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Chi vincerà le primarie oristanesi?

lunedì, 23 gennaio 2012

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Con la chiusura della presentazione delle candidature per le primarie del centrosinistra, si entra nel vivo della competizione che a fine primavera decreterà il nome del prossimo sindaco della città. Proviamo, tenendo bene a mente che stiamo parlando dell’elezione imprevedibile per eccellenza, a tentare qualche pronostico sui risultati finali.

La competizione

Il favorito è senz’altro Peppino Marras e a dirlo sono in primo luogo i numeri, che lo vedono tra i recordman di tutte le ultime competizioni elettorali. Dalla sua parte un bacino elettorale consolidato, l’esperienza e il fatto di essere consigliere in provincia e anche in comune prima del commissariamento. Il diretto inseguitore, anch’esso con buone possibilità di vittoria, sarà invece Guido Tendas; il movimento attorno al suo nome si fa sempre più insistente e può contare su un lungo lavoro portato avanti  da pezzi importanti del Pd da oltre un anno e mezzo. Inoltre potrebbe essere il più immune dalla frammentazione del voto in area Pd per il fatto di aver lavorato molto in ambiti esterni al partito. Per lo stesso motivo vedo un gradino sotto Gianni Sanna, che comunque potrà beneficiare della dirigenza del partito e di alcuni appoggi di peso, e a seguire Francesco Federico che apparentemente rischia di pagare più di tutti l’affollamento in casa Pd ma che ha sicuramente le sue carte da giocare. Il nome del vincitore uscirà con ogni probabilità da questo gruppo, mentre è più difficile stabilire chi tra Erminia Tanda, Giuseppe Obinu e Giampaolo Lilliu potrà avvicinarsi al gruppo di testa.

Il caso oristanopoli

Da registrare una violenta polemica che si è appena consumata sulla nota pagina facebook “Oristanopoli”. Tutto è partito da una pesante accusa nei confronti di Guido Tendas reo, a detta degli amministratori, di essersi fatto campagna elettorale durante il suo lavoro di preside al De Castro. Il post è stato commentato da numerosi utenti indignati a difesa di Tendas, cosa che ha portato gli amministratori della pagina a ritirare le accuse e a scusarsi per poi chiedere ai lettori di esprimersi rispetto al fatto di chiudere o meno la pagina. Da lettore divertito della loro satira sull’oristanesità rispondo qui: “ragazzi tenete aperto ma se non fate il vostro nome non fate neanche quello degli altri. La città ha bisogno di voci non di veleni”.

Oltre le primarie

Resta poi da vedere quali saranno i movimenti della coalizione di centro, se è vero che il commissario dell’Udc Oppus sarebbe stato nominato proprio per portare a termine un accordo con il centro-sinistra, dando vita ad una coalizione in grado di assicurare una facile vittoria già al primo turno. A quel punto il centro potrebbe voler imporre il candidato sindaco e il centrosinistra si troverebbe di fronte all’ eventualità di annullare le primarie. Sul fronte del centrodestra invece tutto sembra legato all’esito del prossimo congresso del Pdl. Se dovesse prevalere l’area Cherchi ci potrebbe essere una riapertura della trattativa col centro, anche se in questo caso resterebbero fuori i Riformatori dai quali però potrebbe  uscire Angela Nonnis, ormai legatissima a Cappellacci. Se invece dovesse prevalere l’area Diana, con tutta probabilità si assisterebbe ad una coalizione formata da Pdl e liste civiche guidata dall’ex assessore Salvatore Ledda, anche se vi sono voci che danno la sua candidatura in caduta libera nelle ultime settimane. Affollato potrebbe essere poi il panorama delle liste civiche tra cui potrebbe spiccare un’eventuale lista di area indipendentista, che dopo un 2011 ricco di tensione e divisioni, sembra aver trovato una rinnovata unità proprio ad Aristanis.

Andrea Nonne

Il cielo sardo, la cappa e il grandeovest.

sabato, 19 giugno 2010

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Quando mi affaccio alla finestra e alzo gli occhi penso che il cielo sardo sia di per se un motivo valido per vivere in questa terra, qualsiasi sacrificio o frustrazione questo comporti.

Per apprezzare il cielo sardo bisogna vivere senza. Bisogna stare lontano da questo dipinto in full-hd, da questa successione di colori dalla nitidezza abbagliante. Perdere l’abbonamento quotidiano a giochi di nuvole che sembrano creati da qualche mago degli effetti speciali. Sentire la mancanza di un tramonto che puoi ritrovare solo nelle post produzioni dei kolossal hollywoodiani.

Forse davo per scontato il cielo che avevo sopra la testa proprio perché era lo stesso che vedevo al cinema.

Ma è proprio nel cielo, nell’aria che sta la differenza. Quella luce che fa risplendere persino la nuda terra autunnale o la polvere di uno sterrato. Anche l’azzurro del mare di cui tanto ci vantiamo non è che un riflesso del cielo.

E’ il cielo che fa la differenza. Anche quando piove e soprattutto quando smette. Quando il sole esplode in uno squarcio tra nuvole grandi come montagne.

E’ bello scoprire di avere una nuova risorsa. Ed è frustrante ancora una volta scontrarsi con la mediocrità di chi non sente, non capisce, non decide. Ma amministra.

Perché il cielo sardo è bellissimo ma non può illuminare il futuro dei suoi figli fino a che è filtrato dalla cappa.

Si la cappa, che non è altro che la classe politica che da decenni guida la nostra terra e il nostro popolo verso il baratro. Un manipolo di persone che scimmiotta tutti i vizi dei governanti italioti ma che alla megalomania preferisce la mediocrità. Quella soffocante, che mantiene i cittadini in uno stato di servilismo clientelare, in una sorta di neo-feudalesimo burocratico. Troppo squallidi persino per essere casta, perfettamente calzanti nella metafora con una cappa mortifera che schiaccia tutto con il peso della sua inutilità, con la voce distorta dell’informazione comprata. Un sistema che fa di tutto per emarginare il talento, il merito e la voglia di riscatto dei giovani in fuga.

Questo blog non è la soluzione di tutti questi problemi ma solo una voce libera e innamorata. Innamorata della Sardegna e della provincia di Oristano. Si parlerà della Sardegna, dell’Europa, del mondo. Ma sempre guardando il tutto dall’Oristanese, col suo passato glorioso alle spalle ed un futuro precario davanti.

Questa voce sarà tanto più forte quanto più sarà partecipata. Solo una profonda presa di coscienza e un autentico senso civico possono garantirci un futuro diverso da quello tragico che si profila. Perché non ci sono più alibi per loro. Ma neanche per noi.

Andrea Nonne


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