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Murgia, Sedda, Maninchedda. Sinora dagli unionisti solo legna, sarà forse ora di cambiare strategia?

venerdì, 30 agosto 2013

2dipicche00.jpgCi ha provato Michela Murgia a correre insieme al movimento di Beppe Grillo, mandando inviti sempre più espliciti, sottolineando grandi differenze tra M5s e Pd/Pdl in una maniera ben poco comprensibile per il popolo indipendentista. “Manco per idea” si affretta a far sapere Manuela Serra dalle file dei grillini. “In bocca al lupo ma noi andiamo per la nostra strada”.

Ci stanno provando da mesi Paolo Maninchedda e Franciscu Sedda a partecipare alle primarie del centro sinistra con il loro Pds. Ufficialmente la coalizione non ha ancora degnato il Pds di una risposta ufficiale e definitiva ma i più hanno rivolto a Maninchedda una serie di concetti che si possono sintetizzare così: “sei appena uscito dalla maggioranza che sostiene Cappellacci, visto che siamo buoni  e visto che i voti non puzzano mai, un posto in colazione te lo lasciamo e ti fai cinque anni di purgatorio, ma di correre alle primarie non pensarci nemmeno”.

I trattamenti ricevuti dai nostri, dimostrano meglio di qualsiasi altro ragionamento il peso che le istanze indipendentiste avrebbero nelle coalizioni unioniste. Forse è il caso di riflettere su questi tentativi di alleanza, basati sulla speranza di trovare l’indipendentismo nell’unionismo. Forse è il caso di osservare quali siano stati i frutti dell’accordo programmatico psd’az/cdx del 2009. E forse non è ancora troppo tardi per riportare le diverse anime dell’indipendentismo riformista all’interno di un’alleanza da contrapporre alle coalizioni unioniste. Magari non si vincerà a questo turno ma se non altro si smetterà di perdere. Tempo e fatica.

Andrea Nonne

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venerdì, 23 agosto 2013

Il precedente articolo ha suscitato diverse polemiche su facebook. Anche se la maggior parte degli amici di Progres ha capito benissimo l’intento costruttivo del pezzo, alcuni utenti di varia estrazione politica mi hanno accusato di aver detto delle assurdità riguardo alle dichirazioni della Murgia sul M5S. Per cercare di proseguire la discussione su un binario di confronto costruttivo, lasciando dietro le polemiche infondate e sterili, posto gli stralci delle interviste cui ho fatto riferimento.

 Intervista sull’Unione Sarda del 17 agosto.

“Quindi voi giocate nel ruolo di libero.

«Sì, ma un libero aperto. Sono loro che hanno problemi di vincoli. Pd e Pdl hanno fatto emergere un elettorato che è stanco dei loro sistemi. Un elettorato di stanchezza e di rabbia».

I Cinque Stelle.

«Di questo parlavo. L’importante è che stanchezza e rabbia diano poi vita ad un progetto concreto. Nei confronti dei 5 Stelle siamo aperti a ipotesi comuni».”

Intervista sul Fatto Quotidiano del 20 agosto.

Sul vostro terreno avete un competitore forte come il Movimento 5 Stelle.

Non so quanto sia un competitore e non un alleato. È  un contenitore di istanze di cambiamento e di giusta rabbia. Credo che il M5S possa affiancarsi al tipo di cambiamento che indichiamo noi.

È una proposta di alleanza?

Si. Noi non siamo il vecchio della politica. Questa legge elettorale è fatta perché molto si decida dopo. Hanno costruito un meccanismo che ripropone le larghe imprese anche a livello locale. Possiamo impedirlo.

Vista l’importanza e la diffusione delle testate, nonchè la chiarezza delle dichirazioni riportate sopra auspico una smentita ufficiale riguardo a queste voci. E lo faccio ripetendo che voglio votare Progres e Michela Murgia.

Andrea Nonne

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giovedì, 22 agosto 2013

grillo_urlor439_thumb400x275.jpgIn seguito alle richieste di alcuni amici di Progres che stimo molto sia dal punto di vista politico che umano, in queste settimane ho deciso di sostenere Progres e Michela Murgia per le prossime elezioni nazionali sarde. Nel mio piccolo ero già al lavoro per cercare di creare consenso intorno al progetto ma purtroppo, a seguito di alcune interviste rilasciate recentemente dalla Murgia  non sono più sicuro di potermi e volermi impegnare in tal senso.

I motivi che mi hanno spinto a voler sostenere il progetto di Progres sono principalmente tre: l’intenzione di dar vita ad una coalizione alternativa agli interessi unionisti, la stima che ho per Progres e l’efficacia mediatica del nome di Michela Murgia. Fermamente convinto che la politica sia l’arte del possibile questi tre punti sono stati finora sufficienti a sopportare diverse cose:

  • ho sopportato il fatto che la candidatura della Murgia, per i tempi e i modi che l’hanno caratterizzata, abbia di fatto inficiato il lavoro svolto da una parte di Progres per cercare di ricompattare un indipendentismo lacerato dalle recenti frammentazioni;
  • ho sopportato il fatto che la Murgia abbia finora messo in campo una visione della politica molto diversa dalla mia; in particolare  in campo economico il suo pensiero mi è parso insensibile rispetto all’urgenza di ridurre drasticamente la spesa pubblica e intriso di statalismo dirigista;
  • ho sopportato il rischio di inciuci post voto con la coalizione di centro sinistra, convinto che insieme a Progres si potesse lavorare per costruire garanzie in questo senso;
  • ho sopportato infine il massiccio ingresso di figure legate alla sinistra italiana e il crescente lavoro di annacquamento della connotazione indipendentista del progetto. Mi son sentito garantito dal fatto che la Murgia sia indipendentista e che Progres sia l’unica forza politica di una coalizione composta per il resto da forze civiche.

Ciò che invece non sono assolutamente disposto a sopportare è un’alleanza con il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo. In politica ogni scelta è lecita e degna di rispetto ma, in qualità di elettore ed eventualmente sostenitore esigo trasparenza. Progres e la Murgia dicano chiaramente se stanno tentando di dare vita alla terza coalizione unionista, perchè solo in questo modo si può definire una coalizione caratterizzata da una presenza ingombrante e caratterizzane come quella del movimento di Beppe Grillo. Non c’è infatti nessun ragionevole motivo per considerare quest’ultimo diverso da Pd e Pdl rispetto alla dicotomia unionismo-indipendentismo. Anzi. Come ho già spiegato diverse volte in questo blog, il M5S ha un programma molto centralista, sicuramente più di Pd e Pdl. Si pensi inoltre che il M5s è l’unico dei tre ad essere permeato da un marcato e diffuso sentimento di euroscetticismo e si da il caso che l’europeismo è una colonna portante di quasi tutto il pensiero indipendentista moderno. Ma il più macroscopico ed evidente surplus di centralismo del M5s rispetto a Pd e Pdl non risiede nella base ideologica bensì nella forma organizzativa. Mentre infatti, Pd e Pdl sono organizzazioni caratterizzate da una seppure discutibile democrazia interna, che prevede congressi, autonomie territoriali e proprietà collettiva di simbolo e mezzi, il M5s è una proprietà personale di Beppe Grillo che ha già ampiamente dimostrato, a forza di epurazioni, di poter disporre del movimento come meglio crede. Se quindi si afferma, a mio parere giustamente, che Pd e Pdl dipendono dalle rispettive segreterie romane per il M5s vale un discorso ancora più estremo: il M5s è Beppe Grillo e sperare che quest’ultimo in futuro possa discriminare gli interessi nazionali italiani a favore degli interessi nazionali sardi a mio avviso è pura utopia. Questo se vogliamo fare una seria analisi politica senza farci accecare dall’ennesimo fenomeno del gossip politico italiano che strumentalizza la sofferenza delle persone a forza di demagogia e populismo.

Mi auguro che queste affermazioni siano quindi imprudenze dovute all’adrenalina della competizione elettorale e che Progres le voglia prontamente correggere in forma ufficiale. Ripongo grandi speranze nel partito e ho apprezzato molto il modo in cui in questi anni ha dato vita ad un’organizzazione democratica, plurale e dinamica. In un momento in cui i protagonisti delle scissioni si ritrovano in trattativa con il Pd e il M5s, Progres potrebbe rappresentare una valida alternativa per chi, come me, trova poco interessante un’alleanza con le sigle italiane. E non credo di essere se è vero che quel famoso studio,  vede il 40% dei sardi interessati all’opzione indipendentista.

Andrea Nonne


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