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Mobilità ad Oristano tra parcheggi per nababbi, autobus deserti e i labirinti di Sa Rodia

lunedì, 4 novembre 2013

Oggi voglio provare a confrontare alcuni aspetti della viabilità nella gestione Tendas con ciò che insieme ad alcuni amici indipendentisti scrissi per il programma di Aristanis Noa un anno e mezzo fa. Proviamo a ragionare per punti.

Parcheggi a pagamento. Proprio in questi giorni è arrivata la conferma che le tariffe dei parcheggi a pagamento subiranno aumenti da capogiro. Questo nonostante le enormi difficoltà che incontra il commercio nelle zone centrali della città. Noi, unici in tutta la competizione elettorale, proponemmo di ridurre l’area destinata ai parcheggi e le fasce orarie di applicazione. Oggi sappiamo che un intervento simile si potrebbe realizzare con poche decine di migliaia di euro, dando ossigeno alle imprese in difficoltà e rivitalizzando il centro della città.

252764_400783323301885_1482951240_n3.jpgTrasporti pubblici. Anche qui la nostra proposta di cambiamento era tanto semplice quanto radicale: maggiore frequenza, minore capillarità e un lungo periodo di gratuità finalizzato a modificare le abitudini degli oristanesi. Tendas fece sua quest’ultima parte della proposta, pur senza citare la fonte, per il ballottaggio con Uras ma purtroppo constatiamo che gli autobus continuano a girare per la città vuoti. Se il periodo di gratuità si è rivelato a dir poco simbolico, la frequenza del servizio non è sufficiente. Con lo stesso parco mezzi a disposizione si potrebbe agire in maniera fortemente differenziata tra le zone dotando almeno la Via Cagliari, per tutta la sua lunghezza, di un servizio ad alta frequenza. Se anche questo dovesse andare a discapito della capillarità e della frequenza del servizio nelle altre zone della città, non ha senso far girare gli autobus vuoti quando si potrebbe soddisfare in maniera molto efficace l’esigenza di mobilità di una notevole fetta di utenti. Ci tengo a sottolineare l’intento costruttivo di quest’ultima critica. Una rimodulazione della mobilità in questo senso, si integrerebbe infatti benissimo con la recente ottima iniziativa del comune di Oristano in materia di mobilità sociale.

Sa Rodia. Che dire invece del caotico labirinto in cui è stata trasformata la zona di Sa Rodia in concomitanza con l’apertura del ponte di Brabau? Certo stiamo parlando di un atto dell’amministrazione precedente ma è doveroso sottolineare il fatto che, ad un anno e mezzo dall’insediamento, nulla è stato fatto a riguardo dalla giunta attuale. Qualcuno continua a dire che dietro a quelle varianti ci sia chissà quale studio di chissà quale esperto. Io vi consiglio di fare un esperimento se avete dubbi a riguardo: provate a fornire ad un turista le indicazioni per andare da via Rockfeller al prolungamento di viale Repubblica o da quest’ultimo al Mistral II e tenete bene a mente che quando la pratica contraddice la teoria, la teoria è sbagliata. Anche la risoluzione di questo punto, col ripristino della scorrevolezza perduta, era esplicitamente contemplato nel programma di Aristanis Noa.

Scrivo tutto questo non per beatificare il lavoro fatto con Aristanis Noa, ma per cercare di richiamare l’attenzione su problematiche di grande importanza per il futuro dei cittadini e delle imprese. Sarebbe il caso di mettere da parte i cliché ideoliogici sulla bontà delle tasse e sulla nocività delle automobili per cominciare seriamente ad analizzare i veri problemi di Oristano e cercare di risolverli.

Andrea Nonne

Io cambio città scelgo Aristanis Noa e Pierluigi Annis Sindaco.

venerdì, 8 giugno 2012

579667_382664015113816_1502030023_n.jpgDa una parte c’è il nuovo, il cambiamento, la speranza di un futuro diverso. Dall’altra il vecchio, la riproposizione puntuale delle logiche che hanno amministrato Oristano negli ultimi vent’anni. La lista Aristanis Noa, con Pierluigi Annis sindaco è il nuovo. Le altre proposte sono il vecchio. Lutzu e Ledda hanno fatto parte della giunta Nonnis, Uras delle giunte Barberio e Ortu, Tendas della giunta Scarpa. Porceddu pure è passato, nostalgia di qualcosa di già visto in un altro ventennio. Non  voglio dare giudizi sull’attuale stato della città, voglio che siano i cittadini a farlo. Perchè se vogliono rivivere le esperienze degli ultimi decenni non hanno che l’imbarazzo della scelta, ce n’è per tutti i gusti. Per chi invece vuole cambiare, Pierluigi Annis e la lista Aristanis Noa sono l’unica scelta possibile. Io invito i cittadini a cambiare, radicalmente. Li invito a cambiare città, ad abbandonare la triste e moribonda periferia di un’ Italia decadente per tornare a vivere in Aristanis, figlia di Tharros e madre di Eleonora, antica capitale del Mediterraneo, generatrice di sovranità, civiltà, arte e cultura. La città dalla quale gli Arborea hanno riunito il popolo sardo dando vita all’età dell’oro della Sardegna. Oggi come allora, chi desidera la sovranità della Sardegna si riunisce tra queste strade, tra queste mura e ancora una volta guarda avanti, al futuro, alle energie rinnovabili, alla mobilità sostenibile, al rilancio del turismo; con la ferma consapevolezza che solo l’indipendenza oggi può risolvere i problemi di questa terra, tasse, trasporti ed energia su tutti, e che partire dai comuni è il miglior modo per cominciare a farlo.

Brave persone gli altri sindaci; hanno la mia stima e in molti casi anche la mia simpatia. Ma non la mia fiducia. Perchè tutti hanno governato senza alzare un dito contro il consorzio industriale, che con i suoi vincoli impedisce una conversione del porto verso utilizzi commerciali e turistici. Perchè tutti hanno lasciato sola Cabras nella battaglia, inevitabilmente poi persa, per il rientro dei giganti di Monte ‘e Prama nel territorio. Perchè Oristano dal ‘98 è riconosciuta come zona franca dal governo italiano e nessuno si è mai preso la briga di dar vita ad una mobilitazione per sollecitare la notifica in sede comunitaria da parte del governo. Sarebbe bastato così poco per salvare centinaia di imprese dal fallimento e migliaia di persone dalla disoccupazione. Non l’hanno fatto. Con la stessa nonchalance con cui hanno tenuto chiusa la Torre di Mariano, hanno parlato di turismo senza neanche degnarsi di adeguare il porticciolo, mentre due kilometri più a sud l’unico albergo di Torregrande veniva tranquillamente trasformato in un condominio.

Domenica e lunedì lasciate perdere chi vi chiede il voto per amicizia. La crisi europea dovrebbe almeno chiarirci le conseguenze di un voto dato con leggerezza, nella folle convinzione che il conto del malgoverno non ci verrà mai presentato.

Domenica e lunedì lasciate perdere chi  vi parla di voto sprecato. L’unica cosa sprecata è il tempo passato ad ascoltare certi ragionamenti.

Domenica e lunedì vota e fai votare Aristanis Noa e Pierluigi Annis sindaco. Il resto è storia.

Estendo il mio invito al voto a Terralba, dove suggerisco di votare la lista Per Terralba con sindaco Pietro Paolo Piras, e Bauladu, per la lista Bauladu sceglie con candidato sindaco Davide Corriga.

Buon week end di cambiamento a tutti.

Andrea Nonne

Ci risiamo, Oristano apre i suoi monumenti due giorni all’anno. E se ne vanta pure.

domenica, 13 maggio 2012

torre_mariano.JPGBenvenuti a Oristano, città così assuefatta dal malgoverno da non riconoscere più il disastro dalla normalità.  Ci eravamo lasciati a ottobre con questa storia che con un po’ di anticipo si ripete anche nel 2012. Cittadini tartassati di tasse assistono all’apertura trionfale dei principali monumenti. La realtà è un altra: per 363 lunghissimi giorni monumenti importantissimi come la torre di Mariano resteranno inesorabilmente chiusi, tutto l’anno, tutti i giorni della settimana senza giustificazione alcuna visti gli sprechi di risorse sotto gli occhi di tutti.

Nel mio impegno per la lista civica Aristanis Noa con Pierluigi Annis ho avuto modo, insieme agli altri amici, di affermare con forza il fatto che i principali monumenti della città debbano restare aperti tutto l’anno. La nostra politica sulla valorizzazione del patrimonio storico ha un duplice scopo: mantenere viva nei cittadini la consapevolezza di quanto sia stato grande il passato del nostro popolo e arricchire l’offerta turistica del territorio con componenti favorevoli alla destagionalizzazione dei flussi.

Ieri Frantziscu Sanna, durante una bellissima presentazione del nostro programma elettorale, ha ricordato come durante gli anni venti del secolo scorso l’amministrazione comunale decise di distruggere la Porta a Mari, il castello, e buona parte delle mura medievali della città perché considerati di scarso valore architettonico. Probabilmente è questo il motivo per cui ancora oggi i monumenti restano chiusi, per una mancanza di fiducia di stima e di amore verso la nostra storia. A ben vedere dunque esiste una chiara continuità tra i politici di allora e quelli che dopo aver governato la città negli ultimi decenni si presentano oggi come candidati sindaci.

Andrea Nonne


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