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Il perchè del mio voto disgiunto a Mauro Pili Presidente e Pierluigi Annis di Progres

venerdì, 14 febbraio 2014

Chi frequenta questo blog dovrebbe conoscere il mio pensiero sulla politica sarda. Negli ultimi tre anni ho affermato con forza la necessità di costruire un grande Partito Nazionale Sardo capace di coniugare e mettere in sinergia le prioritarie esigenze della collettività, la fondamentale passione degli attivisti e l’inevitabile ambizione dei candidati. Allo stesso tempo ho messo in guardia, sin dal 2011, dai rischi insiti nell’operazione sovranista e soprattutto dal perverso processo cannibalista che sempre più prendeva piede all’interno dell’indipendentismo. Nessuno si dovrebbe meravigliare se, a pochi giorni dal voto, guardo con poco entusiasmo l’attuale scenario politico. Con i partiti italiani ai minimi storici di fiducia, con i grillini fuori dai giochi per super democratica scelta del loro super democratico padrone, con quello studio scientifico che dava il 40% dei sardi interessati all’opzione indipendentista, c’erano tutti i presupposti non dico per vincere a man bassa, ma quantomeno per costituire un sistema politico tripolare tale da piazzare l’indipendentismo nelle istituzioni per confrontarsi nei prossimi anni ad armi pari con i due poli unionisti. E invece eccoli li i protagonisti della tragica diaspora indipendentista che abbiamo vissuto in questi anni. Tutti posizionati nella miglior posizione disponibile per una poltrona in consiglio o in giunta. Questo per ora è il risultato visibile di anni di lotte e divisioni incomprensibili ai più e di frasi assurde come “l’indipendentismo non è un’ideologia” (ma leggersi Simon Mossa prima di dire certe vaccate no?),  “l’esistenza di tante sigle indipendentiste è una ricchezza” (salvo poi allearsi con partiti e civiche di chiara matrice unionista) e via blaterando.

In un contesto di questo tipo mi è impossibile votare tanto i sovranisti quanto i sardisti. Ho già spiegato più volte che ritengo Pd e Pdl responsabili di gran parte della mala politica sarda come ho evidenziato per la vertenza trasporti, dove gli eurodeputati di entrambi i partiti hanno privilegiato gli interessi di una cordata imprenditoriale a quelli di un intero territorio. Ho anche spiegato che Francesco Pigliaru, per quanto personaggio degno del massimo rispetto e della massima stima, è forse il Presidente meno adatto per un’alleanza basata su aspettative sovraniste, essendosi dichiarato ripetutamente ostile al decentramento di poteri dallo stato italiano alle regioni più deboli. Del resto non posso certo votare i zonafranchisti visto che son stato tra i primi a denunciare i limiti di realizzabilità e di utilità della zona franca integrale rispetto a strumenti più praticabili e proficui come la zona franca logistica e/o fiscale. Ammiro infine la coerenza e l’impegno degli amici del  Fronte Indipendentista Unidu ma, oggettivamente, la distanza politica che mi separa da loro su temi come Europa, stato,  mercato, diritti, opportunità e libertà è troppa perché io possa votarli.

354x354xfrt3820-354x354pagespeedicsgiya2hu_z.jpgVoterò invece Progres. Penso che il partito si sia distinto da altre sigle indipendentiste, scegliendo da subito di proporsi come alternativo ai partiti italiani, e candidando persone molto valide dal punto di vista dell’impegno, della preparazione e della credibilità. Assegnerò la mia preferenza a Pierluigi Annis perché lo ritengo la persona più adatta a rappresentare le istanze della provincia di Aristanis. Stesse considerazioni valgono per Ilaria Mura, sempre candidata nelle file di Progres. Non darò invece il mio voto alla candidata Presidente Michela Murgia. Nulla di personale contro di lei ma intendo negare il mio voto alla coalizione per l’assurda scelta di chiudere con largo anticipo le porte alle altre forze indipendentiste per chiudere un’ alleanza con due liste civiche riconducibili a Valentina Sanna, Presidente di quel Pd oppositore di tutte le prese di posizione indipendentiste viste in consiglio nell’ultima legislatura, e a Romina Congera che al pari della Sanna ha dichiarato 58519_10202988340340084_1214999874_n.jpgpiù volte di non essere indipendentista. Del resto la stessa Murgia ha ricordato di non avere l’indipendenza della Sardegna in agenda. Visto che quindi Sardegna Possibile è chiaramente una colazione mezzo indipendentista mi sembra la cosa più sensata approfittare del disgiunto con un mezzo voto. Spero che gli attivisti di Progres, in cuor loro, siano i primi ad essersi resi conto dei limiti di un’ operazione che li ha proiettati a loro insaputa nell’alveo della sinistra  e che ha inasprito la rivalità tra indipendentisti in misura esponenziale. Allo stesso modo mi auguro che gli attivisti di Aristanis riflettano sull’errore che hanno commesso decidendo di non dare all’esperienza di Aristanis Noa il giusto peso, promuovendolo come modello da replicare su scala nazionale.

572.jpgIl mio voto per la presidenza andrà invece a Mauro Pili. Ritengo che la sua scelta di rottura con i partiti italiani vada non solo nella giusta direzione ma rappresenti una delle scelte politiche più coraggiose e oneste che abbia mai visto in politica. Le sue liste sono composte da persone per bene attive nella società, nell’impresa e nel lavoro. I tanti che l’hanno accusato di  opportunismo dovrebbero registrare l’isolamento che ha subito da parte delle stessa stampa che, fino a quando militava nel Pdl, lo sosteneva a gran voce. Apprezzo alcune cose del suo programma, altre meno, ma lasciatemi dire che un Pili ormai ad un passo dall’indipendentismo rappresenta una grande risorsa per la Sardegna e io intendo premiare questa scelta. Inoltre, a differenza della Murgia, Pili ha messo sul campo un’opzione indipendentista per la prossima legislatura. Apparentemente è un indipendentismo finalizzato ad una strategia rivendicazionista. Ma a ben vedere potrebbe rivelarsi l’esatto opposto.

Andrea Nonne

Murgia, Sedda, Maninchedda. Sinora dagli unionisti solo legna, sarà forse ora di cambiare strategia?

venerdì, 30 agosto 2013

2dipicche00.jpgCi ha provato Michela Murgia a correre insieme al movimento di Beppe Grillo, mandando inviti sempre più espliciti, sottolineando grandi differenze tra M5s e Pd/Pdl in una maniera ben poco comprensibile per il popolo indipendentista. “Manco per idea” si affretta a far sapere Manuela Serra dalle file dei grillini. “In bocca al lupo ma noi andiamo per la nostra strada”.

Ci stanno provando da mesi Paolo Maninchedda e Franciscu Sedda a partecipare alle primarie del centro sinistra con il loro Pds. Ufficialmente la coalizione non ha ancora degnato il Pds di una risposta ufficiale e definitiva ma i più hanno rivolto a Maninchedda una serie di concetti che si possono sintetizzare così: “sei appena uscito dalla maggioranza che sostiene Cappellacci, visto che siamo buoni  e visto che i voti non puzzano mai, un posto in colazione te lo lasciamo e ti fai cinque anni di purgatorio, ma di correre alle primarie non pensarci nemmeno”.

I trattamenti ricevuti dai nostri, dimostrano meglio di qualsiasi altro ragionamento il peso che le istanze indipendentiste avrebbero nelle coalizioni unioniste. Forse è il caso di riflettere su questi tentativi di alleanza, basati sulla speranza di trovare l’indipendentismo nell’unionismo. Forse è il caso di osservare quali siano stati i frutti dell’accordo programmatico psd’az/cdx del 2009. E forse non è ancora troppo tardi per riportare le diverse anime dell’indipendentismo riformista all’interno di un’alleanza da contrapporre alle coalizioni unioniste. Magari non si vincerà a questo turno ma se non altro si smetterà di perdere. Tempo e fatica.

Andrea Nonne

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Ancora su Progres e M5S. Cosa ha detto davvero la Murgia?

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venerdì, 23 agosto 2013

Il precedente articolo ha suscitato diverse polemiche su facebook. Anche se la maggior parte degli amici di Progres ha capito benissimo l’intento costruttivo del pezzo, alcuni utenti di varia estrazione politica mi hanno accusato di aver detto delle assurdità riguardo alle dichirazioni della Murgia sul M5S. Per cercare di proseguire la discussione su un binario di confronto costruttivo, lasciando dietro le polemiche infondate e sterili, posto gli stralci delle interviste cui ho fatto riferimento.

 Intervista sull’Unione Sarda del 17 agosto.

“Quindi voi giocate nel ruolo di libero.

«Sì, ma un libero aperto. Sono loro che hanno problemi di vincoli. Pd e Pdl hanno fatto emergere un elettorato che è stanco dei loro sistemi. Un elettorato di stanchezza e di rabbia».

I Cinque Stelle.

«Di questo parlavo. L’importante è che stanchezza e rabbia diano poi vita ad un progetto concreto. Nei confronti dei 5 Stelle siamo aperti a ipotesi comuni».”

Intervista sul Fatto Quotidiano del 20 agosto.

Sul vostro terreno avete un competitore forte come il Movimento 5 Stelle.

Non so quanto sia un competitore e non un alleato. È  un contenitore di istanze di cambiamento e di giusta rabbia. Credo che il M5S possa affiancarsi al tipo di cambiamento che indichiamo noi.

È una proposta di alleanza?

Si. Noi non siamo il vecchio della politica. Questa legge elettorale è fatta perché molto si decida dopo. Hanno costruito un meccanismo che ripropone le larghe imprese anche a livello locale. Possiamo impedirlo.

Vista l’importanza e la diffusione delle testate, nonchè la chiarezza delle dichirazioni riportate sopra auspico una smentita ufficiale riguardo a queste voci. E lo faccio ripetendo che voglio votare Progres e Michela Murgia.

Andrea Nonne

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giovedì, 22 agosto 2013

grillo_urlor439_thumb400x275.jpgIn seguito alle richieste di alcuni amici di Progres che stimo molto sia dal punto di vista politico che umano, in queste settimane ho deciso di sostenere Progres e Michela Murgia per le prossime elezioni nazionali sarde. Nel mio piccolo ero già al lavoro per cercare di creare consenso intorno al progetto ma purtroppo, a seguito di alcune interviste rilasciate recentemente dalla Murgia  non sono più sicuro di potermi e volermi impegnare in tal senso.

I motivi che mi hanno spinto a voler sostenere il progetto di Progres sono principalmente tre: l’intenzione di dar vita ad una coalizione alternativa agli interessi unionisti, la stima che ho per Progres e l’efficacia mediatica del nome di Michela Murgia. Fermamente convinto che la politica sia l’arte del possibile questi tre punti sono stati finora sufficienti a sopportare diverse cose:

  • ho sopportato il fatto che la candidatura della Murgia, per i tempi e i modi che l’hanno caratterizzata, abbia di fatto inficiato il lavoro svolto da una parte di Progres per cercare di ricompattare un indipendentismo lacerato dalle recenti frammentazioni;
  • ho sopportato il fatto che la Murgia abbia finora messo in campo una visione della politica molto diversa dalla mia; in particolare  in campo economico il suo pensiero mi è parso insensibile rispetto all’urgenza di ridurre drasticamente la spesa pubblica e intriso di statalismo dirigista;
  • ho sopportato il rischio di inciuci post voto con la coalizione di centro sinistra, convinto che insieme a Progres si potesse lavorare per costruire garanzie in questo senso;
  • ho sopportato infine il massiccio ingresso di figure legate alla sinistra italiana e il crescente lavoro di annacquamento della connotazione indipendentista del progetto. Mi son sentito garantito dal fatto che la Murgia sia indipendentista e che Progres sia l’unica forza politica di una coalizione composta per il resto da forze civiche.

Ciò che invece non sono assolutamente disposto a sopportare è un’alleanza con il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo. In politica ogni scelta è lecita e degna di rispetto ma, in qualità di elettore ed eventualmente sostenitore esigo trasparenza. Progres e la Murgia dicano chiaramente se stanno tentando di dare vita alla terza coalizione unionista, perchè solo in questo modo si può definire una coalizione caratterizzata da una presenza ingombrante e caratterizzane come quella del movimento di Beppe Grillo. Non c’è infatti nessun ragionevole motivo per considerare quest’ultimo diverso da Pd e Pdl rispetto alla dicotomia unionismo-indipendentismo. Anzi. Come ho già spiegato diverse volte in questo blog, il M5S ha un programma molto centralista, sicuramente più di Pd e Pdl. Si pensi inoltre che il M5s è l’unico dei tre ad essere permeato da un marcato e diffuso sentimento di euroscetticismo e si da il caso che l’europeismo è una colonna portante di quasi tutto il pensiero indipendentista moderno. Ma il più macroscopico ed evidente surplus di centralismo del M5s rispetto a Pd e Pdl non risiede nella base ideologica bensì nella forma organizzativa. Mentre infatti, Pd e Pdl sono organizzazioni caratterizzate da una seppure discutibile democrazia interna, che prevede congressi, autonomie territoriali e proprietà collettiva di simbolo e mezzi, il M5s è una proprietà personale di Beppe Grillo che ha già ampiamente dimostrato, a forza di epurazioni, di poter disporre del movimento come meglio crede. Se quindi si afferma, a mio parere giustamente, che Pd e Pdl dipendono dalle rispettive segreterie romane per il M5s vale un discorso ancora più estremo: il M5s è Beppe Grillo e sperare che quest’ultimo in futuro possa discriminare gli interessi nazionali italiani a favore degli interessi nazionali sardi a mio avviso è pura utopia. Questo se vogliamo fare una seria analisi politica senza farci accecare dall’ennesimo fenomeno del gossip politico italiano che strumentalizza la sofferenza delle persone a forza di demagogia e populismo.

Mi auguro che queste affermazioni siano quindi imprudenze dovute all’adrenalina della competizione elettorale e che Progres le voglia prontamente correggere in forma ufficiale. Ripongo grandi speranze nel partito e ho apprezzato molto il modo in cui in questi anni ha dato vita ad un’organizzazione democratica, plurale e dinamica. In un momento in cui i protagonisti delle scissioni si ritrovano in trattativa con il Pd e il M5s, Progres potrebbe rappresentare una valida alternativa per chi, come me, trova poco interessante un’alleanza con le sigle italiane. E non credo di essere se è vero che quel famoso studio,  vede il 40% dei sardi interessati all’opzione indipendentista.

Andrea Nonne


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