berlusconi perchè le emissioni delle sue Tv disturbano gli atterraggi delle navicelle spaziali.

Torniamo a Oristano. Ci sono altri indizi?

Assolutamente si, anche i sensi unici di Sa Rodia sono voluti dagli alieni; pare che questi ultimi si rilassino nel vedere le lucettine delle vostre automobili mentre girate in tondo come dei pirla e Angela ha voluto quei piccoli labirinti per conciliare il sonno dei suoi amici spaziali. Per lo stesso motivo in questi anni avete assistito al boicottaggio di Torregrande portato avanti tramite l’erba ad altezza d’uomo a bordo spiaggia, i parcheggi a pagamento e gli schieramenti di forze dell’ordine stile Baghdad-Kabul.

Torregrande? Che fastidio da agli alieni?

Il tragitto che collega la città alla borgata marina è composto da un lungo rettilineo e, come abbiamo visto, gli alieni amano vedere le macchine in perenne moto rotatorio, non sia mai che poi comincino a soffrire di insonnia e ci annientino come topi. Per lo stesso motivo a Oristano ci sono più rotonde che macchine. Ma la ciliegina sulla torta per LORO è il completamento della rotonda di Piazza Mannu.

Eh no Icke lei vede alieni dappertutto, la rotonda di Piazza Mannu è un omaggio agli Arborea e alla loro gloriosa storia.

Si certo, allora mi spieghi come mai gli hanno tributato un omaggio a due passi dal punto in cui la loro Reggia è stata oltraggiosamente trasformata in un carcere. E poi questa giunta ha ridicolizzato la figura di Eleonora paragonandola alle donne del Risorgimento italiano. Si rende conto: lei che ha combattuto tutta la vita per la libertà e la sovranità della Sardegna inserita nel contesto in cui la stessa Sardegna ha perso la sovranità. Lei stesso ha denunciato tali vicende in questo blog se non sbaglio.

Beh si in effetti; ma allora cosa rappresenta la decorazione?

Semplicissimo. Un Alieno, un esemplare di LORO.

img_0056.JPG Scusi Icke, di nuovo non la seguo.

Ha mai provato a rovesciare la figura? Quelle che vi sembrano radici sono le antenne che tutti gli alieni hanno in testa. Attaccati al busto troviamo sei arti verdi: quattro braccia e due gambe. Infine in basso, sempre in green style, troviamo un pene circondato da sei testicoli.

Bah.

In più come si può notare lo stemma non è fatto in 3d, per essere visto da passanti e automobilisti ma è indiscutibilmente progettato per una vista dall’alto.

Questo è vero.

Certo che è vero, pensi a come godono gli extra-terrestri: una loro icona celebrativa circondata da un perenne moto circolare di fari d’auto. Oristano è davvero una città a misura di alieno. Che poi per voi arborensi questa è una passione: gli altri territori cercano di attirare turisti, investimenti, voi cercate di attrarre gli alieni. Pensi a Cuglieri, che vari decenni fa, con questo film ha suggerito a LORO uno sbarco paesaggistico a S’Archittu, proprio sopra l’arco.

Icke ma lei punta il dito sempre su esponenti del centro-destra. Sarà mica comunista?

No no, è solo che ultimamente hanno governato di più ma non si preoccupi, gli alieni lavorano da tempo anche nelle file delle opposizioni. Ha visto quanti Sanna (Gianvalerio, Alberto, Efisio, Gianni, Emanuele ndr) eletti nelle file del Pd Oristanese negli ultimi anni? E’ evidente, gli extraterrestri hanno trovato un gene compatibile su cui lavorare per preservare i loro progetti in caso di vento rosso.

E gli indipendentisti?

No, non penso che gli alieni siano interessati a gente che aspira ad autogovernarsi, anzi sa che le dico: quando Oristano sarà invasa saranno i primi ad essere spazzati via. Però anche in quest’area politica c’è uno che si chiama Sanna (Frantziscu ndr), chissà magari anche lui ha il gene UFO-compatibile.

Sarò sincero, tutto ciò che dice mi sembra poco per supportare una tesi simile. 

Ma infatti c’è dell’altro. Fenosu ad esempio, è stato progettato in maniera da naufragare subito per non disturbare il traffico UFO prossimo venturo; e poi vi siete mai chiesti come mai siete gli unici sfigati a non avere un minimo di turismo estivo nonostante le vostre coste siano tra le più belle?

Dica. 

Semplice, LORO hanno scelto di sbarcare tra voi Oristanesi e quindi non vogliono altre etnie non sperimentate tra i piedi. Ora però UFO Cappellacci ha fiutato l’opportunità: sostituire Berlusconi con i signori del cosmo. La trattativa è in corso già da mesi, per questo gli alieni hanno cominciato a deviare i flussi turistici lasciando a secco le vostre coste, devono studiare le varie comunità senza contaminazioni turistiche. Con la nomina della Nonnis poi, Cappallecci ha messo a segno un colpo da maestro. Il Vostro sindaco è il maggior rappresentante degli alieni in Sardegna e con questa mossa Cappellacci potrebbe convincerli ad atterrare su Cagliari. Pensi, dopo l’aeroporto, la zona franca e le infrastrutture Cagliari vi soffierebbe da sotto il naso pure gli extra-terrestri.

Beh, meglio no?

Insomma, mica tanto. Se non arrivano LORO chi vi libererà dai politici oristanesi?

 

Grandeovest.com ringrazia David Icke per aver prestato inconsapevolemente il suo nome a questo gioco, sperando che ciò possa essere utile a digerire più facilmente le vicende della politica Oristanese alla vigilia di Ferragosto.

La Zuncheddu non deve niente. Tutti i numeri della grossolana patacca messa su da Muledda per infangare la consigliera dimmissionaria.

sabato, 12 febbraio 2011

muledda.jpgGesuino Muledda, Segretario dei Rossomori, replicando alle dimissioni di Claudia  Zuncheddu, sposta il baricentro della polemica sul piano delle contribuzioni al Partito. A quanto riferisce la stampa, Muledda parla di circa 60.000 euro dovuti ma questa cifra non trova riscontro da nessuna parte, per quanto mi sia sforzato di trovare una logica nel dettaglio mandato dal tesoriere Luigi Concas alla Zuncheddu.

Voglio fare una premessa: i consiglieri regionali guadagnano troppo e Claudia Zuncheddu non fa eccezione. Lei però ha subito affrontato il problema, preparando una proposta di legge che finora nessuno degli altri consiglieri ha firmato, e che dimezzerebbe gli stipendi dei politici restituendo ogni anni circa 7 milioni di  Euro ai cittadini tramite il risparmio di danari pubblici quanto mai utili in questi tempi di dura crisi. Ora, per dovere di cronaca, è giusto che si sappia che Gesuino Muledda, nei suoi trascorsi in Regione nelle file del Pci si è ben guardato dal compiere un simile gesto di autolesionismo finanziario.

Ma veniamo alla richiesta in oggetto e alle tante incongruenze in essa contenute. Anche questa volta esporrò i fatti per punti al fine di agevolare eventuali repliche finora non pervenute relativamente al mio precedente articolo sul tema. Ragioniamo insieme tenendo a mente che lo Statuto Rossomori fissa la misura dei versamenti dovuti dai consiglieri regionali nella misura del 20% della somma di indennità e compensi da essi percepiti:

- durante il Consiglio Nazionale Rossomori svoltosi a Tramatza una settimana fa, il tesoriere Luigi Concas ha fatto presente che il versamento mensile dovuto dalla consigliera Zuncheddu è di 1.800 euro. Nel fax inviato ieri, lo stesso Concas, fa incredibilmente lievitare questa somma oltre i 3.900 euro. Due sono i casi:

1) è giusta la seconda e quindi Concas è un pessimo e inaffidabile tesoriere (nominato in totale solitudine dal Segretario Muledda);

2) è giusta la prima e quindi Concas è un bravo tesoriere ma si è supinamente piegato a questa magra figura per compiacere Muledda che, di fronte alle dimissioni di Claudia Zuncheddu, sta provando ad infangarne il nome e a spennarla come avviene in certi divorzi da gossip;

- la cifra di 3.900 euro presuppone un reddito mensile di 19.500 euro; ma la falsità di questo dato può essere verificata dalle tante inchieste sull’argomento nonché dal sito del Consiglio Regionale dal quale risulta che un consigliere regionale residente in Cagliari percepisce 8.000 euro al mese (maggiorati nel caso della Zuncheddu da un’ indennità di carica che porta la cifra poco sopra i 9.000 euro) tra indennità e compensi (le sole voci citate dallo Statuto Rossomori e di fatto le uniche rientranti nella busta paga);

- si include in questa somma il rimborso forfettario delle spese sostenute per spese di segreteria e rappresentanza per mantenere il rapporto tra eletto ed elettori (3.352 euro mensili) ma queste non sono né indennità né compensi bensì rimborsi spese finalizzati a scopi specifici;

- si include in questa somma il contributo per spese di documentazione, aggiornamento, stampa e strumentazioni tecnologiche (780 euro mensili); ma anche qui si continuano a confondere fischi per fiaschi visto che di nuovo si parla di rimborsi finalizzati non certo alle casse di un partito. Di più: nella richiesta questa somma lievita magicamente da 780 a 2.274 euro. Come è possibile tanta alchimia? Il sito del Consiglio Regionale recita “Al Consigliere Regionale compete un rimborso forfetario annuo, erogato in tre quote, di 9.362,91 euro per spese di documentazione, aggiornamento, stampa e strumentazioni tecnologiche” quindi se la matematica non è un’ opinione 9.362,91/12=780,23. Anche qui ci sono almeno 4 opzioni:

1) Muledda e Concas facendosi supporto l’uno con l’altro non riescono a leggere;

2) Muledda e Concas facendosi supporto l’uno con l’altro riescono a leggere ma non a capire ciò che leggono;

3) Muledda e Concas sommando le rispettive capacità intellettive non riescono a fare una divisione neanche con l’ausilio di calcolatori elettronici;

4) Muledda e Concas sanno leggere, capire e fare le divisioni ma in mala fede cercano interpretazioni fuorvianti per infangare la rivale politica;

- si include nella somma la quota riservata al Gruppo Consiliare “Sel-Comunisti- La Sinistra Sarda - Rossomori” ma si trascura il fatto che queste somme possono essere utilizzate solo per lo svolgimento di attività politiche dietro presentazione di fattura o specifica richiesta  di contributo e che il versamento al Partito auspicato dai nostri due amici è considerato attività illegale dalle leggi vigenti, come dimostrano le diverse inchieste giudiziarie aperte su questo tema;

- si considera come riferimento normativo interno lo Statuto Rossomori (Art. 32) approvato all’atto della costituzione del partito avvenuta nel marzo 2010. Tuttavia, in maniera a dir poco inspiegabile, i due retrodatano la validità della norma a marzo 2009. Ma allora non esisteva né l’articolo, né lo Statuto in quanto non esisteva il Movimento. Tecnicamente, Rossomori era una lista civica regolata da una associazione privata che nulla stabilisce a riguardo nel proprio Statuto. Loro stanno basando la rivendicazione in oggetto su questa norma e loro devono prendere atto che la stessa è in vigore da 11 mesi e non da 23 visto che il regolamento statutario non è retroattivo. Questo è un punto cruciale dal momento che Muledda sostiene di voler addirittura fare ricorso ad azioni legali;

- anche applicando i loro numeri fantasiosi  3.906×23 mesi il risultato (comunque totalmente falso) è di 89.838 mentre loro lo portano in maniera matematicamente incomprensibile a 97.650, un po’ come fanno certi mercanti che annacquano il vino per aumentare il proprio profitto;

- Muledda e Concas sostengono che i versamenti della Zuncheddu ammontano ad oggi a euro 37.471 euro. Ora tenendo conto dell’interpretazione che sto dando io alla faccenda, che oltre ad essere letterale rispetto alle norme era pacifica all’interno del Movimento fino al momento delle dimissioni della Consigliera, la somma dei versamenti dovuti da Claudia Zuncheddu ammonterebbe a 1.800 (euro) x 11 (mesi)= 19.800 euro e quindi sono stati versati volontariamente 17.671 euro in più del dovuto. Ma voglio andare oltre, voglio prendere per buona la loro revisione dell’ultima ora. Ai 19.531 togliamo solo i 3.000 euro del gruppo consiliare (che sarebbe reato girare a Rossomori) e correggiamo il grossolano errore sul calcolo delle spese di documentazione, aggiornamento ecc ecc (come visto sopra 2.274-780=1494). Vediamo allora un pò cosa ci dice questa odiosa scienza chiamata matematica: 19.531-3.000-1.494=15.040, il cui 20% è 3.008 che moltiplicato per gli 11 mesi da cui è in vigore lo Statuto Rossomori fa 3.008×11=33.088: Anche in questo caso i Rossomori superstiti possono beneficiare di un tesoretto di oltre 4.000 euro che bene farebbero ad impiegare per finanziare a Segretario e Tesoriere la partecipazione alla XXV edizione del corso “Le 4 operazioni elementari e l’economia domestica”. O magari un corso di onestà umana e intellettuale.

C’è un’ultima richiesta, stavolta di natura non economica dove la Segreteria Rossomori sconfina nel ridicolo: Claudia Zuncheddu si dovrebbe dimettere dal consiglio in quanto eletta dai Rossomori. Dimenticano che esattamente 2 anni fa Claudia Zuncheddu, consigliera comunale di Cagliari eletta col Psd’Az, abbandonò il partito per passare ai Rossomori e come lei fecero tanti altri amministratori eletti con sigle diverse. Stranamente allora nessuno ebbe nulla da ridire. Eppure il loro slogan recita “La memoria non s’inganna“.

Ora io non credo che Muledda sia a tal punto incapace di fare di conto, cosa che tra l’altro aprirebbe inquietanti interrogativi sui numeri con cui infarcisce le sue analisi politico-economiche. Mi sembra verosimile pensare invece che questa sia una volgare e velenosa patacca creata ad arte per infangare l’immagine di chi sta abbandonando il suo Partito muovendo precise critiche di coerenza politica e trasparenza gestionale. E’opportuno comunque non escludere a priori la prima ipotesi vista la dimensione delle scemenze in campo.

Bene farebbe Muledda a spiegare ai militanti come sono stati spesi i circa 130.000 euro introitati da Rossomori lasciando affrontare alle Federazioni le provinciali del 2010 con la misera somma di 500 euro. Ma forse ciò che non digerisce è proprio il fatto che la consigliera indipendentista abbia presentato una proposta di legge tesa a ridurre i costi della politica a favore dei cittadini e non ad alimentare simili gestioni partitiche.

Andrea Nonne

Le dimissioni di Claudia Zuncheddu viste da vicino.

giovedì, 10 febbraio 2011

zuncheddu_claudia-150x150.jpgOra la meneranno per un mese con la storia del “poco, locos e malunydos”, come se quel conquistatore spagnolo fosse Nostradamus e come se divisioni e scissioni riguardassero solo i sardi. Pazienza, passerà.

Claudia  Zuncheddu lascia i Rossomori; non sarà certo la sola a farlo e, come in tutte le storie di vasi che traboccano, ci sono le gocce che riempiono e quella che fa traboccare. Cominciamo da quest’ultima. Sabato a Tramatza, durante un Consiglio Nazionale Rossomori, Claudia Zuncheddu è stata vittima di un vile, scorretto e volgare attacco di massa. La colpa? Aver intrapreso una decisa battaglia per la trasparenza interna anche relativamente alla gestione dei flussi finanziari. Una consistente fetta dei militanti desiderava che il movimento funzionasse un po’ come un moderno ristorante con cucina a vista dove, non solo i militanti, ma anche i cittadini possono verificare gli ingredienti e le modalità con cui si preparano le ricette da proporre alla società sarda. Da notare che questa richiesta ha acquisito forza anche a seguito del centralismo finanziario imposto dalla Segreteria: da tesoriere della Federazione di Aristanis posso dire che i contributi erogati alla nostra Federazione si limitano a 1.000 euro. Rapportateli ai circa 130.000 che Rossomori ha introitato in  due anni e capirete la dimensione del problema risorse, che non è l’unico.

Perché se il vaso trabocca vuol dire che è stato riempito sino all’orlo e le altre gocce sono di natura prettamente politica. Rossomori nasce con la scissione dal Psd’Az nel momento dell’alleanza con Cappellacci per le elezioni del 2009. In quei  giorni a me e ad altri fu prospettata la possibilità di creare un partito indipendentista e progressista, la possibilità di salvare il sardismo. Ad oggi non solo si può dire che questo obbiettivo è stato disatteso, ma le accuse di sputtanamento del sardismo fatte dal Segretario dei Rossomori ai danni del Psd’Az appaiono quantomeno ridicole. Non mi riferisco all’esperienza consiliare, dove il Psd’Az paga l’imperdonabile appoggio alla disastrosa Giunta Cappellacci (cui tra l’altro partecipa) e dove per due anni i Rossomori hanno beneficiato dall’azione virtuosa e instancabile della Zuncheddu, ma all’elaborazione politica. Rossomori è oggi una succursale del Pd con venature folkloristiche vintage e una base composta in larga parte da non-indipendentisti imbarcati in fretta e furia con promesse evidentemente diverse da quella fatte al sottoscritto e a tanti altri.

Di seguito un breve resoconto di fatti e situazioni da me vissuti in prima persona:

- i fuoriusciti dal Psd’Az di Aristanis, vengono tagliati fuori dalle elezioni del 2009. Si preferisce affidare la preparazione della lista a figure del Pd Oristanese che, per tutta risposta, non presentano nessuna lista;

- un gruppo di 3-4 persone prende la guida degli scissionisti per l’emergenza elettorale del 2009. Si capisc da subito che non era un atto di beneficenza. Quelle stesse persone, terminate le elezioni, si piazzano alla guida del movimento, vi rimangono sino al marzo del 2010 allorquando si legittimano tramite l’elezione per acclamazione del Segretario Gesuino Muledda in una costituente bufala che di fatto, per tempi di preavviso e metodi di gestione, non ha consentito la preparazione di un’alternativa politica. Si sottolinea subito che la carica è provvisoria e che nell’ autunno 2010 si andrà a congresso. Ad oggi Muledda è ancora il Segretario del movimento e nulla si sa sulla data del Congresso;

- nella primavera 2009, alla vigilia delle elezioni europee, Rossomori, unico tra tutte le forze indipendentiste, non chiama i sardi all’astensione come forma di protesta civile contro l’esclusione strutturale dei rappresentanti sardi nel parlamento europeo:  Claudia Zuncheddu, in nome della salvaguardia dell’unità del movimento, si impegna con grande sforzo in una complessa posizione conciliatoria;

- appena eletto per acclamazione il Segretario Muledda chiama tutte le forze del centro sinistra e indipendentiste ad una mobilitazione in difesa della costituzione italiana dimenticando sin da subito di guidare un movimento indipendentista che, per sua natura, ha obbiettivi contrastanti con i principi fondamentali della Carta in oggetto. Notare come anche in questa occasione, con grande sacrificio e spirito unitario, Claudia Zuncheddu cerchi una soluzione di conciliazione rispetto alla gaffe della dirigenza;

- nella primavera 2010 la Federazione di Cagliari appoggia in maniera servile e incondizionata la candidatura di Graziano Milia, non curante della fresca condanna per abuso d’ufficio riportata in appello da quest’ultimo, non curante del forte disagio avvertito da gran parte del movimento e sfociato con tre dimissioni dal Consiglio Nazionale, estromettendo di fatto dall’azione politica del movimento la questione morale e candidandosi a navigare nei peggiori vizi della mala politica italiana;

- la linea politica della segreteria si allontana sempre di più da un indipendentismo moderno, arrampicandosi nell’ipotetica figura della regione associata all’Europa, con conseguente abbandono del concetto di Nazione Sarda e il recupero di un internazionalismo di antica memoria;

- nel dicembre 2010, per le primarie di Cagliari, nonostante la base si fosse espressa sul nome della Zuncheddu, nonostante la stessa avesse offerto la sua disponibilità e nonostante la proposta raccogliesse un crescente consenso trasversale all’esterno del movimento, la Segreteria ostacola in tutti i modi questa possibilità, rifiutandosi di fatto di formulare la richiesta alla Zuncheddu e proponendo addirittura la candidatura di Giuseppe Andreozzi al quale va comunque il mio personale riconoscimento per l’impegno e la dignità che hanno caratterizzato la sua campagna elettorale. Nulla può invece liberare la Segreteria dalla gravissima responsabilità di non aver fatto tutto quanto in suo potere per dare alla città di Cagliari un sindaco indipendentista, responsabilità aggravata dalla sconfitta di Cabras che da’, nelle sue dimensioni, l’idea dell’opportunità persa.

Queste e altre ragioni alla base di quello che succederà nei prossimi giorni. A Claudia va la conferma della mia fiducia oltre al difficile compito di lavorare insieme a tutti gli indipendentisti per far si che questa scissione sia l’ultima. L’ideale indipendentista è arrivato ai giorni nostri grazie al sudore e in alcuni casi al sangue versato da chi ci ha preceduto. Sta a noi dare alla Nazione Sarda il suo posto nel Mediterraneo, nell’Europa, nel Mondo. Pensiamoci bene, la storia non ci aspetta.

Andrea Nonne


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